Il gesto di Hossam Hassan: il calcio è soprattutto umanità

La green card della settimana va a Hossam Hassan, CT dell’Egitto, che ha manifestato solidarietà al popolo palestinese, dopo la vittoria sull’Australia.

Hossam Hassanincontro fra popoli
Articolo di Giovanni Cortese07/07/2026

Hossam Hassan, allenatore dell’Egitto, vince la partita dell’umanità e del rispetto, ricordando la terra palestinese. Mentre il popolo egiziano è in festa per il passaggio del turno lui riesce a trasformare la gioia in vicinanza verso un popolo oppresso dalla guerra, stringendo a sé una bandiera palestinese e gridando: ‘’Palestina libera”. 

Il calcio ponte tra i popoli

Il calcio contemporaneo appare spesso attraversato dall’indifferenza e dagli interessi economici, come se il rumore degli affari, dei contratti e dei risultati potesse coprire tutto il resto. Eppure, fuori dagli stadi, esiste un mondo segnato da guerre, sofferenze e popoli costretti a lottare ogni giorno per la propria dignità. È proprio in momenti come questi che il calcio può tornare a essere qualcosa di più grande di una semplice partita: un linguaggio universale capace di superare confini, bandiere e classifiche, diventando gesto di condivisione, memoria e comunità.

Il coraggio di ricordare un popolo

Due popoli che nella storia sono stati spesso vicini, legati da famiglie, confini, memorie e destini incrociati, si ritrovano idealmente uniti anche attraverso un gesto nato dentro un campo di calcio. Per un istante, perfino Gaza, terra ferita e dilaniata dai conflitti, entra nello spazio simbolico dello sport: non come semplice richiamo politico, ma come memoria viva di un dolore collettivo e di una richiesta di dignità. In quel momento il calcio mostra il suo volto più autentico, quello capace di unire, di creare appartenenza e di costruire ponti tra popoli diversi ma profondamente intrecciati, come quello palestinese e quello egiziano. In un mondo del pallone dominato spesso da risultati, statistiche, classifiche e interessi, ci si ricorda che dietro un pallone che rotola esistono storie, emozioni, ferite e speranze: esistono popoli che si riconoscono, si sostengono e continuano a intrecciare il proprio destino.

 

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