Insolite coordinate - Il calcio raccontato da altre latitudini

Esultanza dei calciatori della Corea del Sud durante una partita del Mondiale di Messico 1986, simbolo dell'inizio della lunga serie di qualificazioni consecutive della nazionale asiatica alla Coppa del Mondo FIFA.

Corea del Sud ai Mondiali 1986: una storia di continuità e perseveranza

Nelle sue insolite coordinate, Luigi Guelpa riscopre la Corea del Sud del 1986: non quella delle polemiche, ma quella dei pionieri che hanno costruito, un Mondiale dopo l'altro, una delle tradizioni più solide del calcio internazionale.

Nelson Mandela, simbolo della riconciliazione nazionale del Sudafrica, durante un evento pubblico.

Sudafrica 1996, la memorabile Coppa d’Africa di Mandela: quando il calcio unì una nazione

Nelle sue "Insolite coordinate", Luigi Guelpa riscopre il Sudafrica di Mandela e dei Bafana Bafana, ricordando come una Coppa d'Africa possa raccontare molto più di una semplice vittoria sportiva.

Jürgen Locadia con la maglia della nazionale di Curaçao durante una partita internazionale, simbolo di una carriera che unisce calcio, identità caraibica e percorsi globali.

Jürgen Locadia, il centravanti che vive due vite: gol, musica e radici caraibiche

Nelle sue insolite coordinate, Luigi Guelpa racconta la storia di Jürgen Locadia, un centravanti fuori dagli schemi che ha trasformato il calcio e la musica in due linguaggi della stessa ricerca personale.

Grzegorz Lato con la maglia della Polonia durante il Mondiale 1982 a Varsavia nel clima della Guerra Fredda

Varsavia 1982, il formidabile inganno del calcio nella Polonia della legge marziale

Nelle sue insolite coordinate, Luigi Guelpa racconta un pomeriggio immaginario nella Varsavia della Polonia di Jaruzelski, dove Grzegorz Lato e padre Popieluszko cercano una fragile tregua tra regime e Solidarnosc durante il Mondiale di Spagna.

Sébastien Desabre, ct del Congo ai Mondiali, in conferenza stampa durante la rinascita dei Leopardi dopo lo Zaire 1974.

Zaire 1974, il fenomenale ritorno del Congo ai Mondiali grazie a Desabre

Nelle insolite coordinate che uniscono Kinshasa a Dortmund, il rame del Katanga alle notti umide della Ruhr, Luigi Guelpa racconta il lungo ritorno dei Leopardi congolesi: dal sogno fragile dello Zaire del 1974 alla rinascita guidata da Sébastien Desabre, il francese diventato africano che ha restituito al Congo un Mondiale e, forse, anche una parte della propria memoria.

Bio, il gol al Bernabéu e la lunga caduta nell’oblio.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa raccoglie la provocazione di Matteo Nunner e riporta alla luce William “Bio” Verisimo, meteora brasiliana passata dal sogno Barcellona alla polvere dei campi minori. Un lampo al Bernabéu, cinque partite che sembravano un destino, poi la discesa silenziosa fino alla malattia e all’anonimato. Non una favola interrotta, ma la radiografia di un sistema che celebra i miti e dimentica i fantasmi.

Rajtoral e Bystron, difensori sconfitti dal nemico invisibile.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa torna alla generazione d’oro del Viktoria Plzen per raccontare la traiettoria parallela e tragica di Frantisek Rajtoral e David Bystron. Compagni in campo contro il Barcellona e il Milan, incapaci però di intercettare l’assalto più silenzioso, quello che nasce dentro. Due carriere segnate da gloria e cadute, due finali ravvicinate che interrogano il calcio oltre le statistiche: quando si spengono le luci, resta solo il confronto con il vuoto.

Dagobert Mougam, il titolare diventato camionista per “scelta tecnica”.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa racconta la traiettoria silenziosa di Dagobert Mougam, difensore del Camerun che sfiorò il Mondiale del 1982 e lo guardò poi da un bar di Mimboman. Dalla qualificazione storica dei Leoni Indomabili all’esonero che cambiò tutto, la sua è la storia di un’occasione evaporata senza clamore. Non un’ingiustizia epica, ma qualcosa di più comune e universale: il momento in cui scopri che il tuo posto non c’è più.

Parma-Napoli e la maglietta perduta

Nella sua rubrica, Davide Morgera riavvolge il nastro fino al 20 giugno 1965, quando il Napoli conquistò a Parma il ritorno in Serie A inaugurando trentatré anni consecutivi nella massima categoria. Dalla doppietta di Faustinho Cané alla maglia numero 11 di Antonio Juliano finita chissà dove, tra invasioni pacifiche e sogni azzurri, quella domenica alle tre resta la “Partita” con la maiuscola. Perché certe promozioni non si giocano soltanto in campo, ma nella memoria collettiva di un popolo.

Kreische, cinque bottiglie di whisky contro un Muro.

Nelle "Insolite coordinate", Luigi Guelpa ricostruisce la storia laterale di Hans-Jürgen Kreische, attaccante della Germania Est travolto non da un gol mancato ma da una scommessa vinta. Cinque bottiglie di whisky attraversano la Cortina di Ferro dopo il Mondiale del 1974 e diventano materia per il sospetto della Stasi. Non dissidenza, non propaganda, solo un brindisi tra uomini. Ma nella DDR degli anni Settanta anche bere poteva trasformarsi in atto politico, e il calcio in una faglia della Storia.