L'anima di Partenope

Dal cavallo sacro al ciuccio di Fechella. La lunga corsa dell’anima napoletana

In “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani ricostruisce la storia profonda e contraddittoria del cavallo rampante, simbolo antico di Napoli, nato tra Etruschi, Romani, Svevi e Borbone. Un emblema di potenza, libertà e cultura equestre che attraversa i secoli, fino a rovesciarsi ironicamente nel ciuccio di Fechella, mascotte popolare del Napoli calcio. Perché a Napoli anche i simboli nobili finiscono per sporcarsi le zampe nella realtà, senza perdere dignità

Quando bastavano due pezzi di legno per fare sport, oltre il calcio

Nella rubrica "L'anima di Partenope", Giancamillo Trani torna all’origine del gesto sportivo: mazza e pivezo, gioco popolare antichissimo, fatto di legno, strada e immaginazione. Uno sport ancestrale, praticato prima dei campi regolamentari e dei regali usa e getta, dove il gioco era comunità, sfida e formazione naturale. Quando bastavano due pezzi di legno per imparare a stare al mondo.

Lo sport a Napoli prima di Napoli

Prima dei social, delle fiction e delle narrazioni usa e getta, Napoli era già capitale di sport, rito e cultura. Dai Giochi Isolimpici al cuore greco della città, Giancamillo Trani, per "L'anima di Partenope", ricostruisce una storia antica e documentata che smonta stereotipi moderni e restituisce a Napoli il ruolo che le spetta: non comparsa folkloristica, ma protagonista millenaria anche nella storia dello sport.

A scuola di vita e di cazzotti: la leggenda della Fulgor e di Geppino Silvestri

Da sempre il cinema racconta l’epica del ring, ma a Napoli quella stessa epica ha un volto vero: Geppino Silvestri. Per "L'anima di Partenope", Giancamillo Trani ripercorre la nascita della Fulgor, i campioni cresciuti nello scantinato di Via Toledo e l’eredità dimenticata di un uomo che ha tolto ragazzi dalla strada e costruito una nobile arte in una città che oggi fatica perfino a ricordarlo

Gli dei nascosti che incantavano Maradona

Nel solco de “L’Anima di Partenope”, la rubrica di Giancamillo Trani, un viaggio tra i talenti segreti che Maradona venerava: storie invisibili al grande calcio ma luminose per chi sa guardare nell’anima del pallone.

Il calcio non l’hanno inventato gli inglesi: lo ha creato il cuore dell’uomo

Parte oggi “L’anima di Partenope”, la rubrica con cui Giancamillo Trani ci accompagnerà ogni settimana in un viaggio tra storia, mito e passione. Dall’antico episkuros greco, ai campetti dei vicoli, dalle leggende dell' harpastum di Roma al calcio degli inglesi, il pallone diventa simbolo universale di identità e sentimento. Perché il calcio, prima ancora che un gioco, è un atto d’amore collettivo.

Pallamaglio, tra gioco antico e fede: il filo segreto che unisce Napoli al Santuario della Madonna dell’Arco

Per “L’anima di Partenope”, Giancamillo Trani riscopre la pallamaglio, il gioco medievale che anticipò golf e hockey e che sopravvive nei nomi dei nostri Pallonetti. Un viaggio tra storia, nobiltà, toponomastica e una leggenda inquietante che conduce al miracolo della Madonna dell’Arco, dove sport, devozione e identità napoletana si intrecciano da secoli.