De Laurentiis ha fatto un solo errore: ascoltare i tifosi!

Il Napoli paga gli errori di De Laurentiis, il quale, invece di andare avanti con le sue idee ha accontentato i capricci del popolo.

De Laurentiis, NapoliFoto Mosca
Articolo di Redazione SDS24/04/2024

La stagione del Napoli si è rivelata un vero e proprio incubo. Dopo uno scudetto conquistato e dominato sul campo come quello dell’anno scorso, il club di De Laurentiis non si è dimostrato lungimirante e, in più occasioni, ha peccato di presunzione. Oggi, dopo che il tricolore è stato ufficialmente scucito dalla maglia partenopea per consegnarlo all’Inter, gli ormai ex campioni d’Italia dovranno provare a raccogliere i restanti 15 punti che la Serie A mette a disposizione in questo finale di stagione per accedere alle coppe europee.

Tra i maggiori responsabili del disastro azzurro spicca il nome proprio del presidente Aurelio De Laurentiis, il quale di errori ne ha commessi eccome nel corso dell’anno. Dalla scelta dell’allenatore (cambiato più volte) alle sfuriate e alle sue uscite infelici in diretta TV, fino ad arrivare alle sue continue invasioni nello spogliatoio durante le partite.

La presunzione di De Laurentiis ha rovinato il Napoli?

Quando si parla di Aurelio De Laurentiis – personaggio che da sempre divide la piazza campana ma anche gran parte del pubblico sportivo – ci si sofferma sempre sulle sue enormi capacità imprenditoriali e, soprattutto, sul suo ego smisurato. Ego che, dopo il successo del tricolore, non ha fatto altro che aumentare, annebbiandolo quando era il momento di prendere decisioni importanti per la propria azienda.

Eppure, un buon imprenditore è quello che tutela le sue scelte, le protegge per portare avanti il proprio progetto, salvo situazioni critiche, le manda avanti contro tutti e tutte, cosa che quest’anno il buon ADL non ha mai fatto.

De Laurentiis-Garcia, forse oggi Napoli rimpiange il francese

Dopo Luciano Spalletti, il presidente del Napoli decise di affidare la guida tecnica della squadra campione d’Italia a Rudi Garcia, allenatore francese che già in passato ebbe un’esperienza in Serie A sulla panchina della Roma. Il mister, però, non riuscì mai a creare un ottimo rapporto con l’ambiente (tifosi e stampa) e, non appena arrivarono le sconfitte, le colpe ricadevano sempre e solo sull’ex tecnico giallorosso.

Una comunicazione non impeccabile, e il continuo sentirsi sotto esame anche da chi in estate lo aveva scelto hanno condannato Garcia, il quale dopo la sconfitta al Maradona contro l’Empoli del 12 novembre venne sollevato dall’incarico di allenatore del Napoli.

La colpa di De Laurentiis

Eppure, in una stagione di tanti abbagli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha solo una colpa: quella di aver accontentato i capricci della piazza. Garcia era diventato un elemento scomodo a Napoli, un personaggio che non vantava la simpatia e il rispetto dei napoletani che, come già accennato in precedenza, gli attribuivano ogni insuccesso rimediato dai partenopei.

Le statistiche però non mentono, il francese quest’anno è stato il miglior allenatore della stagione azzurra con una media punti di 1.75 e, quando l’ex Roma lasciò Napoli, la squadra campione d’Italia era ancora in zona Champions League e vantava la terza miglior difesa del campionato e il terzo miglior attacco. Numeri che ne Mazzarri prima e ne Calzona ora, sono riusciti a replicare e a migliorare.

Il francese andava mandato via? Forse, ma l’esonero doveva avere un senso, prelevando un tecnico che si rivelasse migliore dell’allenatore nato a Nemours. Cosa che, i due suoi successori, non sono stati capaci di dimostrare.

L’anno prossimo sarà quello della verità per il Napoli

La stagione che sta per volgere a termine ha dato tante risposte al Napoli, squadra e dirigenza. La prima è che vincere uno scudetto rende campioni solo di nome ma poi, se in campo hai giocatori che non sanno reggere la pressione e il peso del titolo conquistato, succede quello che abbiamo visto più volte quest’anno.

La seconda, invece, è che rimanere aggrappati al passato non porta a nulla. Il calcio va avanti, le competitor si attrezzano e si rinforzano, cosa che il Napoli non ha fatto ne sul mercato ne sotto l’aspetto tecnico-tattico, provando in più occasioni a replicare il gioco dell’anno passato.

Ora bisognerà rifondare, spogliarsi delle proprie convinzioni per crearne delle nuove sulle quali costruire un nuovo progetto. Per questo motivo, De Laurentiis sta provando a elemosinare il “sì” di Antonio Conte. Il prossimo anno capiremo quali saranno le reali ambizioni di questo club e la sua vera dimensione.

 

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