Spalletti: “Le difficoltà vanno affrontate, sfida non decisiva”

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida contro l’Inter, valida per la tredicesima giornata di Serie A.

Articolo di Redazione SDS20/11/2021

© “SPALLETTI-CONFERENZA” – FOTO MOSCA

Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la partita contro l’Inter, in programma domani alle ore 18:00 a San Siro.

SUL CLIMA NELLO SPOGLIATOIO

La positività di Politano è una cosa che capita. Fa parte delle difficoltà di una stagione che possano succedere imprevisti. Non dimentichiamo che nelle prime tre partite di campionato abbiamo giocato con tre centrocampisti contati e abbiamo fatto quello che bisognava fare. Le difficoltà valgono per tutti, sia per noi che per l’Inter. Se gli ostacoli nel percorso ti fanno girare le spalle non si arriverà mai all’obiettivo. L’obiettivo che abbiamo è un obiettivo importante e non possiamo fermarci. Non c’è nulla di cui lamentarsi. I problemi non finiscono mai, ma anche le soluzioni non finiscono mai”.

SULLA PARTITA DI DOMANI

Secondo me verrà fuori una partita da Premier League. Entrambe le squadre vogliono fare punti e si scenderà in campo per la vittoria. Molto dipenderà dal posizionamento dei giocatori in campo, ma ne verrà fuori una bella partita. È una gara importantissima, ma non è definitivo nulla in questo campionato. Ci sono squadre forti che possono arrivare ovunque. Sono d’accordo con Inzaghi”.

SUL RITORNO A SAN SIRO DA EX

La gente può fare quello che gli pare. Ho preso fischi e insulti da tante parti. Ma sono sempre sereno, perché guardo il mio e sono tranquillo. Ho concluso il mio percorso all’Inter in un momento societario difficile, ma non ho mai dato colpe a nessuno. Mi hanno mandato a casa e l’ho accettato. È chiaro che poi van fatte delle valutazioni in base alle situazioni. Se uno può spendere 240 milioni di stipendi, non è la stessa cosa di chi ne può spendere 100. Riguardo a domani, io vivo sempre tutto in diretta, intensamente e al 100%, per cui non so cosa proverò ad entrare in quel campo. È stata un’esperienza che mi ha dato tanto e ringrazio i tifosi e i calciatori a prescindere da quella che sarà l’accoglienza. Sono orgoglioso di quello che ho fatto all’Inter, anche dei cambiamenti alla struttura della Pinetina perché lì era dove tutto partiva”.

SFIDA ALL’INTER DA CAPOLISTA

Io non ho da far valere nessuna rivincita sull’Inter. Domani è un passaggio fondamentale per un altro po’ di felicità. Non per me, ma per tutta la gente che ci segue. Noi siamo già contenti così. Mi diceva Santoro che alla partenza ci saranno mille persone ad aspettarci per salutarci. È una roba che ci deve per forza far riflettere su quello che deve essere il nostro comportamento. Chi non sa riconoscere questa passione non sarà mai fiero di quello che ha fatto”.

SU CERTEZZE E DUBBI IN VISTA DI DOMANI

Le certezze sono quelle che abbiamo visto fin qui. Dei calciatori, dei tifosi che ti sostengono e ti rassicurano quando hai qualche dubbio. Ma di dubbi non ce ne sono. Noi andiamo lì per fare la partita e c’è un avversario che ha calciatori di livello pari al nostro. C’è un allenatore che punta su un gioco che quella squadra ha già fatto lo scorso anno. Le difficoltà ci sono e vanno affrontate, se le si evita si lascia strada libera a chi ha più fame”.

SULLE DIFFERENZE SOCIETARIE

All’Inter avevo un presidente straniero, ma il figlio era sempre a Milano. Non incideva molto. Lo sguardo era un po’ più esterno rispetto a quello che c’è qui a Napoli. Zhang sorvegliava a distanza, De Laurentiis vuole vivere le cose dal suo interno. Ci sentiamo spesso. Poi sono sempre i risultati a fare la differenza”.

SULL’ITALIA

Mancini ha la capacità di mettere a posto le cose, ma avrebbe già meritato la qualificazione. La sfortuna nel calcio esiste e purtroppo ha girato contro”.

SUL SOSTITUTO DI POLITANO

A destra abbiamo tante soluzioni. Possono giocare Lozano, Zielinski o Elmas. Lozano sta bene, ha giocato giovedì e ha fatto un lungo viaggio, ma è voglioso. È un ragazzo sempre sorridente. È normale che abbia delle ambizioni di crescita, le dovrebbero avere tutti. Mi auguro che a fine stagione riceva l’interesse di club che ritiene più importanti del Napoli perché significherebbe che ha fatto bene qui quest’anno. Se qualcuno vuole le offerte bisogna meritarsele qui, altrimenti nessuno è interessato. È la vittoria che dà visibilità; la sconfitta mette tutti sullo stesso livello”.

SULL’IMPORTANZA DI KOULIBALY

“Lo abbiamo già detto più volte, ve lo spiego con gli esempi. Questa settimana è andato in scivolata e gli è rimasto il ginocchio sotto. Ha sentito dolore ed è rimasto a terra. In un attimo c’erano anche i magazzinieri intorno a lui, tutti in attesa della sua reazione. Abbiamo fermato l’allenamento per 3 minuti. Poi, quando abbiamo ripreso, tutti guardavano la panchina per vedere come stesse. Maradona? Non mi interessa sapere se Diego è stato il più grande della storia o meno, mi interessa sapere quello che ha lasciato agli altri. È quello che importa! Koulibaly è straordinario e lo si vede dal rispetto che hanno gli altri nei suoi confronti. Se l’è guadagnato”.