Se il Buongiorno si vede dal mattino…
Il tifoso azzurro, in una domenica che può presagirsi tranquilla dato il risultato di Genoa, cerca di metabolizzare quanto visto in campo. E Alessandro Buongiorno è un tema più caldo del ragù domenicale.
Buongiorno salvato dal Gruppo - credits to Instagram officialsscnapoliPer i tifosi napoletani, è senza dubbio un Buongiorno, rigorosamente con la lettera maiuscola, o senza ombra di dubbio come direbbe un cantante, ‘Nu iuorno buono. Certo perché da quanto accaduto nel sabato pomeriggio contro il Genoa, non può fare altro che far tirare un enorme sospiro di sollievo.
E ovviamente Buongiorno, però Alessandro in questo caso, è senza ombra di dubbio il tema caldo della domenica napoletana che, fortunatamente, tra ragù e panzarotti, non si vivrà con il fegato bruciato. C’è però senza dubbio qualcosa che brucia, in questa vittoria degli uomini di mister Conte, che dopo la Fiorentina, riescono a battere un Genoa in grande carica agonistica.
Si parta dunque da quello che è accaduto: pronti via ed il Napoli è in svantaggio. Ma come? Ci siamo giocati tutti il “2 – handicap” e non ci siamo messi d’accordo? Presto detto, che sul primo pallone utile, Alessandro Buongiorno incespica male, sul suo piede, e anziché fare un retropassaggio netto verso il portiere, compie una storpiatura da matita rossa.
Un po’ come quando si è sovrappensiero in strada, e ti saluta una persona, e tu sei talmente preso che farfugli qualsiasi cosa senza rendetene conto. Questo è quanto accaduto ad Alessandro Buongiorno nei primi dieci secondi di gara. Un pallone banale, che però ha “masticato” come dicono i saccenti delle tv. Quello che ne nasce è un retropassaggio che, manco a dirlo, Colombo prende in volo verso la porta contro un Meret più stupito di un marito che arrivando a casa, sente la moglie dire “stasera a cena viene tutta la mia famiglia”. C’è chi ha anche provato a dire che Meret avesse responsabilità, di essere uscito male. L’invito è quello di analizzare bene le partite di calcio e le sue dinamiche.
Il rigore ci può stare, anche se la scarsità degli arbitri è tale da non vedere nemmeno questo. Genoa in vantaggio, il Napoli deve inseguire praticamente dagli spogliatoi. I compagni incitano subito Buongiorno, e questo è un elemento di forza, che più avanti farà tanto. Ma piano piano i calciatori azzurri plurispremuti in queste settimane, escono fuori, e da un lampo di Elmas, per il solito scozzese, provocano il pareggio di Højlund.
Qui si verifica una prima Sliding Door. Scott McTominay, il vero leader di questa squadra, si tocca la parte alta del gluteo. Nella roulette russa a cui i calciatori azzurri si stanno sottoponendo per gli infortuni, ci sta cascando lo scozzese. Tutti, proprio tutti, tranne lui. Ma in un piccolo gesto, si vede tutta la sua mentalità e l’essere dentro una partita di calcio, che andrebbe insegnato a tutti. Il dolore c’è, è presente e quasi visibile. Lui con la bomboletta magica per gli infortuni, si cura al volo in campo.
La cura Buongiorno
Questo piccolo gesto, gli permette di non uscire in campo e, come per magia, raddoppiare con un tiro da casa sua, nemmeno 80 secondi dopo: Napoli in vantaggio. Grazie Scott. E diciamocelo tutti, la partita sembra in ghiaccio. Il Genoa mai troppo pericoloso, eccetto un tiro dalla distanza disinnescato magistralmente da Meret. Ma ecco che accade l’imponderabile. E accade ancora a lui, seconda Sliding Door della giornata, a Buongiorno. Se sembrava aver metabolizzato il primo errore, il secondo è ancora più grave. Cerca, forse in maniera anche presuntuosa o per cercare autostima in quel momento, di saltare l’attaccante del Genoa. Ne esce fuori un pasticcio che, lo stesso Colombo di cui prima, prende più dell’ultimo babà lasciato incustodito la domenica a pranzo.
2 a 2. E in quel momento Mister Conte fa la miglior cosa potesse fare: sostituire Buongiorno e rincuorarlo. E attenzione, non è una punizione, ma la consapevolezza come un padre, di dover rassicurare il proprio ragazzo. Lo sguardo del difensore fa breccia in tutti, così come l’esultanza liberatoria, persa nel proprio giaccone, al gol ancora di Højlund allo scadere, su un rigore sacrosanto (e con Marelli che non ne azzecca una, ma manco mezza).
Eh sì, sacrosanto perché quando vogliono lo step on foot, come dice il regolamento, va fischiato, mentre ieri chissà perché, tutta Italia si sta indignando. Insomma, il Napoli corsaro sotto la pioggia di Genoa. Ma perché il Buongiorno si vede dal mattino, se lo stesso Buongiorno ha combinato due potenziali disastri? La risposta risiede in quella del gruppo. Questo gruppo che è capace di assorbire l’ennesima defezione, questa volta probabilmente mentale, da parte di un compagno.
Un gruppo che non lascia solo nessuno e non lascia indietro nessuno (altro i “poi vi racconterò tutto” da parte di qualche calciatore un po’ troppo oltre le righe). E dato il lungo percorso, non se lo può permettere. Un gruppo come sempre capitanato da papà Conte. Sì, il Buongiorno si vede dal mattino ed ha l’oro in bocca. Criticare anche dalla parte della tifoseria è lecito, ma in questo momento questo ragazzo va aiutato.
E compagni che ti proteggono in questo modo, che vanno in guerra per te, non lasciano che presagire sempre qualcosa di buono.
Avanti tutta, nonostante tutto.
