L'angolo del Beck

I 50 anni del «Bar» di Stefano Benni: dalla «Luisona» alle sbornie del Web

Beccantini parte da Stefano Benni e dal suo immortale Bar Sport per raccontare la metamorfosi di un’Italia che ha trasferito il tifo dal bancone al display, scambiando il calore ruvido dell’umanità per la presunzione fredda dei social, mentre il calcio, come sempre, resta lo specchio più impietoso dei nostri vizi.

sacchi

Gli 80 anni di Arrigo Sacchi, l’Intensità che spaccò il nostro piccolo mondo antico

Ne “L’angolo del Beck”, Roberto Beccantini celebra gli 80 anni di Arrigo Sacchi, l’eretico che cambiò la testa del calcio italiano: non una rivoluzione, ma un’evoluzione feroce, fatta di intensità, idee e un Milan capace di trasformare il gioco in leggenda.

Bologna, dal “miliardario” Savoldi a Kimi, tra musica, sport e quel tram chiamato «putiferio»

Ne “L’angolo del Beck”, Roberto Beccantini dedica a Bologna un racconto d’amore tra sport, musica e memoria: da Savoldi a Kimi Antonelli, dalle Due Torri al pallone, una città che continua a correre, cantare e sorprendere.

Diego Armando Maradona

La «scoperta» della Costiera Amalfitana per amore e per Diego Armando Maradona

Roberto Beccantini racconta Diego Armando Maradona e la scoperta della Costiera Amalfitana nella sua rubrica "L'Angolo di Beck".

Un ruolo per regione: il «dieci» ai napoletani, e a chi se no?

Un viaggio ironico e colto di Roberto Beccantini nel calcio italiano: a ogni regione il suo ruolo, tra letteratura, musica e memoria sportiva. E se il portiere nasce friulano e il mediano piemontese, il numero dieci non può che essere napoletano, patria naturale della fantasia.

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Lezioni di giornalismo: Bonetto versus Cairo, un confronto che merita

Ne “L’angolo del Beck”, Roberto Beccantini dedica una puntata ai giovani giornalisti prendendo spunto dal confronto tra Marco Bonetto e Urbano Cairo: un elogio della schiena dritta, della domanda chiara e del giornalismo che non cerca il nemico ma la verità, anche quando brucia.

Il calcio «truffaldino» e la purezza degli altri sport: senza esagerare, però

Ne “L’Angolo del Beck”, Roberto Beccantini smonta il mito della purezza degli altri sport e ricorda, con memoria storica e gusto polemico, che tra pugni, proteste e blitz reali nessuna disciplina può davvero sentirsi immune dal peccato originale. Il calcio truffaldino? Forse. Ma senza santificare il resto.

La fine della Superlega tra Agnelli, iene e cani (molto) randagi

Ne “L’Angolo del Beck”, Roberto Beccantini racconta la fine della Superlega tra Agnelli, Perez e marce indietro strategiche, con una Champions ormai paragonabile alla Banca Centrale Europea: forzieri solidi, potere accentrato e un sistema che cambia forma senza cambiare sostanza.

Sempre di corsa: gli 80 anni del professor Rondelli, maestro d’atletica.

Ne “L’Angolo del Beck”, Roberto Beccantini celebra gli 80 anni di Giorgio Rondelli, maestro d’atletica e di metodo, raccontando un’idea di sport fatta di studio, fatica e passione, capace di spiegare i campioni della pista come quelli del pallone, da Cova a Panetta fino a Osimhen, decatleta del gol.

Da Long e Monti a Sinner: l’epica della sconfitta

Ne “L’Angolo del Beck”, Roberto Beccantini attraversa l’epica della sconfitta: da Luz Long a Eugenio Monti, fino a Sinner, quando lo sport supera il risultato e trasforma il perdere in memoria, esempio e civiltà.