Napoli-Lazio: “Ciro” è tornato, Lobotka sorprende

Le Pagelle Brillanti di Napoli-Lazio in collaborazione con Giuseppe Brillante de Il Punto Brillante per Sport del Sud.

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Articolo di Peppe Brillante29/11/2021

©️ “NAPOLI” – FOTO MOSCA

Ospina 7

Probabilmente, quel tiro di Luis Alberto nel sette, con Meret, sarebbe stato gol. Sicuramente, quel tiro floscio di Immobile sul primo palo, con Reina, sarebbe stato gol. Il colombiano sta sul pezzo, sempre. E con i piedi potrebbe giocare al posto di McKennie.

Di Lorenzo 7

Alzi la mano chi non ha iniziato a pregare Padre Pio quando è rimasto a terra dopo il contrasto con Pedro. L’ombra di Malcuit stava diventando una sorta di Omicron. DiLo mette a referto l’ennesima partita con i controcoglioni, annullando lo spagnolo e proponendosi sulla fascia. A Natale chiudetelo nella casa del GF, così si riposa e lo controlliamo h24.

Rrahmani 7

Quando lancia lungo per Osimhen e si accorge che Victor non c’è, fa la stessa faccia di quelli che cascano agli scherzi preparati delle Iene. Col passare dei minuti diventa Brumotti che si mette a distruggere le piazze di spaccio (Immobile il pusher) ed in bici si mette a fare i cavalli, cioè uscire palla a piede ridendo alla faccia di Sarri.

Koulibaly 7,5

Sembra uno di quei controllori all’ingresso dei ristoranti che non ti fanno sedere senza Green pass, documento e codice fiscale. Ma oltre alla fase difensiva, aggiunge quel qualcosa in più che sono le uscite palla al piede con la stessa strafottenza di chi il 23 dicembre va in giro senza pensieri perché ha già fatto i regali col black friday. E ogni tackle vale un piccolo orgasmo.

Mario Rui 7,5

Colui che ho sempre criticato per le sue amnesie difensive contro gli esterni avversari, bullizza Felipe Anderson facendolo diventare Pamela Anderson, innocuo. E lo vedi in mezzo al campo giocare da interno di centrocampo, aprire il campo col destro, un po’ come i terzini di Guardiola. Se avesse segnato, di destro, la statua di Maradona avrebbe pianto sangue come S. Gennaro.

Fabián Ruiz 7,5

Quando uno che dal del tu al pallone, inizia a recuperare palloni in mezzo al campo e ad interdire manco fosse Allan, ti senti come quella moglie che si sposa e scopre che il marito, oltre ad essere ricco e bello, sa anche cucinare e fare il bucato. Quel gol, poi, è ormai un suo marchio di fabbrica, altro che tiraggiro.

Lobotka 8

Nella mia vita mai avrei immaginato di mettere otto a Lobotka. Ma se ho sperato che la Juve pareggiasse con l’Atalanta nel recupero, tutto può succedere. “Cap e bomb”, così come lo chiamano i fan di Gomorra, tocca un’infinità di palloni senza mai sprecarne uno. Sempre nel vivo del gioco, sempre presente, una sorta di bollettino Covid. C’è sempre.

Lozano 7

Il voto è conseguenza del suo contribuito al risultato, con la palla che dà il via al gol di Zielinski e l’assist per il tris di quel figlio di buona mamma di Mertens. Ecco, se avesse la cazzimma di Ciro, tratterebbe Hysaj come ha fatto Adl con la multa post ammutinamento, saltandolo secco ogni volta che riceve palla largo a destra.

Zielinski 7,5

E se torna a segnare anche lui con regolarità, iniziamo a divertirci sul serio. Il gol del vantaggio è un mix di rabbia e tecnica. Ma stavolta non si ferma, regalando assist di gran classe come il gioco di prestigio nel secondo tempo, quando mette Di Lorenzo da solo in area o quando consente a Rui di calciare in porta, evento più unico che raro.

Insigne 7

Pronti via e Patric si trasforma in Karate Kid per fermarlo. Senza giallo ovviamente. Tra gli attaccanti è quello che incide di meno perché collabora solo al raddoppio. Poi si ostina a cercare il gol da ogni posizione ma le sue conclusioni sono meno precise dei verbi di Luca Giurato. Però quando lo vedi recuperare palla nella tua area, quasi ti commuovi come quando vedi C’è Posta per Te e fuori piove.

Mertens 9,5

Mezzo voto in meno perché il 10 a Napoli è stato ritirato in ogni ambito. Ma Dries Armando Mertens segna due gol da far vedere nei mercatini di Natale per far capire il significato della parola magia. Sul primo manda Patric a fare il coccodrillo, si aggiusta la palla con la calma di chi si allena da solo in giardino e buca Reina. Il secondo è un dejavu di quelli fatti a Lazio, Torino e Benevento. Di prima, bum, palla all’incrocio. E quelli che lo davano per finito (presente) in castigo per 7 giorni. Ciro è tornato.

Elmas 6,5

Entra con determinazione giocando diversi palloni su quella fascia. E con quel codino è passato dall’essere il sosia di Cavani a quello di Fiorello epoca Karaoke. E se scatta per salvare un fallo laterale, vuol dire che ci sta con la testa.

Petagna 6,5

Ha preso più applausi lui con quel dribbling in mezzo a 4 uomini a centrocampo che Fabian Ruiz dopo il quarto gol con i tifosi già ubriachi di gioia. La condizione cresce.

Demme 6

Entra perché deve fare minutaggio in assenza di Anguissa. Quindici minuti ed un giallo sul 4-0 più inutile delle pubblicità su YouTube che nessuno guarda aspettando il comando “Salta annunci”.

Malcuit SV

Entra per far vedere a Sarri che nemmeno 11 contro 10 riesce a segnarci.

Ghoulam SV

Entra per far vedere a Sarri che nemmeno 11 contro 9 riesce a segnarci.

Spalletti 8

Distrugge Sarri in ogni zona del campo, chiudendo la partita in 30 minuti per poi allenarsi col possesso palla, manco fosse un’amichevole contro il Dimaro. Nella magica serata del Maradona, la sensazione è che abbia trovato in tempi record, la chiave vincente per poter giocare con Mertens anziché con Osimhen. Ma quello che ci fa sognare è la corsa della panchina in campo sul raddoppio di Mertens, con Manolas, uno che non gioca da mesi, scatenato come mai visto prima.

Voti speciali

Orsato SV

In una partita senza storia, non riesce ad incidere come fece nel 2018. A tal proposito vi chiedo, ma c’è davvero qualcuno che, dopo 1310 giorni da quel famoso Inter-Juve, crede ancora che non abbia capito la gravità del fallo di Pjanic perché troppo vicino all’azione?

Hysaj SV

Massimo rispetto per quello che ha dato al Napoli sulla fascia destra, ma a sinistra non si può guardare. É come mettere Gigi D’Alessio a cantare in romagnolo o Suarez a parlare italiano.

Reina SV

Come personaggio va amato perché ha una grandissima personalità, ma siamo seri, in porta o lui o il tavolino di Ikea o il divano di Poltrone Sofà o la sedia a sdraio del Mappatella beach, non fa differenza. Da lontano i tiri non li prende nemmeno se la conclusione si blocca 5 secondo come se fosse Dazn.

Sarri SV

Cari romanticoni tifosi del Napoli, spero che dopo questa partita vi siete convinti di una cosa, è il Napoli che fa diventare grandi i Mazzarri e i Sarri e non viceversa. Viene annientato da Spalletti e non mi si venga a dire che la differenza la fanno i giocatori perché Acerbi, Felipe Luiz, Lazzari, Milinkovic Savic, Luis Alberto, Pedro, Felipe Anderson e Ciro Immobile, non sembrano calciatori di serie B.

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