Napoli, Antonio Conte prima dell’ufficialità: “Solo le persone che vincono restano nella storia”

Antonio Conte, prima della firma ufficiale col Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in un'intervista a VivoAzzurroTV

Napoli, Conte, TrezeguetFoto Mosca
Articolo di Redazione SDS06/06/2024

Antonio Conte è il nuovo allenatore del Napoli. L’annuncio ufficiale, da parte club campano e del Presidente Aurelio De Laurentiis che ha reso noto il matrimonio con il tecnico italiano fino al 2027, è arrivato nella giornata di ieri. La firma è arrivata a Roma, alla Filmauro per l’esattezza, ed in quel preciso istante è scoppiato letteralmente l’entusiasmo per i supporters partenopei. Intanto, prima dell’ufficialità, il neo allenatore azzurro ha rilasciato alcune dichiarazioni in un’intervista pubblicata ora sulla piattaforma digitale della Federcalcio Italiana, VivoAzzurroTV.

Antonio Conte si racconta: le dichiarazioni

Queste sono state le parole di Antonio Conte, prima che si formalizzasse il suo approdo a Napoli: “Nella storia rimangono le persone che vincono. Sono cresciuto in mezzo alla strada. La strada ti porta ad incontrare subito delle difficoltà e non c’è nessuno che ti aiuti a risolverle. Devi sapere che devi cavartela da solo e che non puoi contare su niente e su nessuno”.

Le sue esperienze nella Nazionale Italiana: dalla chiamata di Arrigo Sacchi agli Europei ’00

“Nei confronti di Sacchi, ho grande stima e ammirazione – le parole del tecnico – Trasmetteva la sua passione per il calcio, mi piaceva questa voglia di aggiornarsi e di essere davanti agli altri. Un grande lavoratore, non lasciava niente al caso. Sono tutte cose che ho cercato di fare mie. Una persona ossessionata, ma per me l’ossessione nel calcio è una cosa positiva”.

La finale persa col Brasile

“Quando arrivi ad avere queste opportunità devi sapere che potrebbe non capitarti più e invece quando si è giovani non ci si pensa. Io pensai abbiamo perso, ma capiterà un’altra volta – racconta – Invece, quando giochi finali del genere con i club o in nazionale devi sapere che potrebbe essere l’unica della tua vita e perciò devi essere forte e determinato per entrare nella storia perché, parliamoci chiaramente, nella storia ci rimangono le persone che vincono. Quella fu la prima sconfitta pesante, di quelle che bruciano sulla pelle. Il Brasile è rimasto nella storia, tanta gente non ricorda il secondo posto dell’Italia”.

La chiamata del Presidente Tavecchio per l’incarico da CT della Nazionale Italiana

“Tavecchio era molto convinto e penso che quella sua perseveranza, quella determinazione nel volermi in nazionale, quel desiderio di realizzare quel matrimonio mi colpirono molto”, aggiunge sottolineando poi che “la nazionale ha bisogno dei suoi spazi, penso che le nazionali che alla fine vincono sono quelle che riescono a costruire una squadra”

Il ricordo dell’addio in Nazionale dopo Euro 2016

“E’ stato difficile staccarmi da quei giocatori, ma da tutto l’ambiente. Si era creata una vera famiglia – la ricostruzione di Conte – e questo ci aveva aiutato a superare il fatto che non fosse una nazionale fortissima, ma la voglia di dimostrare che non eravamo inferiori agli altri aveva equilibrato le cose. Prima degli Europei, a gennaio, avevo manifestato al presidente la voglia di tornare ad allenare un club, ad aprile poi avevo firmato con il Chelsea. Sono convinto che se non avessi firmato quel contratto e avessi dovuto decidere in quel momento, non avrei mai e poi mai lasciato quel gruppo. Si era creato un rapporto troppo forte tra noi e non me la sarei sentita.

Alla fine però tutti nella vita abbiamo un percorso. Sono andato via dalla Juventus e ho incontrato la nazionale che mi ha dato grandi emozioni, poi sono andato in Inghilterra e ho vinto Premier League e FA Cup. Diciamo che in tutte le situazioni ci possono essere dei rimpianti, ma quello che è arrivato dopo è stato bello ed entusiasmante”.

 

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