Ufficiale: il Napoli è in fuga

Ufficiale: il Napoli è in fuga

© “NAPOLI” – FOTO MOSCA

Possiamo sbandierarlo: il Napoli è in fuga! Grazie alla vittoria contro l’Atalanta la squadra di Luciano Spalletti si porta a quota 35 punti in 13 giornate. Un bottino eccellente, praticamente soltanto quattro punti sono stati persi nel cammino fino ad oggi. Adesso gli azzurri, avendo fatto scivolare l’Atalanta, si trovano il Milano alle spalle, ma dista comunque sei punti.

Non è solo in punti l’unità di misura attraverso cui si può spiegare la fuga del Napoli, questa non è solo rinchiusa in dei numeri, ma anche in alcuni fatti: attenendoci al campionato, senza tener conto della Champions League, la squadra di De Laurentiis ha sbancato Bergamo, Roma – per ben due volte, sia contro i giallorossi che i biancocelesti – e Milano contro la squadra di Pioli. Praticamente ha sconfitto in casa loro tutte le prime della classe in Serie A, o almeno quelle che oggi occupano dalla seconda alla quinta posizione. A questo punto nasce una domanda: esiste un’anti Napoli in questo campionato? E se solo il Napoli fosse in grado di autofermarsi? La macchina di Luciano Spalletti viaggia troppo velocemente rispetto alle altre, è travolgente, forte, rapida. Come se giocasse un calcio di un altro livello rispetto alle avversario, se non addirittura un tipo di calcio diverso.

Un ultimo spicchio di fuga possiamo riempirlo di contenuto guardando le formazioni con cui il Napoli è sceso in campo: non dipende dal singolo, ma sfrutta tutte le sue abilità per il collettivo. Gli azzurri si sono ritrovati senza Osimhen, ma non è mai sembrato nemmeno necessario; addirittura molti lo vedevano come un panchinaro di lusso, e invece… Si è fermato anche Rrahmani, ma Juan Jesus è un più che degno sostituto. Per non parlare del centrocampo, quando Luciano Spalletti ha dovuto fare i conti con l’assenza di Anguissa e, ieri sera, addirittura senza Kvaratskhelia, il ragazzo venuto dalla Georgia e che ha deciso di mettere a ferro e fuoco la Serie A.

Insomma, il Napoli non dipende da nessuno: dai suoi interpreti, dai risultati delle altre squadre, soltanto da sé stesso, l’unico in grado di fermarlo.

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