Criscitiello: “Udine non è razzista, cantano anche ‘odio Napoli’ ma il loro Re è Di Natale”

Il direttore di Sportitalia Michele Criscitiello si è espresso sugli insulti razzisti a Maignan e ha tirato in ballo anche i cori contro i napoletani.

Articolo di Redazione SDS22/01/2024

Il weekend di Serie A appena trascorso ha visto andare in scena l’ennesimo triste episodio di razzismo. Al 26’ di Udinese-Milan, dalla curva friulana si sono alzati insulti nei confronti del portiere rossonero Mike Maignan, causando l’immediata sospensione del gioco da parte dell’arbitro Maresca. Ne ha parlato nel suo lungo editoriale anche il direttore di Sportitalia Michele Criscitiello, esprimendosi così sulla vicenda e tirando in ballo anche gli insulti verso i napoletani:

Mentre Inter e Napoli continuano la loro vacanza al caldo in un posto dove del calcio italiano frega niente a nessuno, in Italia si va avanti con il campionato e ci siamo fatti riconoscere di nuovo in tutto il mondo per cori razzisti.

Nel 2024 accade ancora questo. Maignan non ci sta e nel momento in cui lascia la porta e si toglie i guanti viene giù il mondo. Analisi della vicenda: non è razzismo ma ignoranza. Lo stadio nuovo, vicino ai calciatori, senza pista è stupendo. Se la società crea, la tifoseria organizzata non può distruggere. Udine non è razzista e ho 13 anni di buoni motivi per sostenere questo. È una città che conosco, conosco la gente, conosco la società anche se non ho più rapporti diretti da un mesetto circa. Questo non cambia il pensiero che ho della vicenda. Non è razzismo. Udine non è razzista.

Se vedono un ragazzo di colore non gli fanno buh buh in strada ma lo fermano e gli offrono il caffè perché la domenica indossa la maglia bianconera. C’è un gruppetto ad Udine che farà pagare tutti. Gli stessi che da anni cantano “odio Napoli” o “Vesuvio lavali con il fuoco” quando il loro vero Re era napoletano: Antonio Di Natale. Lui segnava e faceva volare la squadra in zona Champions e il gruppetto insultava i napoletani. Per poi andare tutti a mangiare all’Ancona 2, noto ristorante di Udine dove Vincenzo e gli altri parlano una sola lingua; e non è il friulano.

La contraddizione anche sabato: fare i cori a Maignan quando poi inciti i tuoi calciatori da un decennio che sono di colore e di ogni etnia significa che non sei coerente. L’Udinese è la squadra con più stranieri da sempre, per questo la tifoseria può fare tutto tranne che insultare un avversario per la provenienza e per il colore della pelle. Udine non è razzista e dispiace che pagheranno tutti per colpa di 50. La tifoseria è composta da tante famiglie e dall’AUC che segue la squadra ovunque e si è sempre contraddistinta per educazione e correttezza.

Lo stadio di Udine è super tecnologico, la vittoria sarebbe identificare i cretini uno a uno e non chiudere curva o stadio. Sarebbe un fallimento per tutti, colpire la tifoseria intera e non individuare i veri colpevoli”.