Napoli, adesso lo stile Juve piace

Diciamo la verità, abbiamo tutti sospirato con un grande enorme “Assafa” saputa la notizia di Conte al Napoli. Ma adesso lo stile Juve piace?

Conte, Ogbonna, NapoliFoto Mosca
Articolo di Antonio Terracciano06/06/2024

Diciamo la verità, abbiamo tutti sospirato con un grande enorme “Assafa” saputa la notizia di Antonio Conte al Napoli che insieme a Manna danno vita al processo di ricostruzione della squadra. La tanto desiderata firma è arrivata insieme al twitter del Presidente. C’è chi dice che l’accelerata è avvenuta nella metà di maggio, chi prima, chi sospetta di un accordo tra le parti già nel mese di gennaio, ma le chiacchiere trovano il tempo che trovano e se le portano via il vento;

ciò che interessa alla piazza è la sua presenza, che da sempre è sinonimo di successo e di intransigenza all’interno dello spogliatoio. Secondo gli ultimi gossip il mister percepirà 6 mln di euro fino al 2027 più vari bonus legati alla partecipazione in Champions e la vincita dello Scudetto, inoltre avrà a disposizione un buon gruzzolo di soldi per poter reinvestire sul mercato.

Conte è un uomo da campo, sta sul campo, allenatore dogmatico, che porta con sé l’immagine di uno spogliatoio granitico, primo punto della ricostruzione della squadra, dopo le tante crepe e spaccature al suo interno. Dovrà scegliere il capitano e il suo vice se Di Lorenzo dovesse andar via. Dovrà ristabilire le gerarchie, i compiti passando dalla tattica alla tecnica oltre che, curare aspetto diplomatico con i giocatori e i suoi procuratori, mancata proprio quest’ultimo anno con una gestione scellerata degli equilibri interni, con tante, troppe voci che si accavallano tra di loro.w

Antonio è maestro nell’allenare, ma soprattutto nel costruire un’idea di calcio ben precisa: la BBC col 3-5-2 nasce a Napoli proprio contro la squadra partenopea. Il mister prova per la prima volta questo modulo e da lì diventerà un must tanto da identificarlo non solo in un modulo, ma in uno stile di gioco ben preciso, totalmente diverso da quello del Napoli che in questi anni ha sempre espresso un calcio più tecnico che tattico, elegante meno fisico e granitico. Si vocifera che dopo l’esonero di Garcia, era pronto Adl a far follie per lui, ma che abbia declinato l’invito per continuare a star con la famiglia.

Se escludiamo le parentesi oltre manica, Conte ha sempre fatto bene in Italia, anzi più ci sono macerie, più ci sguazza perché può svariare, lavorare e soprattutto costruire dando una propria impronta. Però c’è chi è pronto a giurare che sia cambiato, più preparato, più moderno meno assolutista e più democratico, caratteristiche da non sottovalutare quando si sta a Napoli, in una piazza forte, ma soprattutto in contatto con Adl.

Due bombe atomiche pronte ad esplodere, ma entrambi con lo stesso obiettivo, il mister rilanciarsi dopo le ultime uscite infelici, e l’altro, che dopo aver vestito i panni di Nerone che prima costruisce Roma e poi la distrugge, sembra avviarsi nel canale giusto sia comunicativo che societario dove non “ tutti posso allenare il Napoli”, soprattutto dopo annata dello scudetto conclusa con un disastro totale da parte di tutte le parti.

Ma siamo sicuri che Antonio sia uomo giusto? Uomo amato da Napoli? Negli anni è sempre stato deriso per il suo parrucchino, sfottuto per il suo accento e odiato per essere uno Juventino dichiarato. Il motto di Conte è sempre stato di lavorare duro e sodo ovunque andasse, senza farsi influenzare dalle voci che lo circondavano e dalle idee altrui eppure Napoli una città bella, ricca ma anche orgogliosa e suscettibile ha forse dimenticato odiato nemico? Oggi lo stile Juve piace?

Quelli che un tempo erano visti come ladri, imbroglioni, quelli che abitavano il palazzo, ora sono diventati amici? Eppure non è passato tanto tempo da chi sarebbe sceso in piazza, con lo scudo crociato e elmetto al fianco del Comandante Sarri per conquistare il “palazzo”, mentre oggi invece il vento è cambiato, le idee sono state perse e i ricordi sbiaditi, può una stagione fallimentare, amara con un sapore insopportabile far dimenticare tutto questo? Può un popolo abbracciare il palazzo per avere successo e gloria?

Ci aspetta una lunga ed entusiasmante stagione che dirà molto non solo del Napoli, ma anche dei Napoletani.

il Copenhagen ferma il Napoli - credits to Intagram fc_Kobenavn

A Copenhagen in scena il pacco, doppio pacco e contropaccotto

Nel freddo di Copenhagen il Napoli è capace di buttare alle ortiche un'occasione più rara...

il Napoli vince a fatica contro il Sassuolo - credits to Instagram officialsscnapoli

Il Napoli organizza un nuovo ritiro a Chianciano Terme

Le ciociole di calcio raccontanto di quanto sia difficile questo calcio moderno: partite ogni 72...

Ciro Ferrara

Ciro Ferrara: dicotomia di una bandiera

Torna su Sport del Sud la penna di Paquito Catanzaro. Dopo Taglialatela, Palanca e Mister...

scudetto al var - frame credits to DAZN.png

Lo scudetto sulle note di “Ciao amore, ciao amore, ciao….”

Le ciociole di calcio, per chi non lo sapesse, sono anch'esse soggette a revisione VAR....