Cori, striscioni e fischi: Napoli dimentica i suoi eroi e invita tutti alla porta
Il Napoli chiude il campionato al decimo posto. Finisce così un pezzo di storia di questo club, con gli uomini dello scudetto fischiati da tutto lo stadio. Da domani su questa squadra soffierà un impetuoso vento di rivoluzione.
FOTO MOSCAIl Maradona non stende un tappeto rosso al Napoli per la sua ultima gara con lo scudetto cucito sul petto. Ad accompagnare il primo tempo verso il suo epilogo c’è un susseguirsi di cori da parte della parte Curva A contro De Laurentiis e i calciatori, soprattutto quelli che non hanno onorato la maglia e, pertanto, sono invitati alla porta d’uscita. Riprendendo uno striscione mostrato proprio dalla Curva, quest’anno s’è salvata solo la maglia.
Anche dall’altra parte dello stadio, in Curva B, la vena polemica prende il sopravvento. Sono stati infatti “rinfacciati”, attraverso alcuni mini-striscioni, i peggiori risultati conseguiti quest’anno. Dalla disfatta contro il Torino (3-0) alla pessima figura in Coppa Italia contro il Frosinone (0-4), passando per la doppio confronto perso contro l’Empoli (1-0 in Toscana e 0-1 a Napoli). In un clima del genere, il silenzio delle scuse sembra essere tutto ciò che questo Napoli ha da offrire.
Il secondo tempo, però, è un’iniezione di adrenalina. Almeno rispetto alla prima frazione di gioco. Una serie di occasioni promettenti nei primi venti minuti della ripresa incitano i tifosi a credere in una vittoria, che al Maradona, tra l’altro, manca da più di due mesi. Il Lecce dal canto suo si arrocca in difesa e prova timidamente a ripartire, ma senza mandare alcuno squillo ad Alex Meret, che resta in attesa.
Con Lobotka, faro nel buio di una squadra che naviga e vista, e Kvaratskhelia, in cui la fiamma della creatività arde luminosa, il Napoli cerca in tutti i modi di salutare i suoi tifosi con una vittoria, scardinando la difesa giallorossa. Tuttavia non ci sono particolari azioni da segnalare nella seconda metà della ripresa; tant’è che il momento più significativo si sostanzia nell’uscita dal campo di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano viene infatti fischiato da metà stadio, e applaudito dall’altra metà.
Vento di rivoluzione sul Napoli
Il triplice fischio è una sentenza senz’appello: il Napoli chiude il campionato 2023/2024 come la peggior squadra “scudettata” della storia, e si posiziona soltanto al decimo posto. Da domani un impetuoso vento di rivoluzione soffierà nelle stanze della società, che avrà il compito di rivoluzionare completamente ciò che resta di quella che era una delle squadre più belle d’Europa.
