Brasile, il cuore caldo della Formula 1
Ogni curva è un abbraccio, ogni sorpasso una danza: in Brasile la Formula 1 ritrova la sua poesia.
Frame del via del Gp di Interlagos 2025Il Mondiale 2025 di Formula 1 sta per concludersi, mancano giusto tre gare e presto sapremo chi si aggiudicherà il titolo piloti tra i due alfieri McLaren, Norris e Piastri.
Oramai, con l’ultimo Gran Premio del Brasile, salvo una catastrofe imminente, possiamo dire che Verstappen non è più in lotta e probabilmente non lo è mai stato, a causa della lotta intestina che si è sviluppata all’interno della Red Bull.
La chiusura del campionato ci spinge a fare qualche riflessione su ciò che abbiamo visto in questo weekend.
Correre in Brasile è sempre una festa, a prescindere da chi sia l’eroe locale del momento. Sarà la conformazione del circuito di Interlagos, con i suoi saliscendi particolarissimi o sarà che le tribune siano molto vicine al tracciato fa si che i piloti possano sentire il calore della torcida brasilera a bordo auto. Questo li spinge a dare il massimo a ogni occasione.
Qui abbiamo avuto la sorpresa che i piloti emergenti – i rookie – soprattutto Kimi Antonelli e Oliver Bearman, guidano già da veterani.
Il pilota italiano della Mercedes, dopo le recenti critiche, ha fatto vedere tutta la propria classe riuscendo a tenere testa, nelle ultime fasi della gara, a un arrembante Verstappen che puntava, forse, a vincere il Gran Premio pur partendo ultimo dalla pitlane.
La fortuna dell’olandese è stata che, durante le qualifiche, avendo dichiarato di non avere grip, è potuto partire dai box, cosa che ha permesso ai suoi tecnici di capire cosa non funzionasse nel setup dell’auto di Max. Hanno scaricato l’ala posteriore della macchina consentendo al campione una rimonta spettacolare. Quello che fa storcere il naso ai puristi è che solo il numero uno della Red Bull ha potuto modificare l’auto.
Il resto della griglia non ha potuto guidare con un setup specifico, come invece accadeva decenni fa, quando le squadre preparavano le auto per la gara durante il warm-up, prima del via. Per questo ci piacerebbe l’abolizione del parco chiuso: crediamo che assetti ad hoc possano dare più sicurezza ai piloti, soprattutto nelle fasi di lotta dove oggi si attendono, per sorpassare, lunghi rettilinei e pulsanti magici.
Ma anche il pilota inglese dell’Haas ha trovato modo per mettersi in luce già dalle fasi delle qualifiche, ma è stato durante la Sprint del sabato, prima e poi nella gara lunga della domenica che ha fatto vedere di che pasta è fatto. È stato l’unico driver che è stato capace di superare alla Descida do Lago, dimostrando che chi ha capacità e coraggio sa inserirsi anche in punti difficili, senza compromettere la gara degli avversari. Cosa che invece non è riuscita a Piastri, che ha rovinato – seppur involontariamente – la gara di Leclerc.
Anche il meteo si è reso protagonista del weekend. Tutti si aspettavano, alla vigilia del venerdì, un temporale tropicale che fortunatamente non è arrivato. Chi ha qualche capello grigio ricorda bene che anche una semplice pioggerellina può trasformare la pista brasiliana in un fiume in piena. E anche se negli anni sono state trovate contromisure, correre in sicurezza rimane complesso. Basta ricordare l’incidente di Colapinto l’anno scorso, al trentaduesimo giro, contro le barriere, causato dalle condizioni avverse.
Oggi poche gocce di pioggia possono interrompere un evento della massima formula, come accaduto a Spa nel 2021. La FIA non vuole correre rischi, memore di episodi tragici come quello di Bianchi a Suzuka nel 2014. perché gli assetti bloccati e le gomme da bagnato estremo non permettono di correre in sicurezza sotto un nubifragio. E pensare che proprio qui, nel 1991, sotto una pioggia battente, Senna vinse il suo unico Gran Premio davanti al pubblico di casa.
La storia oggi è diversa. Piastri lo ha dimostrato sabato: al sesto giro, probabilmente per troppa sicurezza, ha perso aderenza sul cordolo non perfettamente asciutto alla Curva do Sol, ha perso il controllo ed è finito contro le barriere. Un errore che potrebbe compromettergli il Mondiale, ma che mette in evidenza la mancanza di preparazione o lucidità in certe condizioni di asfalto.
Polemiche a parte, aspettiamo di vedere cosa ci riserverà il prossimo Gran Premio, previsto il 23 novembre a Las Vegas.
Il Mondiale di F1 2025 è agli sgoccioli e la lotta per il titolo è tra i piloti papaya Norris e Piastri. A Interlagos, Verstappen ha buttato via le chance per il titolo, mentre i giovani Antonelli e Bearman sono riusciti a mettersi in luce: l’italiano ha resistito all’assalto di Max, il britannico ha stupito con sorpassi coraggiosi. I puristi vorrebbero l’abolizione del parco chiuso per permettere a tutti di correre con assetti liberi in gara. Vedremo che succede GP di Las Vegas.
