Il difetto cronico di Calzona: le sostituzioni tardive
Se Calzona desidera evitare ulteriori critiche e garantire il successo del Napoli, deve imparare a essere più reattivo con le sostituzioni.
Foto MoscaL’allenatore del Napoli, Francesco Calzona, sembra essere afflitto da un difetto ricorrente che potrebbe costare caro alla squadra: il ritardo nelle sostituzioni. Questo problema è emerso chiaramente durante la sfida di ieri contro l’Inter, dove le sostituzioni sono state effettuate solo al 91º minuto, con Ngonge e Lindstrom entrati in campo troppo tardi per influenzare il risultato.
Il difetto cronico di Calzona: le sostituzioni tardive
Una situazione simile si è verificata nel ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona, con Calzona che ha effettuato sostituzioni solo negli ultimi minuti del match, 78esimo Traorè con Raspadori e al 91esimo Ngonge per Kvaratskhelia, quando il tempo a disposizione era già troppo limitato per invertire la situazione. E non è stato un caso isolato: anche contro il Torino, i cambi sono arrivati troppo tardi per avere un impatto significativo sulla partita (al 91esimo esce Lobotka ed entra Jesper Lindstrom).
È essenziale che l’allenatore capisca l’importanza di prendere decisioni tempestive durante le partite, soprattutto quando la squadra ha bisogno di un cambiamento di dinamica o di strategia per invertire il corso del gioco.
Se Calzona desidera evitare ulteriori critiche e garantire il successo del Napoli, deve imparare a essere più reattivo e proattivo nelle sue decisioni di sostituzione, assicurandosi che i cambi vengano effettuati nel momento giusto per massimizzare le possibilità di ottenere risultati positivi.
