La Salernitana si salverà? La risposta di Serse Cosmi
Cosmi commenta il momento della Salernitana e afferma che i granata hanno ancora possibilità di salvarsi.

Serse Cosmi, ospite delle giornate nazionali dello sport, ha parlato di calcio affrontando diverse tematiche, dalle nuove riforme alla Salernitana, dando anche un parere personale sul ruolo dell’allenatore oggi, molto differente rispetto al suo. Di seguito vi proponiamo le dichiarazioni di Cosmi, nello specifico sugli interventi tema Salernitana:
Ricorda dello spareggio col Venezia del 2019? “Uno schifo, una vergogna. Per noi, per loro, per gli sportivi. I nostri furono più dignitosi, ci dissero che non sarebbero venuti allo stadio e mi complimentai perchè un tifoso non può assistere a una farsa volutamente insabbiata da chi oggi propone riforme. Ma vi ricordate cosa successe? Dovevamo fare i playout, poi la Lega B emanò un comunicato dicendo che il Palermo retrocedeva all’ultimo posto e che, automaticamente, noi fossimo salvi. Facemmo una settimana di vacanza, ma la proprietà evidentemente avvertiva qualcosa di anomalo e ci invitava a lavorare regolarmente.
Dopo altri sette giorni al Palermo restituirono una somma di punti tale da salvarsi, sapemmo di dover giocare i playout a 5 giorni dalla gara di Salerno e con calciatori in scadenza, o mentalmente in vacanza, che passarono dalle infradito ai pantaloncini e le scarpe coi tacchetti. Nel mezzo il ricorso del Foggia che poteva stravolgere di nuovo la griglia playout, i playoff che partirono senza una classifica definita e Salernitana e Venezia certe di essere salve entrambe. Perchè poi il Palermo fallì. E ricordo anche la prima topica del VAR: c’era un rigore netto a nostro favore nella gara d’andata”.
Quanto conta la spinta di Salerno? “Per me è un grande aiuto, poi dipende da come ogni calciatore la vive. A Perugia ho esordito proprio in una trasferta a Salerno: perdemmo 1-0, a ritorno vincemmo 2-1 ma fummo eliminati. È una tifoseria calda, che incide e dà una spinta che rende ancora più bello quanto accade sul rettangolo vedere. Da avversario mi piacerebbe giocare a Salerno 40 partite su 40. Anche fuori casa c’è un seguito non indifferente e questo inevitabilmente conta”.
Lei ha allenato Simy a Crotone. Si aspettava questa involuzione? “Non è un campione, ma è un giocatore che può dare una mano. All’epoca non era il tipo di giocatore che serviva a Castori, c’era già Djuric. E poi Simy, al netto del fisico imponente, non è un calciatore fortissimo di testa o che fa salire la squadra. Va servito in area, è quello il suo habitat naturale e non può aver certo dimenticato come si segni. Con me ne fece 13 in 14 partite, una media superiore a quella di Cristiano Ronaldo. Certo, alle spalle aveva due fenomeni come Messias e Ounas. A Salerno non ci sono persone dello stesso livello. Ma in una rosa che deve salvarsi può dare una mano”.
La Salernitana si salva? “A mio avviso c’è tempo e modo per raddrizzare la barca. Inzaghi può dare una mano, proprio la Salernitana ha compiuto una grande impresa due anni fa con Nicola e Sabatini. Dirigente che fece la differenza, di grande spessore, tra i migliori in assoluto. Credo che ci siano 4-5 squadre allo stesso livello, i granata hanno tutto per risollevarsi”.
Mazzocchi può essere l’arma in più? “Ieri ho avuto modo di vederlo dopo tempo e mi ha fatto un grande piacere. Ebbi modo di apprezzare anzitutto l’uomo. Persona vera, di spessore. E poi giocatore validissimo, il suo percorso di crescita è sotto gli occhi di tutti. Credo possa essere un valore aggiunto per la Salernitana”.
