Radovanovic deluso dalla Salernitana: “Non mi aspettavo un trattamento del genere”

Dopo la risoluzione del contratto con la Salernitana, Ivan Radovanovic ha spiegato i motivi dell'addio al club granata.

Articolo di Redazione SDS11/02/2023

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©️ “RADOVANOVIC” – FOTO MOSCA

Da qualche giorno, a causa del mancato trasferimento al Cagliari, è termina ufficialmente l’avventura di Ivan Radovanovic con la maglia della Salernitana. Queste le dichiarazioni dell’ex calciatore granata ai microfoni di Tuttomercatoweb, dopo la risoluzione del contratto.

Sull’arrivo a Salerno – “Il 27 gennaio mi chiama Walter Sabatini, mi ha detto testualmente ‘Sei un leone in gabbia, esci da questa gabbia e lotta insieme a noi’. Ho sempre giocato al Nord: Bergamo, Verona, Novara, Genova. Avevo voglia di provare sulla mia pelle le sensazioni di una squadra del Sud. Accettai subito, chiesi soltanto due anni di contratto nonostante una posizione di classifica deficitaria. Lo stesso ds mi disse ‘Stai attento, abbiamo un piede e mezzo in serie B’. Ma per me non sarebbe stato un problema, sarei rimasto per riportare la Salernitana in A.

In rosa eravamo tanti, a un certo punto 7-8 calciatori si allenavano un po’ in disparte e non trovarono molto spazio. Tra questi c’era Capezzi, poi Di Tacchio che era stato capitano per anni. Ecco, se chi aveva portato la Salernitana in A si allenava senza dire mezza parola con quella professionalità c’era, da parte nostra, l’obbligo morale di dare più del 110%”.

Sulla salvezza della scorsa stagione – “Lo 0-4 con l’Udinese è un qualcosa di difficilmente spiegabile, quando in 90 minuti ti giochi tutti i sacrifici fatti in un anno è possibile che le gambe si fermino e che entri in un vortice dal quale non riesci a uscire. Però mi dà fastidio quando si dice che ci siamo salvati grazie allo 0-0 del Venezia sul Cagliari. So io quanti sacrifici abbiamo dovuto fare. La società, il direttore, i giocatori e il mister sono fondamentali. Ma senza tifosi non vai da nessuna parte. Non ho mai visto, ai tempi del Genoa, un settore ospiti così pieno. Invece i salernitani hanno invaso San Siro, un muro granata che cantava anche sullo 0-5″.

Sull’addio alla Salernitana – “Evidentemente la società voleva cambiare tanto, qualcuno di noi è rimasto solo perché aveva il contratto. Io sarei rimasto a Salerno, nonostante le tante voci sulla scelta di non rinnovare. A fine gennaio, a 34 anni e con una famiglia dietro, non posso sentirmi dire ‘O vai a Cagliari o ti mettiamo fuori lista’. Non mi aspettavo un trattamento così. Ringrazio il Cagliari, ci mancherebbe, ma la mia testa era tutta dedicata alla Salernitana. Ho sentito tante chiacchiere, ma nessuno può mettere in discussione la mia educazione. Se il Chievo era stata la mia isola felice, la Salernitana era il mio paradiso. Sono marito, sono padre, non mi aspettavo un trattamento del genere. Accetto le scelte del presidente, anzi lo ringrazio per avermi fatto vivere l’anno più importante della mia carriera. Avrei accettato tutto, anche la panchina o una mancata convocazione”.

 

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