Giuntoli alla Juventus non potrà ripetere quanto fatto a Napoli
Qualcuno credeva che Giuntoli alla Juventus avrebbe compiuto gli stessi capolavori visti a Napoli: le prime mosse del ds, invece, vanno nella direzione diametralmente opposta.

©️ “GIUNTOLI” – FOTO MOSCA
L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport fa il punto sui primi movimenti che, stando ai rumors, Cristiano Giuntoli sarebbe pronto a portare a termine nelle vesti di direttore sportivo della Juventus.
I bianconeri non sono il Napoli, Allegri non è Spalletti, e la linea societaria va in direzione opposta rispetto a quella dei partenopei. Servirà puntare su giocatori già fatti e finiti per creare un ‘instant team’ con resa immediata e sarà impossibile replicare colpi alla Kim o alla Kvaratskhelia.
Si legge: “Giuntoli è l’uomo che ha creato il Napoli dello scudetto, anche con decisioni impopolari (addii di Insigne, Mertens, Fabian Ruiz e Koulibaly nella stessa estate) e scelte coraggiose (Kim e Kvaratskhelia su tutti, giocatori mai “pesati” prima in un campionato top). Al suo arrivo alla Juve, ci si aspettava subito una linea progettuale simile”.
Invece, le prime mosse di Giuntoli tracciano un percorso diverso. Si tratta la cessione di Dusan Vlahovic al PSG e si lavora all’arrivo di Romelu Lukaku, via un ventitreenne per un trentenne. E per il centrocampo si procede per l’arrivo di Franck Kessie.
“Perché? È chiaro che nella linea scelta alla Continassa, pesa ancora molto l’opinione di Massimiliano Allegri. Il tecnico degli “instant team”, le squadre che devono vincere subito, in barba anche alla futuribilità. Nella prima avventura a Torino la strategia ha avuto spesso fortuna, negli ultimi due anni decisamente meno. Eppure, dopo i flop dei Pogba, Di Maria, Paredes &Co., il tecnico pare volere dalla società i soliti sforzi su giocatori pronti e (piuttosto) cari”.
E conclude:
“Allegri non è però Spalletti, così come la Juve non il Napoli. E forse nemmeno il Giuntoli all’ombra della Mole può essere quello ammirato sotto il Vesuvio. In fondo, l’abilità di un dirigente è anche quella di adeguarsi al contesto e al gruppo di lavoro.
Almeno per questo primo anno in bianconero, l’orientamento pare quello di dare peso all’esperienza di chi potrebbe vestire la maglia della Signora. Lukaku ha vinto uno scudetto in Italia, così come Kessie. Alla Juve il tricolore manca invece da tre anni…”.
