Napoli e Salernitana hanno commesso gli stessi errori
Napoli e Salernitana, così diversi ma così uguali quando si tratta di sbagliare. Gli errori di quest'anno costeranno caro ad entrambi i club.
NAPLES, ITALY - JANUARY 23: Aurelio De Laurentiis president of SSC Napoli and Danilo Iervolino president of US Salernitana 1919 before the Serie A match between SSC Napoli and US Salernitana 1919 at Stadio Diego Armando Maradona on January 23, 2022 in Naples, Italy (Photo by Fotoagenzia)La stagione attuale si sta rivelando una vera e propria delusione per i tifosi di Napoli e Salernitana i quali vedono le loro squadre in piena difficoltà. Per i campioni d’Italia quest’anno doveva essere l’occasione per aprire un ciclo dopo lo scudetto vinto, per i granata, invece, potevano confermarsi nel massimo campionato italiano provando a ottenere un qualcosa in più della semplice salvezza.
Invece, i tanti errori di valutazione hanno portato le due squadre a commettere gli stessi sbagli e, a fine anno, una saluterà la Serie A e l’altra non andrà in Champions League (e forse nemmeno in Europa).
Napoli e Salernitana, così diversi ma così uguali quando si tratta di sbagliare
Iniziando dal Napoli, quest’anno ha peccato di presunzione: dopo il tricolore conquistato Aurelio De Laurentiis ha pensato bene di non migliorare la squadra, di fare le veci di presidente, direttore sportivo e allenatore, fallendo su ogni fronte. Sono 3 i tecnici cambiati dagli azzurri quest’anno e, in questo momento, i partenopei sono settimi a -9 dal 4° posto occupato dal Bologna.
Inoltre, bisogna evidenziare la pessima gestione dei rinnovi promessi e mai arrivati, su tutti quello di Piotr Zielinski che a fine anno passerà a parametro zero all’Inter, e con un ingestibile Osimhen al quale si è data troppa libertà e troppe poche regole.
Gli errori della Salernitana
I granata, dal canto loro, hanno indebolito di molto la formazione a disposizione di Pauolo Sousa, uno dei 4 allenatori che Iervolino ha cambiato durante l’anno. Nemmeno il ritorno di Sabatini è riuscito a dare una scossa alla stagione, con il dirigente granata che, non riuscendo a monetizzare con la cessione di Dia, non è riuscito a migliorare come sperava la squadra allestita da Iervolino.
Sull’ex Villarreal, come con Osimhen per il Napoli, ci sono stati da subito problemi con il giocatore che più volte ha manifestato il proprio malcontento, la ciliegina sulla torta c’è stata quando il camerunense si è rifiutato di entrare contro l’Udinese, finendo fuori rosa.
