McLaren trionfa a Silverstone tra pioggia, sorprese e delusioni
Buon weekend per la McLaren a Silverstone, dove il meteo ha giocato un ruolo da protagonista, condizionando lo svolgimento della gara e mettendo in crisi le strategie di chi non aveva previsto le bizze del clima britannico. La pioggia, alternata a momenti di pista asciutta, ha penalizzato soprattutto Red Bull e Ferrari, entrambe […]
Rettilineo di Silverstone
Buon weekend per la McLaren a Silverstone, dove il meteo ha giocato un ruolo da protagonista, condizionando lo svolgimento della gara e mettendo in crisi le strategie di chi non aveva previsto le bizze del clima britannico. La pioggia, alternata a momenti di pista asciutta, ha penalizzato soprattutto Red Bull e Ferrari, entrambe impostate su condizioni stabili e asciutte.
Il tracciato di Silverstone, già noto per la sua tecnicità, diventa una vera trappola quando si bagna. In condizioni di pioggia battente, ogni minimo errore viene amplificato. Non c’è margine d’appello. Ne sanno qualcosa i rookie Liam Lawson, Gabriel Bortoleto e Isack Hadjar, tutti costretti al ritiro in una gara che ha messo in ginocchio l’esperienza e la tenuta mentale dei piloti. Un banco di prova impietoso, dove i giovani hanno pagato caro il prezzo del battesimo sull’asfalto inglese.
A spuntarla è stata nuovamente la scuderia di Woking, che sul circuito di casa ha ottenuto una doppietta, nonostante il “piastriccio” con la penalità di 10 secondi inflitta a Oscar Piastri per il mancato rispetto della nuova normativa sulla Safety Car. Un’ingenuità che è costata all’australiano la vittoria.
Nonostante la sanzione, il copione non è cambiato: le auto “papaya” hanno creato il vuoto, dando quasi due secondi al giro alla concorrenza, che non è stata sempre brillante in queste condizioni pazze.
A completare il podio c’è il veterano Nico Hülkenberg su Sauber-Audi, che conquista il primo podio in carriera dopo ben 238 gare. Un risultato fantastico anche per il team principal Mattia Binotto, che sta gettando le basi per gli anni successivi.
Tutti gli altri competitor tornano a casa con un bicchiere mezzo vuoto, o addirittura con uno zero in pagella, viste le aspettative create alla vigilia del Gran Premio.
Così il grande outsider Verstappen, dopo aver dominato le qualifiche del sabato centrando la pole con autorità, ha faticato sotto l’acquazzone domenicale. La sua Red Bull è apparsa nervosa e poco reattiva, in costante sovrasterzo. Al 22° giro, l’olandese ha perso il controllo della vettura dopo il rientro della famigerata Safety Car: probabilmente le gomme, seppur intermedie, erano ancora fredde. Verstappen è andato in testacoda ed è stato costretto a una gara in rimonta.
Situazione simile anche in casa Ferrari. Alla vigilia del Gran Premio, la scuderia di Maranello aveva promesso di vincere grazie agli aggiornamenti portati in pista. Ma, come spesso accade, tra strategie discutibili e qualche errore di troppo da parte dei piloti, le aspettative si sono rivelate illusorie. Se è vero che le condizioni erano complicate per tutti, le scelte del muretto Ferrari sono apparse incomprensibili. Emblematico il caso di Leclerc, che già dopo un giro ha montato gomme slick medie, una mossa rischiosa su pista ancora fredda e umida. Incomprensibile anche il mancato utilizzo delle soft, scelta invece azzeccata da Stroll.
Contrariamente al passato, l’alfiere Ferrari è stato Lewis Hamilton che, nonostante l’atmosfera di casa e il tifo incontenibile del pubblico britannico, non è riuscito a festeggiare con lo champagne. L’inglese ha dato battaglia fin dalle prime curve, determinato a lasciare il segno davanti ai suoi tifosi. La prestazione, però, non è bastata per salire sul podio. Hamilton ha chiuso in quarta posizione, deludendo le attese di molti, compresi i bookmaker che puntavano su un clamoroso decimo successo sul circuito di Silverstone. La lotta non è mancata, ma il risultato è sfumato.
Ma non è tutto perché con questa tappa possiamo dire, con un po’ di ironia che sul fronte pneumatici che il re è nudo. Infatti si rileva la stessa criticità da parte della FIA e di Pirelli ogni volta che c’è un meteo particolare. Da anni, chi governa la F1 non riesce a individuare una soluzione efficace per l’utilizzo degli pneumatici full wet. In occasione di condizioni meteorologiche avverse, la competizione viene frequentemente sospesa dai commissari a causa della scarsa visibilità provocata dallo spray generato dalle gomme stesse. L’attuale situazione evidenzia l’esigenza di sviluppare delle nuove e più efficenti rain tyres o dare senza ipocrisia l’addio alle gare bagnate come fanno negli USA nelle piste ovali.
Per la nostra rubrica vi diamo appuntamento il 27 con il Gran Premio del Belgio.
