Cuore, sogni e passioni: bentornato a casa “mezzo chilo”

Cresciuto a Barra, tra mille passioni, un quartiere difficile e un sogno nel cuore: Pasquale Mazzocchi ritorna a Napoli, casa sua.

Articolo di Antonio Terracciano03/01/2024

© “MAZZOCCHI” – FOTO MOSCA

Negli ultimi anni, ormai, si parla dei terzini in maniera nuova. Sono giocatori che vengono proprio definiti con una terminologia mai utilizzata prima: esterni difensivi, laterali a tutta fascia, quinti di centrocampo se la loro
squadra si schiera con una difesa a tre. Questa mutazione deriva da un altro cambiamento: quello che riguarda i loro compiti in campo. Oggi un terzino può essere tutto ciò che è sempre stato, ma anche un regista largo, una mezzala in appoggio in fase di costruzione, un finalizzatore sui cross che arrivano dall’altra fascia.

Non ci sono preclusioni, non esistono limiti alla creatività tattica. Anzi: se un terzino ha le giuste qualità, può diventare l’arma offensiva numero uno di una squadra. In questo senso, Pasquale Mazzocchi è stata l’arma in più della Salernitana, che oggi, per circa 3 milioni di euro passa al Napoli. Pasquale ritorna a Napoli, casa sua, lo scugnizzo nato a Barra, esploso tardi in serie A, portato a Salerno dal suo procuratore e Walter Sabatini, messo al centro del progetto salvezza, ed ora, finalmente potrà vestire la maglia della sua città, del suo cuore.

Mancino, con due polmoni d’acciaio e due gambe a propulsione atomica, si ispira a Roberto Carlos, anche se ha caratteristiche diverse, fluidifica sulla fascia sinistra in maniera splendida e questo gli ha permesso di ritagliarsi un posto in nazionale. Il primo che lo vide fu proprio il Mancio e da allora non è più uscito dal giro degli azzurri. Cresciuto a Barra, tra mille passioni, un quartiere difficile e un sogno nel cuore. A 14 anni, si trasferisce nelle giovanili del Benevento e da lì una lunga ascesa, ma continua, passando per la gavetta della Serie D tra Rimini e Parma. La prima, racconta di avere un rapporto speciale, ci vive la sorella, ormai esperta di calcio e condividono insieme la passione del cinema e dei film d’azione. Giovane, ma intelligente, ammette che il calcio l’ha salvato e che senza pallone, starebbe lavorando sui cantieri o nella peggiore delle ipotesi disoccupato, ma la fede e la sorte l’hanno voluto altrove.

Pasquale è molto credente, da poco infatti ha tatuato una Gesù grande quanto la sua schiena e in gruppo parrocchiale anni indietro conosce la moglie. Insieme, girano per l’Italia, sui campi della serie B, prima col Perugia e poi col Venezia, senza mai dimenticare le proprie origini. Pasquale ritorna spesso al suo paese, non tradisce il suo accento, non dimentica la sua famiglia, anzi, è la sua roccaforte dove poter riposare, ricaricarsi e tornare a spingere su quella fascia sinistra. Oggi, possiamo dirlo con franchezza:” Bentornato a casa mezz chil”.