Con le toppe e la sottana, il Napoli è la vera Befana

Le ciocole di calcio, sparse sulle tavole imbandite natalizie, si infilano nella calza della Befana azzurra: carbone nero per la Lazio, e solo dolci abbondanti per i tifosi azzurri.

la Befana azzurra domina la Lazio - immagine generata con AIla Befana azzurra domina la Lazio - immagine generata con AI
Articolo di Giancarlo Moscato05/01/2026

L’Epifania – a’ Befana – tutte le feste si porta via. Ma agli azzurri di Mister Conte sembra non abbiano intenzione di interrompere quest’aria di festa. La Letizia alberga ancora all’ombra del Vesuvio: sappiamo che non sarà eterna, ma finché è presente bisogna godersela. A cavallo della “Befana”, Lazio – Napoli porta a ricordi bittersweet, basti dire una sola parola: Pancaro.

Allora si navigava in acque torbide, c’era la presentazione di un Edmundo che fu etichettato salvatore della patria, e gli azzurri sfangarono l’Olimpico.

Oggi invece, il Napoli si traveste da Befana saccente, che sa a chi portare il carbone e suonare la proverbiale scopa in testa, con enorme sicurezza. Di toppe ne ha messe numerose, visti gli infiniti infortuni, ma sfoggia la sua sottana come se fosse nuova e sgargiance.

Niente dolci per la Lazio, niente sorrisi per i tifosi biancocelesti: solo carbone, nero come la notte romana e pesante come il verdetto del campo. Finisce 0-2, ma poteva tramutarsi in una epica “scutuliata” di inizio anno. E mentre le luci del Natale si spengono, il Napoli chiude le feste lasciando un ultimo, beffardo regalo nella calza laziale.

Una scia Natalizia che termina con la partita di Roma, guadagnando tanti punti quanti sono i Re Magi.
Si chiude un cerchio, in cui gli azzurri hanno fatto riempire gola e pancia ai tifosi così come le pietanze natalizie.

Le pagelle della Befana

Milinković-Savić: Mastro di Chiavi e Guardia di Porta ufficiato dalla Befana, a protezione del suo prezioso sacco, in queste ultime gare ha chiuso il camino sventando ogni pericolo. Cazettone.

Di Lorenzo: scopa in mano, vola sulla fascia come se fosse la sua notte. Spinge, copre, guida: capitano con la voce di chi conosce bene le feste… e come rovinarle agli altri. Anche se non piace sempre a tutti a tutti, non manca all’appuntamento: minestra maritata.

Rrahmani: carbone duro, di quello che non si spezza. Ogni attacco laziale rimbalza su di lui come un regalo sbagliato. Noslin ha ancora i mal di testa, per l’utilizzo della scopa. “Tuost”: roccocó.

Juan Jesus: “Vecchio scarpone quanto tempo è passato? Quanti ricordi fai rivivere tu?” Esperienza da vecchio Befanone da vendere: sa quando accelerare e quando aspettare mezzanotte per entrare in scena. Ordinato e puntuale, e si ritrova nei momenti difficili: ‘nsalata ‘e rinforzo.

Spinazzola: silenzioso, ma presente. Sorridente e scattante. Entra nelle case laziali senza farsi sentire e lascia solo cenere, rubandosi tutte le cazette appese. Che calciatore ritrovato: mustacciuolo.

Lobotka: è lui che decide cosa c’è nel sacco. Smista palloni come doni, ma solo per chi veste d’azzurro. Bello e fine al palato: “spaghetto a vongole”.

McTominay: si presta a fare da Renna di Babbo Natale, Babbo Natale stesso, Elfo, Befana, cuoco, parcheggiatore, imbianchino e tutto ciò che serve in un giorno qualunque. Dove lo piazzi lo piazzi, ci sta bene: struffolo!

Politano: scende dalla scopa a tutta velocità e smista doni – assist come se piovesse, ai bambini buoni che devono solo insaccare in rete. Bello e pregevole: tronchetto natalizio.

Neres: Indemoniato, prima che si faccia male (anche lui). Sulla scia della SuperCoppa firma ancora una prestazione precevole. Inacchiappabile, sgusciante, rapido: capitone.

Elmas: si dimena per fare quante piu cose possibili, qualcuna gli riesce altre un po di meno. Amico ritrovato alla Fred Uhlman: susamiello.

Højlund: combatte su ogni pallone, e quando sembra perso eccolo che arriva a tutta velocità per acciuffarlo. Vedere chi si spreca cosi fa solo bene, consci di avere tra le mani un gran potenziale: multipla a 100 ‘botte.

Mazzocchi: parentesi anche per lui. Tuost e compatto, va ‘ncapa come il rosso domenicale. Vino paesano!

Conte: dirige la squadra come un orchestra, dettandone ogni movimento e consente di mettere nel sacco dela Befana tre punti fondamentali: Oro, incenso e mirra.

Una abbuffata di emozioni, è stata la fine del 2025 e l’inizio del 2026 si è aperto con un enorme consapevolezza: il Napoli c’è. Ora, ogni tifoso, nell’intento di sgrassare ogni chilo possibile messo su in questi giorni, non può fare altro che leccarsi i baffi, e ripensare a tutto ciò che hanno tirato giù.

Sazi sazi, comm è bello o’ magnà pallonaro. E testa adesso ai prosismi appuntamenti. E magari, chi ora dovrebbe parlare ed uscire allo scoperto, e sottolineare alle vedove Sarriste la lezione inflitta da Mister Conte, ha nascosto il capo. Tranquilli: la Befana è già passata.