Napoli, Cyril Ngonge si racconta
Stamane, Cyril Ngonge ha rilasciato delle dichiarazioni in merito al suo passato e ha rivelato come è avvenuta la trattativa che lo ha portato al Napoli.
Foto MoscaIl Napoli, nel corso della campagna trasferimenti invernale, si è assicurato il cartellino sportivo dell’ex calciatore del Verona, Cyril Ngonge. Oggi, l’attaccante campano è intervenuto direttamente ai microfoni della “SSC Napoli” e nel corso dell’intervista ha parlato di sé e del suo passato. Di seguito le dichiarazioni di Ngonge.
Sulla sua infanzia
“Giocavo in giardino con mio papà, con mio fratello maggiore, iniziavo a toccare il pallone in famiglia. Musica? Mio papà ascoltava molta musica africana, molto r&b, jazz, afro-american, era anche molto fan di Michael Jackson. È stato lui a insegnarmi molte cose della musica. Mio papà era calciatore, sì. Lui non mi ha mai impedito di fare questo sport. All’inizio ho fatto basket, però si è capito subito che non era per me. Volevo imitare mio fratello che giocava a basket, ma non passavo mai la palla, giocavo da solo, così i miei genitori mi hanno fatto fare calcio ed è andata molto meglio”.
L’esperienza di Ngonge al Verona
“Arrivavo in Italia senza sapere troppe cose. Sapevo che in Italia si mangiava bene, che c’era la bella vita, conoscevo solo le cose positive. Ma non sapevo cosa aspettarmi. Mi sono abituato molto velocemente al Paese, alla cultura, al calcio italiano, e me ne sono innamorato”.
La trattativa con il Napoli
“Ero in allenamento col Verona. Mi dissero: vai a casa, prendi la macchina e vieni a Milano che dobbiamo parlare. Tutto è successo velocemente, all’inizio non ci credevo. Mi sono detto: inizia un’altra avventura! Sono andato a Milano velocissimo, come un pazzo: era già tutto pronto e in una settimana ero a Roma per le visite mediche. In macchina ho ascoltato la mia solita playlist di 80 canzoni, che metto sempre”.
