Le “pagelle splendenti” di Salernitana-Lecce

Le nostre pagelle redatte con un tocco di ironia per provare a smorzare la tensione di una partita che ci ha lasciato un grande amaro in bocca.

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Articolo di admin16/03/2024

Eccoci qui, appassionati granata, pronti per un’altra edizione delle “pagelle splendenti” della nostra Salernitana, con un tocco di ironia per provare a smorzare la tensione di una partita che ci ha lasciato un grande amaro in bocca.

COSTIL 5,5

Ah, la nostra torre di controllo personale, che nei momenti di gloria sfoggia una presenza tra i pali paragonabile a quella di Superman in volo. Ma in questa fatale occasione, sembrava più un Clark Kent assorto in riflessioni metafisiche durante la pausa caffè: radicato al suolo mentre il pallone gli zingarava accanto come un treno espresso che non si ferma alla tua stazione. Ha osservato la rete gonfiarsi con la stessa intensità con cui si contempla una stella cadente.

GYOMBER 6

Torna tra noi come il figliol prodigo, ma con l’entusiasmo di chi è stato mandato a comprare il pane e si ritrova a correre la maratona. Da terzino? Beh, diciamo che se fosse un ballo, lui sarebbe quel tipo che sta in disparte e muove appena i piedi, giusto per non sembrare fuori posto. Peccato solo che non sapesse che si poteva anche attaccare. Dicono che a volte abbia tentato di attraversare la metà campo, ma sono solo leggende. (ZANOLI 5, entrato con l’entusiasmo di chi vuole cambiare le sorti della serata, ma finisce per essere ricordato solo per quella volta che ha pestato il piede alla ragazza sbagliata).

MANOLAS 4,5

Kostas “La Bella Addormentata” Manolas. Una dormita così tranquilla che nemmeno la sveglia del telefono ha osato disturbarlo. Un po’ incerto, un po’ sognatore, come chi dimentica l’ombrello e spera che non piova. La sua incertezza in campo era quasi poetica, nel senso più tragico del termine. Ha tentato di riscattarsi con una testata, ma a quel punto era meglio continuare a sognare.

PIROLA 6

L’unico che sembrava aver bevuto un caffè doppiamente espresso prima della partita. Con un’energia che ti fa pensare “Ma questo da dove salta fuori?”, ha cercato di tenere a galla la baracca con un ardore che gli va riconosciuto. Un guerriero solitario in un campo di papaveri. Il ragazzo ha grinta, eh! Uno dei pochi che ha tenuto alto il vessillo dell’impegno, come un piccolo eroe in una giornata no.

BRADARIC 4,5

Domagoj “Il Turista” Bradaric. Ha visitato il campo con la stessa attenzione di un turista a Times Square. Un bel cross, forse per scusarsi del disastro turistico. Ma come dicono, una rondine non fa primavera, né un cross una partita. Con quella svagatezza in difesa ha fatto venire nostalgia dei tempi in cui il calcio si giocava con una lattina per strada. E quel cross? Un tentativo così timido che nemmeno il vento se n’è accorto.

COULIBALY 5

Lassana “L’Incerto” Coulibaly, ancora alla ricerca della forma dei tempi migliori. Un po’ meno peggio rispetto all’ultima uscita, diciamo che è passato da “disastro” a “mh, okay”. Un miglioramento che fa ben sperare, come quando vedi il sole dopo una settimana di pioggia. Solo che poi piove di nuovo. (GOMIS 6, entrato con qualche sprazzo di brillantezza, sfiorando il pareggio come chi quasi ma non completamente, vince alla lotteria).

MAGGIORE 5,5

Giulio “L’Ottimista” Maggiore, ha provato a sfondare il muro del portiere avversario con la forza della speranza. Ma come dice il detto: “la speranza è l’ultima a morire”, peccato che stavolta è morta davvero. Si impegna, ma la distanza tra essere un architetto e un muratore sembra ancora troppo ampia. (Con l’arrivo di MARTEGANI 5, l’esperimento play si trasforma in una danza confusa, come chi prova a ballare il tango senza averne mai sentito la musica).

BASIC 5

Toma “Il Silenzioso” Basic, così discreto che si potrebbe quasi dimenticare che era in campo. La marcia non cambia, come una macchina vecchia che fatica a salire la collina e noi qui aspettiamo ancora. Ha mantenuto un profilo così basso che si mormora sia ancora nascosto da qualche parte in campo, in attesa del momento giusto per rivelarsi.

TCHAOUNA 6

Loum “Il Preciso” Tchaouna, l’unico che sembrava avere la mira giusta, ma poi… il portiere avversario diventa Superman. Almeno ha provato, e questo gli vale il premio “miglior intento della serata”. (VIGNATO 5,5 entra con l’entusiasmo del novellino, propositivo ma un po’ troppo ingenuo, come chi va al suo primo appuntamento e dimentica il portafoglio a casa).

CANDREVA 5,5

Antonio “Il Crosser” Candreva. Candreva, oh, quanto ci hai provato, ma quella porta sembrava un miraggio nel deserto. Tra cross corti e decisioni discutibili, era come un pittore che non trova il colore giusto: tanto sforzo, ma l’opera non decolla. Sulla sua testa il peso di un gol che poteva essere, ma il destino ha detto “oggi no”. E poi quella tendenza a inciampare sul compagno di squadra, quasi fosse un nuovo sport di squadra.

LIVERANI S.V.

In uno spirito di caritatevole ritenzione, ci asteniamo dallo sparare sulla croce rossa. Perché, diciamocelo, tirare in ballo il nostro Liverani ora sarebbe come criticare il Titanic per non avere abbastanza scialuppe di salvataggio mentre affonda. Scaricare tutte le colpe su di lui è troppo facile per i veri responsabili di questa debacle. Con questi ingredienti nemmeno uno chef stellato saprebbe fare meglio.

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