Odissea di cuoio: Vólos, una città divisa in tre
Ottava tappa dell'Odissea di Cuoio firmata da Giancarlo Libero Falletta. Dopo l'Isola Eubea tocca a Vólos, città calcisticamente divisa in tre.
Nikolaos Vergos - CC BY-SA 3.0Lasciamo l’Isola Eubea e continuiamo leggermente più a nord il nostro viaggio alla scoperta del calcio ai quattro angoli della Grecia.
Arriviamo a Vólos. Città della Magnesia, luogo che la mitologia indica come punto di partenza del viaggio di Giasone e i suoi Argonauti alla ricerca del vello d’oro.
Ben collegata alle vicine Isole Sporadi e dove nel 1888 nacque il pittore italiano Giorgio de Chirico. Sempre in città, nel 2003, è nato Giannis Konstantelias uno dei più fulgidi esponenti della nuova e giovane avanguardia calcistica ellenica.
La città è realisticamente divisa in due anime calcistiche, ma con la presenza piuttosto ingombrante di un terzo, forte e forzato incomodo. La passione dei tifosi volesi/voloti – o voloi (Βόλοí) in greco – è straripante, intensa e costruita su due origini differenti, su due storie diverse che hanno separato un luogo che potrebbe serenamente porsi appena dietro ad Atene e Salonicco per importanza nel calcio greco. Ma non è così.
Tante le motivazioni, la rivalità stessa tra i due principali club cittadini, ma anche e soprattutto della terza squadra e il suo audace Presidente. Che è anche il sindaco della città. Facciamo ordine, partiamo.
Rivalità datate e orgoglio da difendere
Il primo club cittadino a livello cronologico è il Niki Volou fondato nel 1924 dai rifugiati greci fuggiti dall’Asia Minore. I biancoblu con la dea Nike a supportarli, sono stati sin da subito espressione del sentimento dei padri fondatori: famiglie fuggite ma orgogliose e abituate a lottare per la sopravvivenza.
Sin dal loro arrivo in città però, chi a Vólos era sempre stato non accettò di buon grado l’arrivo degli “intrusi”. In una situazione sociale non sempre tranquilla, nel 1937 nacque quindi l’Olympiacos Vólos, club fondato proprio da chi in città aveva sempre vissuto e che sentiva di doversi opporre ai nuovi concittadini anche sul piano calcistico.
La Vittoria alata e l’Atleta Olimpico a rappresentare due facce diversissime della stessa città. I biancoblu confinati a nord, esiliati oltre il fiume Krafsinodas, mentre i biancorossi a sud nella zona del fiume Anavros. Una divisione netta, inferiore solo a quelle di Atene e Salonicco e ai club che innervano le due principali città greche.
Già al primo derby i ruoli, le rivalità e gli sguardi diffidenti fecero capolino tra gli spalti. Quel 18 aprile 1937 al campo di Nea Ionia la prima classica di Vólos terminò 2-1 per il neonato Olympiakos con la doppietta di Nikos Malavetas, calciatore greco che perderà la vita durante la Guerra.
Da allora solo derby infuocati, principalmente giocati in serie B – Beta Ethniki/Super League 2 – e tanti stadi cambiati. Lo Stadio “Panthessaliko” costruito nel 2004 per le Olimpiadi dovrebbe essere la casa di entrambi i club, ma oggi il Niki Volou gioca nel catino del piccolo “Pantelis Magoulas”. Detto “La Gabbia” per le dimensioni e i contorni della città che lo abbracciano, ospita le gare del Niki che attualmente compete nel gruppo NORD della Super League 2 con profitto. Il club del Presidente Nikos Papakonstantinou è in lotta per la promozione in Super League.
La storia di Achilleas Beos
Anche l’Olympiakos non gioca nel grande stadio cittadino, ma al “Comunale” ristrutturato nel 2005 e sito proprio a sud. La storia recente dei biancorossi è particolare. Sotto la guida di Achilleas Beos – oggi sindaco della città – ha raggiunto apici mai più toccati. Semifinale di coppa nazionale, 5º posto in campionato e qualificazione in Europa League. Eliminati Rad Belgrado e Differdange, alla vigilia dello spareggio del Terzo turno contro il PSG, arrivò l’esclusione da parte della UEFA per “Koriopolis”, lo scandalo del calcio scommesse greco. Pagina nera per il club e per la Grecia con una chiosa curiosa: di fatto, ad oggi, l’Olympiakos Vólos è l’unica squadra ellenica ancora imbattuta nelle competizioni europee.
La storia di Beos e del suo coinvolgimento nelle indagini per il calcio scommesse, presupporrebbe che l’eccentrico ed istrionico personaggio sia stato messo da parte. Invece no, perché dopo molti ed infruttuosi tentativi di fondere Niki e Olympiakos (infruttuosi per le veementi proteste delle due fazioni, assolutamente e giustamente contrarie), Beos ha ben pensato nel 2017 di creare un club da zero: il Vólos NPS.
Mix di colori (rosso,bianco,blu), partite giocate al “Panthessaliko” che difficilmente raggiunge le mille unità quando gioca il Vólos e Super League raggiunta in praticamente 3 stagioni.
Oggi il Vólos e Achilleas Beos sono visti nemici del calcio greco dalla maggior parte dei tifosi e nostalgici dei vecchi storici club. Il nuovo sodalizio ha oscurato i due club originari impegnati nella serie minori. Perché se il Niki sta lottando per ritornare in serie A, l’Olympiakos gioca nelle categorie regionali e spera di tornare quanto prima almeno in Gamma Ethniki, o serie C.
Il Vólos ben performa in Super League, ma la passione non si baratta e Niki Volou e Olympiakos Vólos vivranno in eterno.
