Due popoli, un pallone: il canto di pace tra Baschi e Palestinesi

La "green card" della settimana va sia alla rappresentativa basca Euskal Selekzioa che alla nazionale palestinese, per aver giocato una partita che deve essere inno alla pace

paceImmagine bandiera della pace
Articolo di Giovanni Cortese18/11/2025

Ci sono partite di calcio in cui a vincere sono entrambe le squadre: è il caso della sfida di Bilbao tra la squadra basca e la nazionale palestinese, disputata al San Mamés, che si è trasformata in qualcosa di più di una semplice partita, diventando un messaggio di giustizia, pace e solidarietà.

Lo sport come ponte di solidarietà

Un incontro che vale più di una semplice partita: un momento simbolico che ci ricorda il potere dello sport, capace di arrivare dove la politica internazionale, con le sue leggi e i suoi trattati, spesso fallisce. In un mondo lacerato da conflitti e scenari di guerra, dove bombe e divisioni sembrano prevalere sul dialogo, una palla che rotola può diventare un atto di resistenza e speranza. Il calcio, in questo caso, si fa voce di chi chiede pace e giustizia, e lancia un appello non solo al mondo, ma anche alla FIFA: non si può restare indifferenti di fronte a ciò che sta accadendo in Medio Oriente. Le istituzioni sportive hanno la responsabilità di promuovere valori di solidarietà e di pace, anche quando la politica tace.

 Due rappresentative, un destino comune

L’Incontro di Bilbao è molto più di una semplice partita: è un vero e proprio inno alla storia, che mette in parallelo le vicende del popolo palestinese e di quello basco. Due storie segnate da conflitti, lotte per il riconoscimento e un profondo senso di appartenenza, che trovano in questo evento un momento di empatia e di riconoscimento reciproco, sia sul piano storico che politico. Sul campo di San Mamés, due culture si sono abbracciate: non più avversari, ma compagni di gioco, alleati in quella che possiamo definire la partita della pace. In un contesto internazionale segnato da guerre e divisioni, il calcio dimostra di poter essere un ponte, capace di unire dove la politica spesso fallisce. Questo incontro è un invito al mondo del calcio a non restare indifferenti di fronte alle tragedie che si consumano nello scenario internazionale, soprattutto in Medio Oriente. Lo sport, e il calcio in particolare, può e deve recuperare quell’umanità che sembra essersi persa, ricordandoci che non può esistere vero sport senza pace.

In palio più di un trofeo

Al San Mamés, in palio c’era molto più di un trofeo: non erano coppe o titoli a contare, ma il risveglio della coscienza collettiva. In un’epoca storica e sociale segnata da conflitti che attraversano non solo il Medio Oriente, ma anche l’Ucraina e molte altre parti del mondo, l’incontro di Bilbao ha dimostrato che il calcio può andare oltre il risultato sportivo. Al San Mamés non ci sono stati sconfitti, ma solo vincitori: la vera vittoria è aver acceso una scintilla di pace. Ora il testimone passa a noi, chiamati ad allenarci ogni giorno per costruire la pace, insieme alle istituzioni e attraverso i valori dello sport.

 

 

 

 

 

 

 

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