Le Pagelle Brillanti: Pocho mi manchi

Le Pagelle Brillanti di Inter-Napoli, in collaborazione con Giuseppe Brillante de Il Punto Brillante, per Sport del Sud.

Articolo di Peppe Brillante22/11/2021

OSPINA 5,5
A scuola l’insegnante avrebbe detto “il ragazzo si vede che è capace, ma potrebbe dare di più”. A parte il rigore battuto quasi alla “Insigne” o alla “Jorginho in nazionale”, il colombiano poteva prevedere il colpo di testa di Perisic sul 2-1 ed anche il diagonale basso, non fortissimo, di Lautaro sul 3-1. Esce con la testa rotta, ma a Napoli ormai è soprannominato Pascal Passaguai.

DI LORENZO 6
Commette un paio di ingenuità prenatalizie, come il corner regalato all’Inter con quel colpo di testa all’indietro o anche quel passaggio orizzontale che per poco non diventa gol subito. Deve vedersela con Perisic in grande forma, ma cresce alla distanza regalando un assist bellissimo per la traversa di Mario Rui. E con questa, sono già milleduecentoventotto presenze stagionali.

RRAHMANI 6,5
Valeri lo ammonisce con la stessa cazzimma, con cui mia figlia di 1 anno, inizia a piangere ogni volta che tolgo Disneyplus e metto Dazn. Pianto strategico per farsi sentire da mia moglie. Regge bene l’urto con gli attaccanti nerazzurri e nel finale salva anche un gol sulla linea di porta. Lui non ha colpe. Lui.

KOULIBALY 6
Ad inizio partita ogni volta che anticipa Lautaro, l’argentino imita Cuadrado e Valeri chiama fallo. Non contento, il genio di Roma (Valeri, sempre lui) decide di ammonirlo per provocarlo, come fanno le mogli gelose. KK perde lucidità, come nell’occasione del rigore. Un rigore che ha fatto registrare il nuovo record al Var: Valeri l’ha assegnato dopo una revisione di 1 secondo e 5 centesimi. Meglio nel finale, con la palla recuperata del 3-2.

MARIO RUI 5
Non ce l’ho con lui, ma è inadeguato in queste partite. Un po’ come far gareggiare Tamberi nei 100 metri e Marcell Jacobs nel salto in alto. Su quella fascia, contro il portoghese, anche Uallarito Sosa diventerebbe Babangida. Guarda Darmian appoggiare facile la palla che porta al rigore, poi sul 3-1 si ferma ad ammirare Lautaro Martinez manco fosse Jennifer Lopez col perizoma nero sotto un pantalone bianco attillato. Sul finale quasi riesce a segnare, di testa. Shock, shock because.

FABIAN 5
Una delle cose che si insegnano ai centrocampisti nelle scuole calcio sono i falli tattici. Quando Correa parte in contropiede, dopo un tiro di Fabian da Mai Dire Gol, lo spagnolo dovrebbe emulare Totti contro Balotelli in finale di coppa Italia. Ed invece sembra uno di quei vecchi guardoni dei cantieri in città. A parte quell’episodio, non riesce quasi mai ad entrare in partita.

ANGUISSA 6,5
Di errori ne commette e non pochi. Però la sua presenza in mezzo al campo si sente quasi come quella di Valeri. Quasi però. Come gli altri, cresce alla distanza, sia nei contrasti che negli inserimenti senza palla. Al minuto 98 mette quella palla sul piede di Mertens, solo da spingere in rete. Con 11 Zambo, come dico sempre, vado a giocarmela ovunque.

LOZANO 5
Nei primi 30 minuti non è pervenuto, probabilmente ancora impegnato a capire se scegliere il Man City, il Bayern o il Psg la prossima stagione. Poi mette un paio di palloni interessanti nel mezzo, prima per la testa di Osimhen, poi per il piede di Petagna che non ci arriva. Ma la cosa che mi obbligherà ad andare dal mio sacerdote di fiducia in settimana, per potermi purificare di tutte le parolacce urlate in partita, è la sua incapacità di saltare Perisic in dribbling. Lavezzi in questa partita avrebbe guadagnato 4 rigori e 7 punizioni dal limite contro il croato, che di mestiere fa l’attaccante. E l’avrebbe fatto espellere. Pocho mi manchi! Chucky al Real!

ZIELINSKI 6,5
Segna e si comporta come gli studenti del liceo a maggio, che si ritirano perché sanno che verranno promossi. Il gol è bellissimo, anche perché l’azione parte da un suo recupero palla in mezzo al campo. Però dopo, eccetto qualche accelerata sulla trequarti, sembra Mark Caltagirone, il marito che non esiste di Pamela Prati.

INSIGNE 4,5
Un voto e mezzo in più per il bellissimo assist del gol del vantaggio. Stop. Poi esce dalla scena come fa Tina Cipollari ogni 10 minuti ad Uomini e Donne. Perde ogni contrasto, non salta mai l’uomo, non calcia in porta, non dà mai l’impressione di essere il capitano di una squadra che sta in vetta alla classifica e si sta giocando un pezzo di storia. Ad oggi sono 0 gol segnati su azione in 13 partite e 4 rigori sbagliati su 8 calciati. E vuole 6 milioni. 500 mila euro al mese!

OSIMHEN 6
Viene ammonito perché la sua ingenuità lo porta a compiere un fallo di dubbia utilità su Skriniar. E Valeri, sempre lui, quello stava aspettando. Bello il taglio che porta al vantaggio, classico movimento da attaccante vero. Non incide, ma ancora peggio, si fa male. Una frattura allo zigomo che lo terrà un mese almeno lontano dal campo. Era meglio se avessero rubato altre 10 panda a Spalletti, ma non l’infortunio di Victor. Buona guarigione!

PETAGNA 6
Passare da Osimhen a Petagna è come leggere i pezzi di Gianni Brera ed all’improvviso ti trovi a sfogliare i tweet di Salvini. Giusto per far capire che Natale ci aspetta. Il Petagnone prova a difendere palla e lo fa anche bene, ma non vede la porta nemmeno con il binocolo di ultima generazione. E contro aveva Ranocchia, non Van Djik.

ELMAS 6
Positivo il suo ingresso. Peccato però che su quella palla vagante nel cuore dell’area, la sua determinazione nel cercare il gol sia la stessa della Nazionale di Mancini in Irlanda del Nord. Deve fare il salto di qualità ma non lo fa mai.

MERTENS 7
Una media tra il 10 per il gol spettacolare che riapre la partita ed il 4 di quel tiro al volo al minuto 98 che non mi ha fatto dormire ieri sera. E non mi farà dormire stanotte, ma nemmeno martedì e mercoledì! Il 3-3 avrebbe reso memorabile questa domenica e fatto aumentare l’autostima di tutta la squadra. Invece dobbiamo accontentarci di aver ritrovato, almeno nei colpi, il vero Mertens. PS: Ma che gol hai fatto, Ciro? PS.PS: Ma come hai fatto a tirare alto, Cirooooooo?! Niente, non mi passa.

SPALLETTI 6
Sceglie Lozano ed il messicano lo tradisce a metà. Conferma Mario Rui a sinistra nonostante un ottimo Juan Jesus pre-sosta ed il portoghese lo tradisce per tre quarti. Lascia 75 minuti in campo Insigne ed il capitano lo tradisce e basta. Al di là dei singoli, il Napoli delude il primo tempo, soprattutto dopo aver trovato il vantaggio ed esce soltanto nel finale, sfiorando più volte il pareggio. L’immagine del nostro mister, disteso a faccia in giù sull’erba del Meazza, dopo il gol fallito da Mertens resterà impressa nella mia mente per molte settimane. E conferma quanto lui creda in questa squadra.

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