Napoli, l’Europa si allontana: dopo 14 anni rischi di starne fuori
Un Napoli così negli ultimi anni non si era mai visto. Dopo 14 anni si rischia di perdere l'Europa, qualora ormai la si voglia raggiungere.

Un Napoli così negli ultimi anni non si era mai visto. Perdere totalmente l’orientamento da un giorno all’altro, dimostra quanto sia importante un gestore, come lo era Spalletti, di questi ragazzi. Il trattarli come dei figli, far capire loro che sono forti, rinchiuderli tutti in una bolla chiamata professionalità; tutto questo è mancato.
Quando non c’è un gestore capace di seguirli e valorizzarli si perde la testa; c’è sempre da pensare che sono dei ragazzi. Niente giustifica gli atteggiamenti che hanno portato prima all’esonero di Garcia, poi di Mazzarri e se il campionato fosse durato un pò di più, anche di Calzona e successori, ma come dargli torto. Da un momento all’altro si è passati dal paradiso, al luogo più infimo dell’inferno.
Napoli, rischi di perdere l’Europa
La confusione ha preso il sopravvento ed ora dopo 14 anni il Napoli rischia di non partecipare a nessuna competizione europea, forse nella stagione in cui l’accesso alla stessa era di una semplicità immensa. L’UEFA fa beneficenza e gli azzurri rifiutano volentieri. Nella serata di ieri la Fiorentina con una vittoria contro il Monza, si posiziona all’ottavo posto, spingendo via i partenopei al nono. Gli uomini di Calzona non vincono più ed è difficile pensare a qualche prossima vittoria.
Venerdì 17 maggio gli azzurri voleranno proprio a Firenze, per l’anticipo della 37a giornata di Serie A. Con una sconfitta si metterebbero a tacere tutte le ultime e scarse speranze di andare almeno in Conference League, qualora la si voglia raggiungere. Ed è anche quello un problema da affrontare.
Mezza Napoli, se non di più, non accetta l’andare in Conference e probabilmente neanche i giocatori. Ritenuta l’ultima arrivata, uno spreco di energie, una sfacchinata in giro per L’Europa, in campi sintetici pericolosi per i ragazzi; insomma non ne vale la pena. Non sono pienamente d’accordo. Agli azzurri una finale europea manca da tanto, da quando nel prato verde c’era un ragazzo di nome Diego. Quella finale fu vinta, contro lo Stoccarda nel 1989. Certo non sarà la Champions League, ma perché denigrare una possibile coppa, una possibile felicità. Proprio quest’anno abbiamo capito che non siamo invincibili.
