Che non si faccia di Sousa capro espiatorio della disfatta

Molto probabilmente sarà Sousa a pagare le conseguenze della disfatta granata, ma che non si faccia di lui capro espiatorio di questo disastro annunciato.

Articolo di Lorenzo Maria Napolitano08/10/2023

© “SOUSA” – FOTO MOSCA

La Salernitana perde ancora, e cade, stavolta, al cospetto del Monza di Palladino. I granata incassano l’ennesima sconfitta in questo avvio di Serie A, e non sono mai riusciti a strappare tre punti da quando è iniziato il campionato. E pensare che questo non era partito neanche male, con un pirotecnico due a due in casa della Roma. Con il tempo, però, Sousa ha iniziato ad accusare i colpi derivanti da una squadra non pronta.

Sì perché, oltre un mercato insoddisfacente, la squadra comunque non è riuscita a dare qualcosa di convincente. A partire da Mazzocchi, che la scorsa stagione si era messo in mostra positivamente guadagnandosi anche la telefonata di Roberto Mancini, fino ad arrivare poi al blocco difensivo e a Boulaye Dia, che ha fatto parlare di sé più per questioni extra-campo che altro.

Dunque la Salernitana, ad oggi, non ha dimostrato nulla se non quello che dice la classifica: una squadra penultima incapace di difendersi in modo corretto, che ha diverse difficoltà a segnare, per non parlare di altre questioni legate al pressing confuso e al possesso palla decisamente troppo sterile.

Se Sousa avrebbe dovuto adeguarsi in qualche modo al materiale che gli è stato messo a disposizione, è altrettanto vero che, come lui stesso ha ammesso, il prodotto della campagna acquisti è una squadra che ha una grande difficoltà a comunicare. Anche per uno come lui, che conosce più di tre lingue.

Quindi, se questa dovesse essere l’ultima uscita di Sousa in granata, sarebbe per certi versi giusto per provare ad invertire la rotta affidando la squadra ad una guida che riesca a traghettare la nave in acque sicure, ma dall’altro lato risulterebbe come capro espiatorio di una disfatta annunciata. E, questo, non rispecchia la realtà.