La Juventus perde contro il Napoli senza neppure il guardiamacchine dello stadio.

Sono ciociole di calcio. La Juventus come i gatti perde la settima vita: il Napoli invece al settimo cielo. Conte fornisce una lezione di calcio a Spalletti, pensando a come sostituire il parcheggiatore dello stadio.

Articolo di Giancarlo Moscato08/12/2025

Non un semplice match, e questo si sa bene. Napoli – Juventus è una di quelle sfide che fanno tremare i bicchieri nei bar e accelerare i battiti come quando il vicino filosofo, mette il volume della radio a 200 senza preavviso, ascoltanti a palla qualche canzone neomelodica.

Da una parte Napoli, che entra in campo con l’entusiasmo di chi scarta un regalo a sorpresa: non sai cosa ti aspetta, ma sai già che urlerai. Una squadra che ultimamente corre e fa più rumore di un Free truccato fine anni 90, inizio 2000.

Ebbene sì, perché in questo Napoli che va a giocarsela contro la Juventus, il trucco c’è e come. Ma andiamo per gradi.

Dall’altra parte la Juventus, la classica “Signora” mai del tutto azzoppata ma sempre lì a dire la sua. La sua è la parte di una vecchietta alle poste, che si sembrava fosse sparita dalla circolazione, eppure eccola lì. Puntuale, a rompere i…pacchi (postali).

Ma soprattutto, inutile girarci intorno, contro la Juventus è da sempre Nord contro Sud. Per molti solo versione calcistica: ma dentro sedimenta quel riscatto ormai inflazionato di popoli meridionali alla volta dei Murazzi. Eppure, negli ultimi anni sportivamente parlando, il riscatto dovrebbero averlo i bianconeri. Sono ben sette volte di fila che non escono indenni dal Maradona, i bianconeri, come parcheggiare sempre ostinatamente nello stesso punto, e prendere la multa.

La Juventus arriva a Napoli senza Vlahovic e Gatti dell’ultim’ora, il Napoli invece gioca anche senza il guardiamacchine dello stadio.

Eppure il trucco è tutto qui: resta di stucco, è un Contetrucco! Il mister ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, imbavaglia la signora, “prendo la vecchia!”, direbbe Fantozzi.

Il Napoli gioca la sua partita con una passione vulcanica, e il danese venuto da lontano, la butta dentro in men che non si dica. Caldo vulcanico partenopeo e freddezza danese: un contrasto così netto che potrebbe essere la trama di una serie Netflix.

Lo stadio ruggisce, e si sfiora anche il raddoppio. Ma la Juventus come al solito, è come le code delle lucertole: anche se tagliate, si muovono ancora. Ed ecco che arriva un pareggio, con un unico vero tiro, nell’angolo più remoto della porta.

Ma ormai gli azzurri sono dei gladiatori, così come ha insegnato la partita all’Olimpico gladiatori, così come ha insegnato la partita all’Olimpico, e la sfangano facendo digerire migliaia di panini mangiati nell’intervallo, che si erano incastrati in gola.

Il Napoli batte la Juventus. Questa suona come una vera e propria dichiarazione d’amore: migliaia di Napoletani vivranno una settimana tranquilla, anche oltre la partita di un difficile tabellone si Champions League.

E ora, decimata dei suoi pezzi come l’auto di Carlo Verdone in Bianco, Rosso e Verdone, gli azzurri sono ancora in testa. Non si sa se durerà, ma arrivarci ad oggi a queste condizioni dovrebbe veramente mettere a tacere tante campane

Il Napoli contro la Juventus è come Beetlejuice, fa spavento e devi pronunciare tre volte il suo nome per farlo apparire. Ma ora bisogna pronunciarlo 7 volte, fortuna per i bianconeri a questo punto…

I The White Stripes suonerebbero 7 nation army, per far ricordare quell’armata azzurra che capovolge un mantra della Juventus: vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.

Certo, ma anche farlo qualche volta a Napoli. E ora tutta la pretattica del caro Spalletti, va a farsi benedire. Buon cammino Luciano, da oggi in poi (forse..).

E un po’ di sano provincialismo fa sempre bene, soprattutto oggi ci si ritrova, per la Juventus, abbondantemente al di sotto degli azzurri in classifica, all’estremo sud rispetto al primo posto. Ma come direbbe il carissimo De Crescenzo in Così parló Bellavista: si è sempre meridionale di qualcuno.

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