Napoli e Juventus unite contro la procura della FIGC

Nella giornata di oggi dovrebbe uscire il risultato sulle sentenze di Napoli e Juventus, legate alle plusvalenze delle due società.

napoli, adlFOTO MOSCA
Articolo di Redazione SDS15/04/2022

© “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Nella giornata di oggi dovrebbe uscire il risultato sulle sentenze di Napoli e Juventus, legate alle plusvalenze delle due società.

I due club, sono pronti ad aiutarsi a vicenda per difendersi dalle accuse lanciate dalla procura della FIGC.

A fare chiarezza sulla situazione, ci ha pensato la Gazzetta dello Sport:

“Si sono detestate sul campo e sfidate nei tribunali. Ora giocano la stessa partita – in videocollegamento – cercando di far emergere dal “grande processo al calcio” un principio di mercato: se le parti si accordano per un prezzo, chi può dire che quella transazione è illegale? Juventus e Napoli ieri sono entrate a gamba tesa sulla procura della Figc, accusandola di «incompetenza» e di aver basato la propria accusa su un «metodo ignoto creato da otto commercialisti». Nella requisitoria di martedì, la procura aveva chiesto al Tribunale federale presieduto da Carlo Sica pene esemplari per 59 dirigenti di 11 diverse società: 16 mesi e 10 giorni di inibizione per Paratici, 1 anno per Agnelli e Ferrero, 11 mesi e 5 giorni per De Laurentiis, e così via. Più le multe, quasi simboliche. Il pool investigativo di Giuseppe Chinè ha fatto nomi e cognomi, definendo «gonfiate» e «fittizie» le plusvalenze del fascicolo e facendo scoppiare una bolla: in discussione non solo 51 operazioni, ma un certo modo di gestire i bilanci delle società”.

La difesa del Napoli

“Tiene sempre banco il tema del vizio di forma, sollevato anche ieri: una comunicazione tra Covisoc e procura sulle plusvalenze che Chinè non ha messo agli atti, ritenendola “non pertinente”. Anche il Napoli, indagato per l’operazione con il Lilla per Osimhen, ha alzato la voce. «È stato pagato semmai troppo poco – ha detto il legale Mattia Grassani – visto che dopo 45 partite giocate vale di gran lunga più di 100 milioni. Il Napoli e i suoi dirigenti vanno prosciolti». L’avvocato ha ribadito che «ricorrere a plusvalenze fittizie per 20 milioni sarebbe da kamikaze. Se esistesse un tariffario non avrebbe più senso il calciomercato».