Il Manchester United ha bisogno di un De Laurentiis

Più di un miliardo speso sul mercato, cinque allenatori, nessun trofeo importante, il Manchester United ha bisogno di un De Laurentiis.

Articolo di Redazione SDS20/04/2023

Tre Coppa Italia e una Supercoppa Italiana; quattro secondi posti in Serie A – degli otto totali nella storia; tredici accessi all’Europa consecutivi – unica squadra italiana a riuscirci; la prima qualificazione ai quarti di Champions; eun tricolore in arrivo che solo Maradona è riuscito a cucire prima sulla maglia azzurra.

Questo è il palmares della gestione De Laurentiis a Napoli. Eppure qualcuno si lamenta, come se continuità e conti apposto siano la normalità. Basterebbe guardare Oltremanica, per pensare che forse tanti club blasonati avrebbero bisogno del modus operandi tanto criticato.

Il Manchester United ad esempio dovrebbe fare le carte false per un Presidente come De Laurentiis. Dal 2013, infatti, l’ultimo anno di Sir Alex Ferguson alla guida dei Red Devils e dell’ultima Premier vinta, i Glazer (proprietari del club) hanno sperperato sterline e sogni, scrivendo le pagine più buie di un club destinato alla fama internazionale e alle vittorie.

Ad analizzare parabola discendente catastrofica del Manchester United ci ha pensato Sky Sport Uk che ha riportato cifre e dati di un ecatombe.

Da allora [dall’addio di Ferguson, ndr], lo United ha avuto cinque manager, due amministratori delegati e un gruppo di proprietari, i Glazer. Hanno speso 1,43 miliardi di sterline in trasferimenti e 40 milioni di sterline in manager, accumulando un debito di quasi 1 miliardo di sterline. Ancora nessun titolo, però”.

Tutto cominciò con David Moyes, “The chosen one”, l’erede designato di Ferguson che posi si rivelò un grande bluff, tanto che a Sky Sport Gary Neville, icona Red Devils lo ricorda così:

«È stato il punto più basso del decennio. Dare a un allenatore un contratto di sei anni – giusto o sbagliato che fosse – e licenziarlo dopo otto mesi, per me ha segnato l’inizio di un nuovo periodo».

Sembrava esser tornato il sereno dalle parti di Manchester con l’arrivo di Josè Mourinho, l’unico capace di riportare al teatro dei sogni un trofeo internazionale, nel 2017 con l’Europa League vinta in finale a Stoccolma contro l’Ajax. Il portoghese si ritrovò poi però completamente solo, facendosi terra bruciata, per la gestione contraddittoria di questione extracampo, come la gestione Pogba, fiore all’occhiello del club diventato oggetto misterioso.

«L‘approccio del “noi contro loro” del portoghese ebbe breve durata. Lentamente è diventato sempre più solo in campo mentre il suo comportamento imprevedibile ha iniziato ad allontanare coloro che lo circondavano».

Nel calderone dei fallimenti Van Gaal, incapace di farsi voler bene da un ambiente ostile a chiunque non fosse Ferguson, il figliol prodigo Solskjaer, protagonista della sconfitta in finale di Europa League contro il Villarreal del 2021, Ten Hag, l’ultimo in rodine cronologico.

Da contorno, una pioggia di milioni spesi sul mercato (più di un miliardo), che vanno aggiungersi ai cinque allenatori, nessun importante in campionato e nell’Europa dei grandi. Il Manchester United vive il suo momento peggiore della storia nonostante tutto questo, forse avrebbe bisogno di una gestione De Laurentiis.

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