De Laurentiis: “Tratto Bernardeschi ma decide Spalletti. Koulibaly e Mertens? Vediamo se scelgono la città”

Dopo il monologo iniziale, iniziano le domande da parte dei giornalisti. Il presidente ammette di trattare Bernardeschi, e parla di Mertens e Koulibaly.

spalletti, de lau
Articolo di Redazione SDS30/05/2022

© “DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Dopo il monologo di De Laurentiis, che ha inaugurato la conferenza di presentazione del ritiro, iniziano le domande da parte dei giornalisti.

Per Spalletti: quant’è importante avere amichevoli di livello in ritiro? “Avere delle amichevoli serve. E bisogna averle di un certo livello se non hai una squadra mentalmente preparata a capire le necessità e i momenti del campionato. Noi siamo una squadra abbastanza matura, nella fatica del ritiro è difficile acchiappare il massimo della condizione fisica e dell’attenzione mentale. Diventa un completamento. Però poi giocare con qualche squadra che dà qualche stimolo in più aiuta un po’. Bisogna diversificare, dalla partita più abbordabile a quella più difficile, e la mia squadra sa interpretare queste situazioni. A Castel di Sangro troviamo un po’ tutto. Andarsi a spostare all’estero, come diceva il presidente, è forse meglio ma ha un costo dal punto di vista della fatica. Il viaggio costa quanto l’allenamento dal punto di vista della fatica mentale”.

Per Spalletti ancora: vuole una squadra già completa per il ritiro di Castel di Sangro? “Ma anche in questo il calcio è cambiato, bisogna navigare a vista. Non è che si possa, come una volta, mettere a posto la rosa. Ci sono vari momenti e in quei vari momenti per forza si inserisce il mercato e devi essere pronto a fare dei cambiamenti. Bisogna toccare il tasto dell’equilibrio e della sostenibilità, l’abbiamo fatto già l’anno scorso col presidente, bisogna continuare. Ma mantenendo una squadra competitiva, con calciatori forti. Perché sennò la palla, anche col campo buono, non viaggia alla velocità giusta”.

Aurelio De Laurentiis prende di nuovo la parola spontaneamente: “C’è un’altra cosa da sottolineare. Noi siamo l’unica squadra italiana che sta da tredici anni in Europa. I nostri giocatori sanno perfettamente cosa accade quando si va fuori a giocare. Quest’anno abbiamo un vantaggio in più nello svantaggio. Il fatto di dover interrompere i campionati è una grande cavolata fatta da Blatter e compagnia bella, ma non ne voglio parlare sennò scriviamo un film giallo. Ma per noi sarà un vantaggio perché potremo prepararci a un mercato di gennaio che sarà il termometro giusto per misurare la febbre, per verificare come sono state le scelte fatte fino a quel momento. Io non sono uno da mercato di riparazione, ma in passato ho dovuto cedere e sono dovuto intervenire anche a gennaio. Quest’interruzione è sfastidiante, ma ci permetterà di fare ragionamenti importanti“.

Per De Laurentiis una domanda sul futuro di Koulibaly e Mertens. “Si fa molto spesso del sentimento, piuttosto della ragione, come approccio ai problemi. Sono dei ragionamenti che tu non puoi organizzare da driver come vorresti. Ci sono delle famiglie, degli agenti, ci sono i calciatori. E quindi degli interessi che molto spesso non sono gestibili dalla società. A meno che la società non voglia dissanguarsi. Lo Scudetto lo vince il Milan che ha 40 milioni in meno di monte ingaggi, questo vuol dire che noi dobbiamo rimetterci sui binari della regola che ci ha fatto da guida in tutti questi anni. La continuità nella SSC Napoli, dalla mia presidenza in poi, non si è mai avuta. Perché voi dal 1926 fino al primo scudetto non avete vinto nulla, in 60 anni? Allora non potete rimproverare a me che non voglio vincere lo ScudettoDe Laurentiis vuole vincere lo Scudetto, ma ci sono delle regole. Se io dico che quest’anno vinceremo lo Scudetto metto anche l’allenatore in una situazione di fuoco incrociato da parte dei media. Invece l’allenatore deve essere straprotetto”. 

“Quando abbiamo perso qualche partita che avremmo potuto e dovuto vincere mica ho fatto qualche dichiarazione contro l’allenatore? Sarebbe stato fuoriluogo. Anche perché quante sono le partite che mi ha fatto vincere? Quando mi dicono: accatt’ ‘o giocator! Io dico che abbiamo giocatori straordinari. Poi ci sono dei giocatori che diventano condizionanti per lo spogliatoio se non giocano. Perché devo avere 23 giocatori e pagare 23 stipendi? Allora torniamo ai 16 giocatori degli anni passati? No, dobbiamo fare la Champions. Allora ci teniamo 23 giocatori. Però bisogna avere il coraggio di rischiare, chi non risica non rosica. Io mi prendevo il rischio anche nel mondo del cinema e di 400 film ne ho sbagliati 3. Quindi la regola funziona. Nel calcio sembra che tutti abbiano paura di perdere qualcosa. Voi avete mai visto un dirigente sportivo parlare male delle istituzioni o di qualcuno? Perché poi cambia squadra e poi come si troverebbe? Ovviamente a disagio. La cosa più bella della vita è non avere scheletri negli armadi e poter essere liberi di dire quello che si pensa. Ma se dire quello che si pensa diventa scomodo perché voi lo interpretate. Per me quei due calciatori che lei ha nominato (Koulibaly e Mertens, ndr) sono due calciatori che rispetto, a cui voglio molto bene, ma dipenderà solo da loro vedere se la vile moneta è l’unica cosa che li può appagare o se vivere a Napoli, vivere una situazione anche filosoficamente diversa, lo possano considerare un privilegio. Altrimenti è un problema che non mi riguarda più”.

Ancora De Laurentiis sull’idea di un mini-torneo durante il Mondiale:“Dovremo avere degli sparring partners prendendoli dalla Serie B, dalla Serie C, come confronto. Oltre che tra le altre compagini. Non si possono trovare otto squadre di Serie A per fare questo mini-torneo, quindi bisogna studiare tutto. Io lo sto facendo da un mese e ne parlerò in Assemblea”.

Per De Laurentiis: a Castel di Sangro c’è la possibilità di vedere uno tra Bernardeschi, Cavani e Vecino? “Sono stato molto silenzioso durante il campionato, quindi vi devo dare la possibilità di fare almeno due incontri in cui potrete farmi tutte le domande che vorrete. Qui sono tutti cedibili. Ho trattato personalmente Bernardeschi, sono già tre settimane che ho parlato col suo agente a Montecarlo e gli ho chiesto cosa facesse. Ma ho parlato anche col mister perché non si possono prendere delle persone non assimilabili in un contesto di gioco che sceglie il mister. Quindi se vogliamo fare Fantacalcio va bene, ma i calciatori devono essere messi bene in campo. Con questo non mi permetterei di dire che Benrardeschi non vada bene, ma neanche il mister. Vedremo. Vecino e Cavani? Mai avuto contatti. Finché tu prendi in porta uno che ha 34-35-36 anni è un discorso. Ma quando cominci a prendere uno sul quale tu punti… Quando noi abbiamo preso Cavani dal Palermo era una seconda punta, qua invece è diventato una prima punta. Ora bisogna capire. Tu ti devi sempre mettere in testa che se la gente non gioca, anche se è dolce, simpatica, carica e ama il territorio, ti creerà sempre problemi negli spogliatoi.Quindi bisogna essere attenti nelle scelte perché oggigiorno basta una mosca che si trasforma in moscone per fare il patatrac”.

Per Spalletti: come troverà il mix tra giovani e giocatori d’esperienza? Ma risponde De Laurentiis: “Perché Di Lorenzo quand’è arrivato era vecchio? Di Lorenzo è sempre stato Di Lorenzo”. Poi risponde anche Spalletti: “A voi Baldari impone una sola domanda, a noi impone una sola risposta”.

Per De Laurentiis: a Castel di Sangro vedremo le nuove maglie Armani? “Le presenteremo o nel ritiro in Trentino o prima del ritiro stesso. La mia collaborazione con Armani continua, quindi sono estremamente contento. Ho visto che Adidas ha fatto un accordo per dieci pezzi unici con Balenciaga. Costavano 1.800 euro, 800 euro, 600 euro, 500 euro, 1.200 euro. Diciamo che il mondo dello sport sta diventando sempre più fashion. Io mi chiedevo perché bisognava decidere 18 mesi prima, mi hanno detto che con queste ditte è così. Quando io ho girato l’Europa per parlare coi grandi marchi rimanevo very disappointed, perché a quello non gli farei fare manco il segretario a casa mia. E quelle cose non le avrei messe mai. In un momento di crisi noi abbiamo fatto 13 maglie. Ma la verità è anche un’altra: uno dovrebbe giocare il 60-70% delle partite con la maglia azzurra perché quello è il nostro emblema, il nostro simbolo. Noi stiamo andando avanti”.

Per De Laurentiis: sui rinnovi di Ospina e Fabian? “Siamo sempre alle solite. Ospina ha il contratto scaduto, l’ho incontrato, gli ho parlato chiaro e lui è partito. Mercoledì scorso l’ho chiamato per avere una risposta, ma è in nazionale. Fabian? Ho icnontrato prima lui e poi i procuratori, che mi hanno detto che mi faranno sapere entro 15 giorni. I 15 giorni non sono ancora passati. Nessuno vuol mandare via nessuno, ma nessuno vuol fare follie per i giocatori”.

Per De Laurentiis: ridimensionamento? “Non è un problema di ridimensionamento, ma portare sul binario giusto delle cose che sono accadute all’interno della società in questi ultimi tre anni. Di accanimenti contrari e devastanti ne abbiamo subiti parecchi. Non fa piacere a Napoli quando uno porta il signor Ancelotti che viene per la stima che ha di me e si siede e accetta la metà di uno stipendio pur di venire a Napoli, dimostra di amare Napoli e non viene considerato dai tifosi. Non è corretto fischiare un secondo posto contro una Juventus che ha dimostrato parecchie volte di avere dei favoritismi che l’hanno incoronata. Visto che io appartengo al genere delle persone perbene, questa condizione non l’abbandonerò mai, neanche se volessero incoronarmi me. Io devo rimanere limpido, non me ne può fregare di meno. Quando vado a letto la notte non dovrò mai pentirmi se ho mandato qualcuno a fanc**o. Più di tre volte al giorno non possiamo mangiare”.

Ci sono iniziative per i tifosi a Castel di Sangro? “Se i tifosi non vogliono venire a Castel di Sangro, che è un’ora di macchina, voglio dire… Sicuramente ci saranno iniziative. Allenamenti a porte aperte? Decide il mister. Nel rispetto delle misure anti-Covid faremo tutto quello che si è sempre fatto. Pregherò il mister: in tutte le settimane in cui si giocherà una sola partita e non due partite, durante la stagione, sarà opportuno organizzare un allenamento a porte aperte al Maradona, per i tifosi, sempre che si comportino in maniera adeguata. Io ora farò tutti i ricorsi possibili e immanabili perché ci sono rimasto male. La FIGC si permette, senza fare una indagine, di obbligarmi a pagare trentamila euro e chiude la Curva A del Maradona: secondo voi è corretta o scorretta questa posizione? Poi dicono che ce l’ho con Gravina, ma io non ce l’ho con Gravina, ce l’ho con una federazione che non sa fare le cose”.

Per Spalletti: è tranquillo sulla rosa? Sarà competitiva? “Sono ogni giorno in contatto col direttore Giuntoli, valutiamo di volta in volta in base a quello che succede. Vado in vacanza tranquillo, poi vedremo che succederà e se ne parlerà ogni volta che viene fuori la richiesta del calciatore e la possibilità di vederlo con un’altra maglia. Sono d’accordo col presidente sull’allenamento a porte aperte”. De Laurentiis interrompe: “Quindi sei d’accordo, Luciano?” Risponde il mister: “Sì, su quello sono d’accordo (ride, ndr). Sono importante tutte le componenti per fare una squadra”

Prende di nuovo la parola Aurelio De Laurentiis: “Il 22 maggio è finito il campionato, il 27 maggio, cinque giorni dopo, noi avevamo chiuso il sostituto di Insigne, il sostituto di Ghoulam. Abbiamo riscattato Anguissa e prolungato Juan Jesus. Quindi abbiamo fatto quattro operazioni in cinque giorni. Cosa vuol dire? Che stiamo dormendo? Qui non pettiniamo le bambole, come diceva Ancelotti. Ma porta sfortuna e quindi non diciamo nulla”: