Vincere senza fermarsi

Vincere sempre, senza guardarsi indietro e senza fare calcoli: è quello che deve fare il Napoli.

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Articolo di Mario Gargiulo06/02/2023

©️ “NAPOLI” – FOTO MOSCA

Vincere sempre, senza guardarsi indietro e senza fare calcoli: è quello che deve fare il Napoli.

E ieri abbiamo vinto la prima di quattro partite certamente abbordabili ma con le insidie attese da un Sassuolo e un Empoli fuori casa a cavallo dell’impegno -pure quello esterno- a Francoforte.

Al termine di questo mese, se il Napoli saprà mantenere il vantaggio sulla seconda quanto meno inalterato, i giochi saranno virtualmente chiusi in campionato. Qualsiasi cosa ne verrà in Champions, sarà un di più.

Spalletti lo sa e tiene tutti con la testa sull’obiettivo. Le scaramanzie sono abolite da un pezzo e la parola scudetto è stata giustamente sdoganata: ma bene fa il tecnico a ricordare agli stessi tifosi che ancora non si è vinto niente. C’è un’intera Italia che -al di là, delle solite parole di circostanza di finto compiacimento proferite quando si ricevono “buffuttun a mana smerz”-  si augura nel più profondo del cuore il crollo del Napoli. E’ bastata una vittoriucola dell’Inter, in uno dei più brutti derby giocati in tempi recenti, per ridare fiato alle trombette sfiatate.

Il match di ieri ha detto poco. Troppo inconsistente lo Spezia con importanti assenze (tra le altre quelle di Nzola e Gyasi) per poter mettere paura alla prima della classifica.

Il primo tempo è stato giocato al risparmio, con poca garra e molti errori. Soprattutto in mezzo al campo, dove Zielinski si è confermato in negativo e la testa di Anguissa vaga ancora sugli altopiani e le savane del Camerun dopo il Mondiale.

Una sciocchezza sesquipedale ci ha spianato la strada all’inizio della ripresa, poi ci hanno pensato Kvara e Osimhen a dare allo score una dimensione adeguata alle differenze in campo.

Dobbiamo dire onestamente che da gennaio il miglior Napoli non si è ancora visto. La forza del collettivo, gli automatismi di gioco dati da Spalletti, un enorme Osimhen, l’apporto dei cambi e non nascondiamocelo una discreta stella, stanno facendo la differenza su una concorrenza mediocre e instabile. Ma non vorremo mai che la squadra si adagiasse su uno standard tecnico e fisico non all’altezza di traguardi a questo punto irrinunciabili.

E’ questa l’ultima sfida di Spalletti prima di fare la storia.

FORZA NAPOLI SEMPRE