Al San Nicola piove sul bagnato: il Bari affonda contro il Venezia
Il Bari cade rovinosamente contro il Venezia e al San Nicola scoppia la contestazione al fischio finale del match.

©️ FOTO SSC BARI
Piove sul bagnato al San Nicola, il Bari si è di nuovo smarrito contro un Venezia forte, che dalla serata di ieri è in vetta alla classifica del campionato insieme al Parma .
Mister Marino sceglie la strada della continuità e ripropone il 3-4-1-2: in mediana c’è Benali al posto di Acampora e Maita, reduci da qualche linea di febbre in settimana, e a pochi minuti dell’inizio il tecnico biancorosso perde pure Diaw durante il riscaldamento, in attacco con Nasti c’è Aramu.
Mister Vanoli manda in campo i Lagunari col consueto 4-3-3 con il tandem offensivo composto da Gytkjaer e Johnsen, senza Pohjanpalo .
Il Venezia mette subito le cose in chiaro a inizio gara con Busio, che affonda sull’out di destra, crossa rasoterra per Johnsen che con un tiro strozzato non trova la porta da pochi passi.
Il Bari si rende pericoloso solo al 9’ con Aramu che crossa in area, Tessman interviene in modo goffo sfiorando l’autorete, e con giocate singole di Sibilli e Koutsoupias. Per il resto i Lagunari sono in pieno controllo sul match e prima fanno le prove generali del vantaggio con Busio, che da fuori area non trova la porta, poi sbloccano il risultato alla mezz’ora di gara: Johnsen serve Zampano sull’out di sinistra che cerca e trova Pierini in area di rigore, che mette il pallone in rete alle spalle di Brenno: 0-1.
Il Bari cerca di scuotersi, ma fa fatica a rendersi effettivamente pericoloso fino alla fine della prima frazione di gioco.
A inizio della seconda frazione di gioco mister Marino richiama Aramu per Achik per dare più freschezza, mossa che tuttavia non paga perché il Bari fa fatica a entrare effettivamente in partita: le uniche iniziative del Bari sono casuali e affidate ai singoli. Ci provano Ricci da fuori area, Sibilli che con un tiro cross prova l’ennesima giocata e Nasti in semirovesciata. Poi, il nulla, con errori tecnici evidenti ed elementari e molto disordine in mezzo al campo. Neanche i cambi nel finale di gara con gli ingressi della punta 2005 Akpa-Chukwu, Acampora e Maita e il passaggio al 4-2-4 danno i risultati sperati.
Il Venezia si difende bene e da squadra di vertice sa sempre cosa fare con la palla fra i piedi. Nel finale di gara i lagunari vanno a segno prima con Tessmann al 90’ poi con Dembele al 96’, chiudendo la pratica Bari e sancendo la prima sconfitta della gestione Marino.
Al San Nicola piovono acqua e fischi a fine gara, aprendo cosi a tutti gli effetti la piena contestazione, questa volta non solo nei confronti della società, pesantemente contestata in tribuna autorità con i fischi al direttore Polito e al presidente De Laurentiis, ma estesa alla squadra che sebbene ha subito i due gol nel finale concretamente non è stata mai pericolosa, col Venezia che ha potuto gestire la partita anche facendo riposare qualche titolarissimo.
Il dato di fatto è che il Bari non ha ancora una propria identità di squadra, mostra evidente fatica a imbastire una manovra offensiva e mostra anche carenza nelle personalità in grado di creare giocate e di puntare l’uomo, se non con il solo Sibilli. Inoltre, anche la compattezza difensiva sta venendo meno, con sei reti subite in due partite.
La partita contro il Venezia poteva rappresentare una svolta perché si poteva sperare di rientrare quanto meno in zona playoff, tuttavia la gara ha detto che ora bisogna prima di tutto guardarsi alle spalle. Attenzione però, vivacchiare a metà classifica è pericoloso, c’è il rischio di cadere in brutte acque e peggio ancora di vivere un campionato anonimo è più che reale mai ad oggi.
Tocca prendere coscienza dei limiti che ha questa squadra, provare a migliorare quello che questa squadra può migliorare fino alla fine del girone di andata, provando da subito a reagire e alzare la testa a partire dalla prossima giornata di campionato quando il Bari farà visita al Lecco al Rigamonti Ceppi (H.16..15) per il quindicesimo turno.
