Højlund ‘o criminale in un Napoli che sembra ancora Alfonso Caputo

Nelle Ciociole di calcio di Giancarlo Moscato, il Napoli di Conte somiglia ad Alfonso Caputo di 32 dicembre: acciaccato, arrangiato, dato per spacciato eppure irresistibilmente vivo. Contro la Cremonese non brilla, ma resiste, spara i suoi botti e vince grazie a Højlund 'o criminale. Filosofia partenopea applicata al calcio.

La Cremonese affonda sotto i colpi di Højlund - credits to Instagram officialsscnapoliLa Cremonese affonda sotto i colpi di Højlund - credits to Instagram officialsscnapoli
Articolo di Giancarlo Moscato29/12/2025

Contro la Cremonese finisce 0-2 per il Napoli grazie a Højlund ‘o criminale. Tutto qui? Verrebbe da dire. Invece no: il risultato è quasi la parte meno incredibile della storia.

Perché ormai gli azzurri non giocano più le partite: le sopravvivono. La Cremonese per quel che può, ci prova, corre, ringhia, fa pure la faccia cattiva.

Certo, di fronte ha un Napoli, certo fregiato dalla fresca vittoria della Supercoppa, ma ancora arriva allo Zini con l’infermeria che sembra una lista d’attesa dell’ASL: stampelle, cerotti, fasciature e qualche giocatore assemblato tipo LEGO alle 3 di notte.

Un Napoli combinato peggio di Alfonso Caputo in 32 Dicembre, interpretato magistralmente da Enzo Cannavale. La precisione di un mercato semi bloccato (che buffonata) e problemi su problemi che si avvicendano, non impedisce al Napoli – Alfonso di provare a sparare gli ultimi botti di fine anno.

La Cremonese tramortita dai botti partenopei

Quindi inizia ad interrogare volta per volta i suoi calciatori-venditori di fuochi, ed è in Højlund che il Napoli trova la sua versione di Peppe ‘o Criminale. Un Danese che già da qualche settimana sta promettendo fuoco e fiamme, e gli ultimi botti sono qui serviti. Bum…0-1. Poi bum bum, 0-2. Game over.

Un Højlund ‘o criminale che lascia poco diritto di replica alla Cremonese, che fa parlare tutta la tirata del suo palazzo tanto dai botti che sta “sparando”. Combatte, difende palla, e la butta dentro: due volte.

Con la Cremonese accompagna sotto ai fuochi,  un Napoli versione “chi c’è c’è”: se manca il titolare, gioca la riserva; se manca la riserva, entra quello che passava di lì; se manca pure lui, si fa scaldare il fisioterapista. E segna pure.

La Cremonese guarda, scuote la testa e pensa: “Ma questi non dovevano essere stanchi? Sì. Stanchi, acciaccati, con il fiato corto… ma con due trofei in bacheca a fine anno. E checché se ne dica, il Napoli chiude il 2025 con due trofei: quello più prestigioso scudettato, e la Supercoppa.

Un episodio simile da queste parti non accadeva da “quando l’omo ‘nvento ‘er cavallo”, per dirla alla Mandrake. Ma sembra guai e guai a parlare di emergenze, infortuni e difficoltà.

Se ancora ce ne fosse stato bisogno, il Napoli contro la Cremonese certifica la sua forte presenza, e come Alfonso Caputo, abbracciando i suoi bambini-tifosi, ne promette delle belle l’anno a seguire.

Non passeggia, ma arranca, zoppica e spesso bestemmia il calendario calcistico. Altro che carro armato: questo è un mulo testardo, che va avanti anche con tre ruote bucate.

I tifosi della Cremonese non hanno visto uni spettacolo scintillante, certo, ma una lezione di cinismo partenopeo: Soffri? Segni. Vinci. Ringrazi e vai via. E mentre lo stadio si svuota, il Napoli saluta educatamente, si infila il cappotto e va via.

Le altre, sentendo sparare i botti partenopei, non possono che fare la Telecronaca come Alfonso Caputo:

“Questa è una multipla a sei botte.
Questo è il ragioniere..ha fatto n’altra volta la barriera di fuoco a tre livelli.
Questi sono i track del Questore…”

Insomma, dalla Cremonese un messaggio a tutti: state attenti che è proprio vero che a Napoli sparano i botti, e in maniera pesante. E non bada a spese. Per tutto il resto, ci pensa Højlund ‘o Criminale.
E attenzione: questo fuoco pirotecnico in bella mostra, è una enorme avvisaglia anche per quell’altro tipo di fuoco, quello amico.

Quello fatto da detrattori e commentatori di ogni genere, che si eleggono a profeti in patria pronti subito ad attendere il passo falso. Ci dispiace avvertivi che il Napoli di Conte non molla nulla, ma proprio nulla e ne sentirete parlare per molto tempo.

Due trofei nel 2025, mille acciacchi. Il Napoli non sta bene. Sta benissimo.
Buon anno a tutti.

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