Kvaratskhelia a ruota libera: “No limits per me e il Napoli. Questo è il mio vero soprannome”

Khvicha Kvaratskhelia si è raccontato in questa intervista in cui delinea i suoi obiettivi personali e con il Napoli per questa stagione.

kvaratskhelia
Articolo di Redazione SDS08/10/2022

© “KVARATSKHELIA” – FOTO MOSCA

Khvicha Kvaratskhelia è senza ombra di dubbio il giocatore rivelazione di questa prima parte di stagione, e non solo per il Napoli, ma per tutta la Serie A. I suoi 5 gol e 2 assist in 8 partite di campionato hanno lanciato il georgiano sulla bocca di tutti. Se poi a tal bottino si sommano i 2 passaggi vincenti e la rete realizzate Champions League, la lente di ingrandimento si espande esponenzialmente. E così, l’edizione odierna del Corriere dello Sport ha pubblicato una lunga intervista realizzata con il numero 77 del Napoli, in cui il giocatore azzurro si racconta a ruota libera.

Che voto dà al Napoli?

“Facile, 10. È una squadra piena di giocatori molto forti, molto bravi: se continuiamo così possiamo arrivare più in alto di quanto pensino tutti”.

Dopo le magiche notti di Champions con Liverpool e Ajax, a cui ne avete rifilati sei, qualcuno ha cominciato a scherzare sul Triplete. Magari anche a sognarlo…

“Per me ogni titolo, ogni vittoria è un sogno. Ad Amsterdam come al Maradona è stato magnifico, ma dobbiamo lavorare ancora tanto. Sempre. Di più“.

Cosa le disse Spalletti prima di venire al Napoli?

“Tante cose. Ci incontrammo a Milano, a casa sua”.

Si parla di Kvaramania…

“Bello sapere che tutti, o comunque tanti, la pensino così, ma proprio per questo motivo quando gioco do tutto me stesso. Il cento per cento. Più del massimo”.

E pensare che la chiamano già Kvaradona e Kvaravaggio: qual è il soprannome che le piace di più?

“Non lo so davvero, non ci penso, e neanche voglio pensarci. Non è possibile. Maradona è troppo grande, troppo tutto. Mi va benissimo il mio Kvara“.

Tutti gli osservatori dei grandi club la seguono e il suo valore è in ascesa costante: eppure lei conserva un’umiltà incredibile. Complimenti.

Me l’hanno trasmessa i miei genitori. Sono cresciuto così, non mi piace chi esagera e chi parla troppo. Io so soltanto che devo fare del mio meglio, poi la gente giudicherà se sarò stato bravo o no”.

Spalletti ogni tanto l’ha rimproverata per qualche dribbling in più e invece martedì, dopo l’Ajax, le ha fatto i complimenti per come ha aiutato la squadra e per l’atteggiamento.

“È veramente un grande allenatore. Molto, molto bravo: mi guarda da fuori e mi dice cosa sto facendo nella maniera giusta e costa sto sbagliando. Mi fa migliorare. È un maestro”.

E il Napoli cos’è?

“È una famiglia. Un gruppo molto unito che lavora con impegno e guarda nella stessa direzione. E poi è una squadra molto forte”.

Quantomeno da Scudetto. Siete primi in campionato e nel gruppo di Champions.

“Lo Scudetto è un sogno, certo. Gli ottavi a questo punto un obiettivo“.

Chi ha più limiti il Napoli o Kvaratskhelia?

“Nessuno ha limiti. Possiamo crescere insieme, mano nella mano. No limits“.

Sul paragone con George Best ed il suo idolo

“Non faccio troppo caso a queste cose e tra l’altro credo che sia molto difficile arrivare a questi livelli. Diciamo che io voglio arrivare al mio livello: sto lavorando per me stesso. Per essere Kvara. Idolo? Cristiano Ronaldo. Anche se il mio primo amore è stato Guti del Real Madrid. Quando giocavo con gli amici a Tbilisi, la mia città, indossavamo magliette bianche: io, dietro, scrivevo il suo nome”.