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Napoli-Roma, Le Pagelle Brillanti: Lozano e Ibanez coppia di fatto

lozano

© “LOZANO” – FOTO MOSCA

MERET 6

Non esce mai, nemmeno se ha il Green Pass Rinforzato ed il cane deve fare i bisognini. Para però alla grande su Zaniolo con Mourinho a chiedere un rigore con la stessa faccia tosta del parcheggiatore che ti chiede un caffè a piacere. Sul gol può poco.

ZANOLI 5,5

Voto di stima, un pò come non dare il debito di storia all’alunno che ha il papà avvocato o la mamma bona. Qui non si tratta di inesperienza perché Zalewski è più giovane di due anni. Ed El Shaarawy ha lo stesso ritmo partita di mio zio a tennis. Eppure con entrambi soffre come un ipertriglicerido davanti ad un casatiello.

RRAHMANI 4,5

Dopo un primo tempo sereno, nella ripresa affronta un nubifragio a mezze maniche e con gli infradito ai piedi. Si dimentica Abraham su un cross, viene sovrastato da Mancini su una punizione e si perde Zaniolo sul quale salva Meret. Più che una pausa, ha bisogno di una vacanza alle Maldive.

KOULIBALY 6,5

A parte qualche tunnel umiliante subito da Zaniolo ed un’ammonizione che, se fosse successo in Premier, Valery Staffellon avrebbe consegnato il tapiro all’arbitro, KK rimedia quasi sempre agli errori del suo amico Amir e di suo figlio Alessandro Zanoli. Naturalmente nel 5-4-1 ci capisce poco anche lui.

MARIO RUI 6,5

Dopo Nico Gonzalez, gli tocca Zaniolo. Ma stavolta è andata molto meglio, visto che il futuro calciatore, nonché tifoso, della Juve, non riesce mai a saltarlo. Marittiello regala ai tifosi del Maradona l’azione più bella del secondo tempo, una diagonale difensiva. Altro che scudetto.

ANGUISSA 6,5

Finché non va in apnea é il migliore del centrocampo. Vince i duelli spalla a spalla con la stessa facilità con cui a Pasqua si fanno gli auguri su whatsapp. E prende più falli lui che una pornostar. Peccato che Di Bello sia un puritano e chiuda gli occhi davanti a queste scene.

LOBOTKA 6,5

Oggi è più importante lui nel Napoli che Donnarumma per le squadre che affrontano il PSG. Collabora al vantaggio, fa ammonire Cristante, chiude un paio di ripartenze pericolose, poi si fa male ed è stato come mettere la benda agli occhi dei nostri calciatori in Piazza Plebiscito e chiedere loro di passare in mezzo ai cavalli. Impresa ardua.

FABIAN RUIZ 5,5

Quando nei primi minuti il Napoli aveva il pallino del gioco, lui si sentiva a suo agio, come Sofia Goggia con gli sci ai piedi. Poi il Napoli cala e lui diventa imbarazzante come Sofia Goggia quando parla dei gay. Anzi, la Goggia dovrebbe parlare di Fabian, mollo ed impaurito nei contrasti.

LOZANO 6

Si guadagna un rigore, nettissimo, con grande astuzia, facendo sì che il difensore gli crollasse addosso. Invece per Di Bello, Lozano e Ibanez erano solo una coppia di fatto che facevano quelle cose per divertimento. Poi però scompare dalla partita come un narcos scompare da Città del Messico dopo aver fatto dei “pasticci”. E viene ammonito, lui sì Ibanez no, perché Di Bello preferiva il giallorosso.

OSIMHEN 5

Premesso che dal campo non lo toglierei nemmeno nel recupero in vantaggio di 4 gol, però il nigeriano sullo stomaco ha la partita, come noi abbiamo la pastiera. Sbaglia un gol a 3 metri dalla porta nel primo tempo calciando, in una sorta di palla avvelenata, su Smalling. E nella ripresa, in contropiede, prende l’esterno della rete. Però prende una bella traversa. Per la Roma ovviamente.

INSIGNE 7,5

Tante volte l’ho criticato, ma contro la Roma con un paio di cloni di Lorenzo, l’avremmo vinta in scioltezza. Trasforma il rigore con freddezza e si bacia la maglia con naturalezza. Sempre nel vivo del gioco, corre più lui che Mourinho mezzofondista sulla panchina. Si becca anche un giallo per una protesta che, l’avesse fatta Chiellini, gli avrebbe dato il premio fairplay per la protesta da capitano più dolce del mondo. Esce prima della fine e non riesce poi a trattenere le lacrime pensando, forse, che con qualche gol in più su azione, oggi il Napoli sarebbe primo.

ZIELINSKI 4

Prendete un ballerino di tango e buttatelo in mezzo agli alpini. Oppure prendete un alpino e buttatelo in mezzo ad un rave party. Oppure prendere Piotr Zielinski e chiudetelo in una stanza con Conor McGregor. Al buio. Perché non è possibile che il polacco stia diventando un clone di Uallarito Sosa quando ha le mestruazioni. Zero contrasti vinti, due conclusioni meno pericolose di un rigore battuto da Jorginho contro la Svizzera, zero scatti. Zero, zero, zero. Zero parole ormai.

DEMME 5,5

Entra grazie al televoto dei tifosi che, quando hanno visto insieme Fabian e Zielinski, hanno contattato Spalletti simulando il sequestro della sua famiglia. Così è entrato Demme che, poverino, più di correre dietro ai centrocampisti della Roma, non poteva fare. Ed infatti non ha fatto.

ELMAS 6

Ha cambiato più ruoli lui in 25 minuti che partiti un politico in tutta la sua carriera. Il macedone è sembrato subito in palla, creando anche alcune situazioni pericolose. Poi con l’uscita di Osimhen, ha dovuto fare un passo indietro, tipo quando tua moglie ti dice che ha mal di testa.

JUAN JESUS SV

Jesus non è altro che Santon (per Icardi) più invecchiato. Nel 5-4-1 di Spalletti doveva spingere la Roma fuori dall’area. Ma i risultati sono gli stessi di quel famoso Inter-Juve 2018. Gol nel finale e addio tricolore.

MERTENS SV

Mettere Ciro negli ultimi 5 minuti, con la tua squadra che non supera la metacampo, in mezzo a Smalling, Ibanez e Mancini, é un pò come darsi appuntamento sul lungomare a Pasquetta, sapendo che farai su e giù senza mai incontrarti. Ed infatti il belga, pur impegnandosi, non la becca mai. Altro che rinnovo, con Spallettone, Dries non firmerebbe nemmeno con lo stesso stipendio di oggi.

SPALLETTI 4

Luciano ha riportato il Napoli in Champions e bisogna dargli atto di aver raggiunto l’obiettivo minimo. Bravo.
Però in Europa League Luciano è arrivato dietro lo Spartak ed è uscito col Barcellona, poi eliminato dal Francoforte.
In Coppa Italia ne ha presi 5 dalla Fiorentina.
In campionato, poi, ha appena un punto in più di Gattuso. Ed in casa viaggia ad una media punti da provinciale.
Restando in tema Napoli-Roma, dopo 20 minuti belli ed intensi, il Napoli ha poi rallentato prima e frenato poi. E la condizione atletica precaria sicuro non è colpa mia. Sui cambi, poi, dopo la Fiorentina, sbaglia anche questi, inserendo un Zielinski inguardabile, rinunciando a Ciro vicino a Victor e mettendo i 5 in difesa, manco fosse Simeone. Male, male, male. Poteva entrare nella storia di questa città quest’anno, invece é entrato, dopo questa partita, nel registro napoletano delle bestemmie.

DI BELLO SV

Non si può dare un voto ad un arbitro che già con l’Atalanta aveva avuto bisogno del Var dopo il fallo di Musso su Mertens e che con la Roma non aveva dato ancora rigore per il placcaggio Ibanez-Lozano. La gestione dei cartellini, poi, soprattutto nel primo tempo, è stata disastrosa, con la perla del giallo a Koulibaly. Tanti errori anche nella ripresa col rosso al secondo portiere della Roma, più provocatoria che altro. Non si può dare il voto ad un arbitro al quale, personalmente, non darei nemmeno il fischietto per dirigere una partita di ping pong tra me e mia figlia piccola. Di Bello, oltre al Napoli, c’è stato ben poco. Purtroppo.

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