Napoli – Milan e la stanchezza post grigliata
Le ciociole, generalmente natalizie, si spostano e marcano presenza anche a Pasquetta. Stanche come chiunque boccheggi dopo una enorme mangiata, anche Napoli e Milan ci fanno assistere per parte della gara, ad una partita con il Super Santos, al lago Laceno.
Napoli - Milan - credits to Instagram officialsscnapoliCi sono eroi che nella storia vengono ricordati, non per imprese e gesta di impatto, ma per qualcosa che era estremamente semplice e che in quel momento sembrava veramente impossibile. Come recita un celebre spot “quell’antico vaso andava portato in salvo”, anche chi è riuscito a presentarsi allo Stadio San Paolo/Maradona per Napoli – Milan, la sera di Pasquetta, è veramente un eroe.
La sacralità di questo giorno alle latitudini partenopee, è davvero qualcosa di inspiegabile. In questo lunedì dell’Angelo, si spezza ogni forma di controllo culinario: i casatielli volano da destra a sinistra, peggio di alcuni politici, salsicce e fette di carne sono inghiottite come pillole. Vino che scorre – ora dati anche i prezzi – più dei carburanti nelle auto. Insomma, non va assolutamente raccontata. Ebbene, qualche folle che preferisce più i diritti tv che la buona compagnia, sceglie di piazzare Napoli – Milan il lunedì di Pasquetta.
Forse i tifosi del Milan, questa volta, non ci saranno rimasti così male della trasferta vietata, così da potersi dedicare a questo giorno. Il fatidico Super Santos, quindi si mette rapidamente nel cofano della macchina, per andare poi alla volta dello stadio. Ma una cosa è certa, nella passione napoletana, boccheggiante e ancora ansimante per i pasti consumati, il riflesso di questo giorno si trasferisce anche in campo. Napoli – Milan inizia non con i migliori presupposti.
La mancata disponibilità – ormai un classico nella rosa azzurra – questa volta da parte di Højlund, per un virus intestinale, ha fatto sprecare le migliori battute sui gradoni dello stadio. E casca a pennello con l’ambiente pasquettista.
Napoli e Milan boccheggiano
Al San Paolo/Maradona più che una partita di calcio è andata in scena una lenta digestione, movimenti rallentati e quella voglia diffusa di stare stesi su un prato invece che rincorrere un pallone. Fin dai primi minuti, il ritmo è stato quello di una scampagnata dopo il terzo piatto di lasagna. I passaggi corti sembravano richieste di “mi passi il pane?”, mentre gli scatti — rari e sofferti — avevano la stessa convinzione di chi si alza dalla sedia solo perché ha dimenticato la birra o il vino lontano.
Il primo tempo di Napoli – Milan, è lo spot di questo calcio italiano tanto criticato. Lento, pregno di tattica, e impaurito. La Bosnia ringrazia e cambia canale. Una eroica lotta contro un avversario invisibile ma potentissimo: la sonnolenza post-grigliata.
Nel primo tempo il Milan, in versione “camminata digestiva”, provava a costruire qualcosa, ma ogni azione si spegneva come un barbecue lasciato senza carbonella. Il Napoli, dal canto suo, sembrava più interessato a gestire le energie per arrivare vivo al dolce. Ed infatti, è quello che si vedrà nel secondo tempo.
Il Napoli si sveglia come quel commensale di Pasquetta che, fin dal primo minuto, si è distrutto con ogni sorta di bevanda e pietanza, e si ritira per dormire. E proprio quando tutti quanti stanno per cedere al collasso e all’abbiocco, ecco che spunta fuori con la voglia di fare karaoke. Ed il Napoli, a quel punto, canta.
Canta inserendo Politano e Santos, che proprio come il pallone arancione, diventa protagonista della giornata. In pochi tocchi, il pallone arriva a Politano e il Napoli è in vantaggio, allontanando personalmente gli spettri della qualificazione mondiale. Un gol che ravviva più del caffè e limoncello dopo il ko tecnico. Una pennichella collettiva mandata alle ortiche, per lasciare spazio al gran finale.
Allegri, che ha provato ancora a speculare sul gioco, prova a mettere dentro le sue carte, ma il Milan è ancora troppo distante dall’essere pericoloso, sebbene anche il Napoli abbia tenuto una andatura a sprazzi, peggio di una partita improvvisata al Parco del Grassano o al Lago Laceno.
Le tinte della gara prendono la forma di un intramontabile film di Dino Risi: “Il Sorpasso”. Napoli secondo, Milan terzo a -2 dagli azzurri. L’altra Milano ringrazia.
La coreografia della Curva A, recitava “all in – giochiamoci tutto!“. Sebbene il primo tempo assomigliasse più ad una scopa ignorante, il secondo tempo si trasforma in poker: gli azzurri vincono ancora 1 a 0 come a Cagliari.
L’Inter resta sempre a -7, con quel sentimento di aver perso punti per strada, sebbene la classifica reciti gli stessi dello scorso anno. Un’esplosione improvvisa quella contro il Milan, più di sorpresa che di forza, come quando qualcuno propone un tuffo dopo mangiato e, incredibilmente, c’è chi accetta davvero.
Il triplice fischio ha sancito la vittoria azzurra, che porta a casa tre punti e la consapevolezza di aver vinto non solo contro il Milan, ma anche contro la gravità e il colesterolo.
In sintesi: una partita che non entrerà nei manuali del calcio spettacolo, ma forse in quelli della nutrizione sì. C’è da recuperare la forma, il calendario inizia a diventare interessante.
Da oggi, dieta.
