Mazzarri è il Sindaco del Rione Sanità

Non è stato un Napoli bello, ma efficace e vincente. Buona la prima del nuovo corso di Walter Mazzarri.

Articolo di carloiacono26/11/2023

©️ “MAZZARRI” – FOTO MOSCA

Squadra corta e compatta, brutta, sporca e cattiva. Intensa nel pressing, attenta, famelica, cinica. I lanci lunghi del portiere, le transizioni positive. Il Napoli di Mazzarri vince la prima sotta la guida del nuovo tecnico, alla maniera del tecnico di San Vincenzo. In un modo vecchio di farlo, ma non certo obsoleto, anzi oggigiorno controculturale, rivoluzionario.

La differenza la fa la costruzione dal basso, quella dell’Atalanta, sbagliata, e la voglia di riconquistare il pallone, degli azzurri, per verticalizzarlo subito in rete. Al minuto 80, sull’1-1, Carnesecchi rinvia male, un po’ per il pressing di Osimhen, un po’ per essere “costretto” a giocarla. Intercetta Cajuste (entrato pochi minuti prima per Zielinski) che la serve a Victor (subentrato a Raspadori). Il nigeriano si gira e appoggia per Elmas (sostituto di Politano). Il macedone arriva a rimorchio e la mette dentro.
Sarà l’1-2. La prima vittoria del nuovo Napoli di Mazzarri, marchiata tra l’altro dagli uomini partiti dalla panchina, la stessa (la panchina) accusata di essere gestita male dal predecessore. Ulteriore segnale di distacco dal passato, insieme alla proposizione di gioco, alla determinazione, al risultato. Alla certezza nelle proprie qualità.

Non è stato un Napoli bello. È stato un Napoli vincente ed efficace, applicato sul match per 90’ minuti. C’è stato uno svarione difensivo, certo, sul gol degli avversari (colpo di testa di Lookman su traversone di Hateboer). Qualche insicurezza, vero, dopo il pareggio subito. Ma ça va sans dire, Walter è appena arrivato, ha lavorato poco con il gruppo, e lo ha fatto per lo più sulla testa, per tutto il resto c’è tempo. Atalanta, Real, Inter, Juventus, hanno bisogno del giusto approccio mentale, prima di quello tattico e non è poco.

Perché stiamo parlando della squadra campione d’Italia, e se c’è entusiasmo, fiducia, lavoro, c’è quasi tutto, la cifra tecnica viene fuori da sola. Il Napoli potrebbe diventare una Juventus senza lacune tecniche, il sogno di Allegri.

Riguardo la partita. Gli azzurri hanno fatto loro il primo tempo. Segnato due gol, uno (il primo di Rrahmani) annullato per fuorigioco. Il secondo, in fotocopia, sempre su cross dalla destra a cercare la spizzata, invece buono, con frustrata di Kvaratskhelia. Pericoli corsi zero.

Nella ripresa. Il Napoli si è fatto infilare come già è capitato troppe volte in questa stagione. Lookman, non un Marco Antonio, si è inserito tra Di Lorenzo e Rrahmani, e li ha beffati. Lì la squadra è andata un po’ in bambola, ma è stata questione di minuti.

Mazzarri ha mandato in campo Elmas al posto di Politano, e Osimhen per Raspadori. Il secondo ha tenuto la squadra più alta, e confezionato l’assist per il primo. Insomma Mazzarri ci ha preso, perché è uomo che bada al sodo. In mezzo al villaggio ci deve essere soprattutto la gente, se poi vogliono si costruisce la Chiesa, farla e tenerla vuota non fa per lui. Non è predicatore, è più un Sindaco del Rione Sanità.

I ragazzi sanno che a parlare con lui si trova la soluzione, non c’è ideologia che tenga. Unica nota negativa, l’infortunio di Olivera, si tema la lesione del crociato. La fascia sinistra rimarrebbe completamente sguarnita per un mese. Walter dovrà pelare anche questa, ma sembra quello giusto per farlo.