La «scoperta» della Costiera Amalfitana per amore e per Diego Armando Maradona

Roberto Beccantini racconta Diego Armando Maradona e la scoperta della Costiera Amalfitana nella sua rubrica "L'Angolo di Beck".

Diego Armando MaradonaFoto di Tom Podmore
Articolo di Roberto Beccantini16/03/2026

Inno all’amore. Quello di Ennio Buongiovanni per la sua Ida ebbe come teatro uno dei luoghi più incantevoli del mondo. La Costiera Amalfitana.

Vi andarono per il viaggio di nozze e vi tornarono per celebrare le nozze d’oro, 50 anni dopo. Poi il destino rapì Ida ed Ennio, spezzino trapiantato a Milano, imprenditore con la passione dell’atletica e del ciclismo, papà di Andrea, giornalista della «Gazzetta», e di Martina, non ha smesso di sognarla, di cantarla, spremendo energia dalla nostalgia. Amalfi. Positano. Ravello. Nel ricordo incancellato e incancellabile di una donna, la «sua» donna, fino a fargli esplodere, dentro, il candelotto della poesia. «Ritorno» è un libro che riassume e incarna la passione per quel tratto di Campania, per quegli speroni a picco su un mare capace di scuotere persino i frigidi. Ennio lo ha presentato all’«Ernest Café» di via Capranica, Milano: Ernest in onore del grande Hemingway.

C’erano gli amici, c’era l’atmosfera di chi si trovava lì per scelta e non per caso. Il napoletanissimo Luigi Gallucci aveva introdotto l’incontro, per telefono, con la recita di «’A livella» di Totò: un atto voluto, e non banalmente dovuto. Poi le poesie. Ve ne giro due. «Posa! posa!». L’autore l’ha dedicata a Positano. «Narra una leggenda/che fu la stessa Madonna trasportata in un quadro/che disse all’equipaggio di una nave in difficoltà per una mareggiata/ «Posa! Posa!»./Lì davanti c’era un paesino. I marinai la posarono lì e lì sorse la Chiesa di Santa Maria Assunta/ e il paese prese il nome di Positano./Ma questa è leggenda o poesia?». La seconda s’intitola «Malìa». Sembra un telegramma: ««Esibiva una scollatura che non aveva nulla da invidiare al Golfo di Positano».

Se fu l’amore per una donna a spingere Ennio verso la Costiera, nel mio caso fu un amore pagano. Diego Armando Maradona. Era il 1986, ero inviato della «Gazzetta» al Mondiale in Messico, al seguito della Francia di Michel Platini. Giusto alla vigilia mi telefonò Romolo

Acampora delle redazione sportiva de «Il Mattino». Mi chiese se potessi e volessi accompagnare i servizi delle loro firme con pezzi collaterali su «Le Roi» e i suoi «bleus». Domandai al mio direttore, Candido Cannavò. Risposta: «Minchia, Beck. Fai pure ma prima noi, mi raccomando». Prima noi, certo.

E così fu. Inutile che mi dilunghi sull’epilogo, con l’Argentina campione grazie alla mano de Diòs e ai gol del Pibe. Rientrato alla base, mi contattò di nuovo Romoletto Acampora. «Robé, allora. Ho parlato con i capi. Invece di compensarti in vil moneta, avremmo deciso di offrire a te e signora due settimane presso il Grand Hotel Tritone di Praiano, nel cuore della Costiera Amalfitana. Ci stai?». Certo che ci stetti. E sino al 2000 ogni estate ci tornavo e ne godevo. Con Mario Laudano detto il «babbo» che da Amalfi, in barca, mi portava «L’Equipe». Con Sandro Ciotti che, fino a notte fonda, bullizzava l’ignaro adulatore che ne aveva accettato la sfida a scopone. Ennio, Ida, Diego. Là dove il mare luccica e tira forte il vento, tra faraglioni e visioni, inseguendo sogni che non moriranno mai.

Diego Armando Maradona davanti al portiere inglese Peter Shilton durante Argentina-Inghilterra ai Mondiali di Messico 1986. Pochi istanti dopo sarebbe entrato nella leggenda.

Mondiale 1986: tra geni, re, mani e vecchie finte

Per la rubrica ''L'angolo del Beck'', Roberto Beccantini ripercorre il Mondiale del 1986 intrecciando memoria...

Roberto Rivellino in azione con la maglia della nazionale brasiliana durante una partita degli anni Settanta, mentre conduce il pallone sul terreno di gioco davanti a migliaia di spettatori.

Maradona e Rivellino: perché Dieguito idolatrava il “Re dell’Elastico” brasiliano

In questa Maradoneide, Darwin Pastorin racconta l’ammirazione sconfinata di Diego Armando Maradona per Roberto Rivellino,...

Darwin Pastorin durante un’intervista televisiva all’aperto: un’immagine che richiama l’universo crepuscolare di Gozzano tra calcio, memoria e letteratura.

Il crepuscolare Gozzano, l’angelo smarrito Mané e Dieguito come Borges

In questa maradoneide, Darwin Pastorin intreccia la poesia crepuscolare di Guido Gozzano con il calcio...

Diego avrebbe battuto anche il “mostro” da 37 gol in una partita

Rileggendo "Vietate le sedie" di Ignácio de Loyola Brandão, Darwin Pastorin immagina una sfida impossibile...