La lezione di civiltà dei tifosi giapponesi a Wembley
La green card della settimana va ai tifosi giapponesi che dopo l’amichevole con l’Inghilterra hanno ripulito dai rifiuti lo stadio di Wembley.

Ci sono gesti che non entrano in un tabellino, non finiscono negli highlights, eppure restano addosso. Sono quelli che ricordano perché ci emozioniamo per lo sport: perché, oltre al risultato, esiste un’idea di comunità, di cura, di rispetto.
La partita della sportività
È successo a Wembley, con i tifosi giapponesi. Finita l’amichevole con l’Inghilterra, quando le luci si spengono e lo stadio si svuota, loro restano. Scendono idealmente in campo per un’altra partita, silenziosa e bellissima: quella della sportività. Niente cori, niente coreografie, solo mani che raccolgono, sacchi che si riempiono, gradoni che tornano puliti. Un modo semplice, concreto, di dire: questo luogo è di tutti, e merita rispetto.
Quando lo sport educa
In quel gesto c’è una lezione che commuove più di un gol: il calcio può essere agonismo, lotta, passione, ma lo sport, prima di tutto, è rispetto. E in un tempo in cui spesso vincono l’indifferenza e la polemica e fuori dagli stadi pesano conflitti e ferite del mondo, vedere qualcuno scegliere la cura, senza chiedere nulla in cambio, è una piccola discontinuità positiva. Una scintilla di civiltà che accende speranza.
