Salernitana, Mazzocchi: “Il più forte che ho affrontato? Kvara fa paura”

In un'intervista Pasquale Mazzocchi, terzino della Salernitana, si racconta. Dall'inizio della carriera fino alla nazionale.

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Articolo di Redazione SDS13/04/2023

© “MAZZOCCHI” – FOTO MOSCA

Il terzino della Salernitana, Pasquale Mazzocchi, ha rilasciato un’intervista a StarCasinò. Ecco le sue parole.

Ha iniziato percorrendo le tappe iniziali della sua carriera: “Quando si nasce in quartieri difficili si fa un po’ fatica, ma allo stesso tempo si è anche fortunati: dentro di te senti crescere quella fame che altrimenti si farebbe fatica ad avere. Sotto certi aspetti mi sento anche un po’ fortunato”.

Che consiglio si sente di dare ai giovani?: “Bisogna essere ossessionati, perché è l’ossessione, e cioè la forza di non mollare mai, che spesso ti salva nei momenti di difficoltà in cui pensi di lasciare tutto e tornare a casa. È tutta una questione di mentalità. Quando sei nelle categorie minori, che sono molto difficili, nelle giornate più negative il mio punto di riferimento è sempre stato la mia famiglia che, in questo, mi ha aiutato tanto, soprattutto i miei due fratelli maggiori. Ma anche il mio allenatore d’infanzia, Giuseppe Araimo, e altri come Serse Cosmi e Davide Nicola”.

Che cosa ha rappresentato la salvezza con la Salernitana?: “Siamo stati tutti bravi a credere in quella impresa storica, dal primo all’ultimo. Ci sono state tantissime emozioni, sia positive che negative. Abbiamo fatto un viaggio straordinario che verrà ricordato negli anni a venire”.

Che emozione ha provato alla prima convocazione e all’esordio in Nazionale?: “Nel mio quartiere c’è stata una festa incredibile, lì ci sono tante persone che mi vogliono bene. In quel momento ho capito di aver fatto qualcosa di straordinario. Ma la strada è ancora lunga e mi sento di voler dare ancora tanto al calcio”.

Chi è il più forte che ha affrontato?: “Leao, è quel tipo di calciatore che ti costringe a stare 90 minuti attento, perché può creare qualcosa in ogni momento della partita. Poi c’è Kvaratskhelia, ancora lo devo fronteggiare, ma già guardandolo in tv fa davvero paura. Da piccolo, visto che giocavo esterno alto, osservavo molto Cristiano Ronaldo, soprattutto la sua mentalità. Ma il mio idolo è sempre stato Javier Zanetti. Ora mi ispiro a Cancelo”.

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