Rivoluzione fiscale nel calcio: l’impatto del Decreto Crescita su Napoli e Salernitana
Per Napoli e Salernitana l'abolizione del decreto crescita potrebbe significare una ristrutturazione significativa e una ridefinizione delle loro scelte in occasione dell’imminente mercato invernale.

«Qualora cessassero i benefici fiscali garantiti dal decreto Crescita avverrebbe la distruzione del calcio italiano»: queste parole, pronunciate con un tono decisivo e preoccupato, furono espresse da Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, nel novembre scorso. Anche se sembra che sia trascorsa un’eternità, in realtà, è passato solo un mese da quando l’ipotesi di dover navigare attraverso una sessione di mercato senza il supporto di tali agevolazioni sembrava una preoccupazione distante e forse esagerata. E perciò ora la decisione del governo di non prorogare le agevolazioni fiscali previste dal Decreto Crescita del 2019 per gli atleti professionisti stranieri si presenta come un colpo di scena inaspettato che potrebbe ridefinire le strategie di molte squadre, comprese Napoli e Salernitana. Questa manovra si configura come un ostacolo significativo per le squadre di Serie A, che hanno finora beneficiato in modo notevole di queste agevolazioni.
L’Impatto sul Napoli e la Salernitana
Squadre come Salernitana e Napoli hanno fin qui sfruttato a piene mani questa opportunità per rafforzare i loro organici con calciatori stranieri. In particolare la Salernitana, sotto la guida dell’ex Direttore Sportivo Morgan De Sanctis, ha optato nell’ultimo mercato esclusivamente su calciatori stranieri ed ora i nodi vengono al pettine per le casse già esauste del sodalizio di patron Iervolino. Questa strategia ora si rivela rischiosa, in quanto l’aumento dei costi salariali finirà per pesare ulteriormente sul bilancio del club. Un esempio significativo è il caso di Dia, il cui ingaggio lordo di 2.560.000 euro, già gravoso per il bilancio della società, diventa ancor più oneroso senza le agevolazioni fiscali. Allo stesso modo, il recente aumento di stipendio concesso da Napoli a Oshimen di 10 milioni a stagione, si traduce in un impatto economico ancora più pesante, rendendo la sua cessione a una squadra straniera un’opzione sempre più probabile. L’abolizione di queste agevolazioni presenta delle sfide notevoli. Per Napoli e Salernitana, questo potrebbe significare una ristrutturazione significativa e una ridefinizione delle loro scelte in occasione dell’imminente mercato invernale.
Le Reazioni
La decisione della mancata proroga dei benefici fiscali è scaturita da un’accesa discussione in seno al Consiglio dei Ministri, dove sono state espresse preoccupazioni morali ed economiche e sottolineato la necessità di concentrarsi sui giovani talenti italiani piuttosto che sugli atleti stranieri altamente remunerati.
Di parere completamente opposto la Lega Serie A e il presidente della Lazio Claudio Lotito, che hanno espresso un forte disappunto, sottolineando come questa scelta finirà per danneggiare non solo il calcio italiano ma l’intero settore sportivo del Paese.
Anche Walter Sabatini si è espresso al riguardo con una dichiarazione rilasciata a TAG24: “Questa è una cosa che si ritorce contro le società, non la posso accogliere con buon umore. Non è di mia competenza e la lascio ai politici, ma le conseguenze per le società sono gravi”. Sabatini ha fatto anche presente che questa decisione impedirà anche ai club di vertice di arrivare a dei colpi di mercato: “Sarebbe improbabile in ogni caso arrivare ai grandi campioni, ma senza il decreto è impossibile”.
Prospettive Future
Si può sperare che questa svolta normativa possa portare a un maggiore investimento nei vivai italiani e aumentare le opportunità per i giovani calciatori italiani. C’è il potenziale per una rinascita del calcio nazionale, con un ritorno alle radici. Tuttavia, questo cambia drasticamente il panorama competitivo della Serie A e potrebbe incidere sulla capacità dei club italiani di attrarre talenti internazionali di primo livello. La speranza è che, nonostante le sfide immediate, questa decisione possa alla lunga rafforzare i vivai italiani, promuovendo un approccio più sostenibile e orientato verso i talenti locali, un aspetto fortemente sostenuto dal CT della Nazionale Italiana, Spalletti.
