Iervolino, da leader a scaricabarile
Un anno fa Iervolino rivendicava con orgoglio il suo ruolo di leader. Qualche giorno fa ha cambiato versione, scaricando le colpe sui suoi dirigenti.
Foto MoscaUn anno fa, Danilo Iervolino, presidente della Salernitana, rivendicava con orgoglio il suo ruolo di leader assoluto nel club: “La squadra la fa il presidente. Sono io che scelgo e che pago, mi assumo le responsabilità”. Parole forti di chi non vuole delegare e si carica sulle spalle l’intero peso delle decisioni tecniche. Un comportamento da patron vecchio stampo, che però stride con le dichiarazioni appena rilasciate al Corriere dello Sport.
Nell’intervista di qualche giorno fa, Iervolino ha radicalmente cambiato versione, scaricando le colpe sui suoi dirigenti: “Le scelte estive sono tutte di De Sanctis”, “Sabatini ha avuto carta bianca a gennaio” e persino “Su Inzaghi ho puntato, Sabatini ha voluto mandarlo via”. Un repentino scaricabarile che sembra quasi voler ritrattare le affermazioni del recente passato.
Iervolino, da leader a scaricabarile
Questo cambio di rotta netto del presidente granata non può che destare perplessità. Prendere i meriti quando le cose vanno bene è facile, ma ancor più semplice sembra essere la tentazione di scaricare le colpe sugli altri quando i risultati stentano ad arrivare. Un atteggiamento pericoloso a metà di una stagione già molto complicata per la Salernitana.
Le priorità in questo momento critico dovrebbero essere altre: compattare l’ambiente, evitare di alimentare ulteriori polemiche e lavorare con umiltà per provare a risalire la corrente. Invece si assiste allo spettacolo di un presidente che si contraddice pubblicamente, generando confusione e malumori laddove servirebbe coesione.
Iervolino dovrebbe imparare a fare un passo indietro nelle difficoltà, senza alimentare il classico e fin troppo ricorrente scaricabarile all’italiana. Un vero leader sa quando è il momento di rivendicare merito, ma anche quando è il caso di prendersi le proprie responsabilità senza cercare capri espiatori. Meglio stare in silenzio e lavorare, piuttosto che rilasciare dichiarazioni contraddittorie che rischiano solo di aumentare la tensione in un momento già molto delicato
