A Pisa, l’antico vaso andava portato in salvo..
A Pisa, le ciociole partenopee conquistano definitivamente e finalmente la qualificazione in Champions League. Una partita semplice per gli azzurri di Conte che approdano nuovamente in Europa.
il Napoli vince a Pisa - credits to Instagram officialsscnapoli.pngIn un Mezzogiorno di Fuoco, come insegna la pellicola storica di Fred Zinnemann, va in scena un Pisa – Napoli che il cui esito appariva più scontato di una partita alla Play Station tra lo zio ludico e il nipote di tre anni,
Mezzogiorno di fuoco perché, come quasi sempre accade al tramonto di un campionato, ci sono quelle lotte al piazzamento utile, che sono quasi più interessanti della lotta Scudetto, a patto che sia quest’ultima punto a punto.
E siccome lor padroni del calcio, coloro che frammentano il calendario della Serie A più delle parti basse di un ateo al sermone domenicale, non sono stati in grado di prevedere l’ampia affluenza di popolo alle finali dell’ATP di Tennis, insieme col Derby di Roma, hanno deciso di far giocare tutti alle ore 12.
Tutti coloro, ovvero, che sono in corsa per un piazzamento Champions. Il Napoli di scena in casa del retrocesso Pisa, in concomitanza con Milan a Genova, Como in casa col Parma, Juventus altrettanto contro la Fiorentina e il Derby della capitale. Un tira e molla delle istituzioni, da far arrossire oltre che impallidire allo stesso momento, tanto dalla confusione che si è creata, più forte dei parenti che la domenica a pranzo battagliano per l’ultimo crocché rimasto a tavola. Sapete, di quelli belli lunghi, grossi, ricolmi di pepe. Battaglia fino alla morte.
E insomma, si decidono, qualche giorno prima, di buttare tutti nell’insalatiera della domenica orario aperitivo. Ma si, ma chi se ne frega se migliaia di tifosi si sono organizzati prima, si stavano organizzando poi, o si sarebbero organizzati. Tanto, è la pirateria che uccide il calcio giusto? Nessuno sembra veramente interessarsi di quel tifo che riempie gli stadi, che tanto sembra possano cambiare i loro programmi alla bisogna.
Detto questo, il Napoli di Conte va in scena a Pisa, in uno stadio che brulica passione e identità in una sciagurata annata. Ma la partita è paragonabile ad una corsa sui 100 metri a ostacoli tra corridori professionisti e lottatori di Sumo. E nonostante questo, nonostante il Pisa se ne stia lì bello bello nelle retrovie, il Napoli impiega oltre 20 minuti per buttarla dentro. Con chi se non con Scott McTominay?
Un Pisa arrendevole con un Napoli pragmatico
E con quale manovra, in tre appoggi con sponda di Rasmus Højlund, in tre passaggi come a Parma, mettendola in buca d’angolo? La facilità, oltre che per il Pisa con i remi in barca, fa pensare sempre a quel potenziale mai troppo espresso e fa quasi dire: visto? Era così semplice?
Pochi minuti, e Rrahmani mette dentro il secondo pallone. Giusto il tempo a fine prima frazione che Buongiorno prova a guastare la Genovese che cuoce ancora, che stava appunto per combinare una frittata clamorosa.
Il Pisa nel secondo tempo fa lo sparring partner, ma con un Napoli senza troppa voglia di dare colpi all’avversario. Nel frattempo si rincorrono le notizie dagli altri campi. Ma l’interesse è legato soltanto al risultato azzurro. Anzi, la domenica chiude il cerchio addirittura con un assist di Paco Mazzocchi (volevi tirare, dici la verità!?) per il danese che sigla il 3 a 0.
Tutti a casa, l’Antico vaso (in questo caso la Coppa), andava portato in salvo…sembrava impossibile, ma ce l’abbiamo fatta! Recita un famosissimo spot televisivo. Eh si, perché dalle ultime uscite, in questo calendario ballerino, la qualificazione per la Coppa con le Orecchie, la Champions League, non era ormai cosa più scontata, e forse nemmeno dovuta.
A Pisa si chiude un cerchio? Le parole di Conte sembrano presagire ad un addio: secondo posto quasi ormai deciso, qualificazione Champions e vittoria in Supercoppa. Si poteva fare di più? Al netto degli alibi, probabilmente si, a causa dell’Inter, probabilmente no.
Intanto, dall’era ADL, il Napoli ha fatto 13: tredicesima qualificazione in Champions. Ora si attende il saluto contro l’Udinese, che probabilmente sceglieranno di giocare di mercoledì notte, alle ore 4.
Cornetti per tutti.
