Bari, concluso il girone di andata: il bilancio dei biancorossi
L'analisi del girone di andata del Bari.
Foto Mosca©️ FOTO UFFICIALE SSC BARI
Con la partita del Boxing Day giocata a Marassi, il girone di andata è andato in soffitta e in casa Bari è tempo di bilanci di questa prima parte di stagione, che ha visto i biancorossi stazionare in una sorta di limbo a metà classifica, a 23 punti, rispetto alla scorsa stagione 7 in meno, a sole tre lunghezze dai playout e cinque dai playoff, obbiettivo primario dichiarato dalla stessa società in vista dell’inizio di stagione. Se il treno playoff non è del tutto impossibile, quello che fa riflettere è la distanza abissale dai primi posti della classifica: 18 lunghezze dalla capolista Parma e 12 dal secondo posto occupato dalla coppia Venezia e Como.
È evidente la differenza con la scorsa stagione, quando il Bari al giro di boa concluse a – 9 dalla capolista Frosinone e a -2 dal Genoa. Bisogna considerare che in questo campionato le squadre che sono davanti viaggiano più spedite dello scorso anno. Quanto allo score dei Galletti, bisogna registrare su 19 partite disputate ben 11 pareggi, 4 successi e 4 sconfitte, con 20 reti al passivo, ma soprattutto solamente 18 gol messi a segno. Solo il Pisa e le ultime tre del campionato – Feralpisalò, Ascoli e Spezia – ne hanno messe a referto meno. Scarso rendimento rispetto alla scorsa stagione in cui i biancorossi conclusero la prima parte di campionato con ben 30 reti all’attivo, frutto del esplosione di Cheddira ma anche dei contributi non indifferenti di Antenucci e Folorunsho.
Diversamente, in questa parte di stagione solo Sibilli è arrivato a timbrare il cartellino 6 volte. 3 centri per Nasti e 2 marcature per Diaw in 10 gare disputate di cui sei da titolare, sul quale hanno influito e non poco i ripetuti acciacchi fisici, riportati peraltro da tutto l’assetto offensivo biancorosso. L’infortunio di Ménez lo ha tenuto fuori dal campo dalla 1° giornata. Inoltre, Aramu, che avrebbe dovuto sostituirlo, non ha reso secondo le aspettative. L’ex Genoa è ancora a secco dopo le 13 gare disputate, di cui 7 da titolare, ma senza lasciare mai il segno. A questo si aggiunge che lo stesso Nasti dopo un buon inizio di campionato ha vissuto un’involuzione, giocando quasi sempre spalle alla porta, e che Achik, pur volenteroso, è sembrato ancora acerbo per poter incidere nel campionato cadetto.
Ancora, aggiungiamo che Morachioli, dopo la gara di La Spezia, è praticamente sparito dai radar. Prova ne è che nel secondo tempo del Ferraris al posto di Achik è entrato Dorval al posto dell’ex Renate e dello stesso Aramu. Questo basta a far capire come le soluzioni offensive siano state limitate in questa prima parte di campionato. Certo, il recupero di Ménez e le prove in crescendo di Edjouma nelle ultime 4 partite possono essere un punto da cui ripartire in un Bari che ha fatto intravedere piccoli miglioramenti nell’assimilazione delle idee di mister Marino.
Questa squadra necessita di un intervento e di una mezza rivoluzione sul mercato che possa sostituire chi ha reso poco con elementi forti che siano allo stesso tempo compatibili con sistema e idee di gioco del mister. Compito non semplice per il ds ma mai come questa volta la squadra necessita di non meno di 3-4 interventi con potenziali titolari e soprattutto alternative valide in ogni ruolo se si vuole aggiustare una stagione deludente, uscendo da zone pericolose della classifica e provando a dare un senso a questa che per ora resta una stagione anonima.
