Quando Napoli faceva tremare l’Europa: l’epopea dimenticata della Partenope Basket

Per “L’anima di Partenope”, Trani riporta alla luce la stagione irripetibile della Fides Partenope Napoli: le coppe vinte, il Palasport gremito, gli scugnizzi diventati campioni e un basket capace di portare Napoli ai vertici europei. Una storia di orgoglio sportivo e memoria cittadina che merita di essere raccontata ancora.

Articolo di Giancamillo Trani08/03/2026

Alle spalle del Palazzo Reale di Napoli, in Via Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga, sorge la sede della Partenope Napoli Basket; in realtà la suddetta zona è più conosciuta come “I Cavalli di Bronzo”: ex maneggio dei sovrani borbonici, questa denominazione è dovuta alle due gigantesche statue che raffigurano i domatori di cavalli, dono dello Zar Nicola I Romanov nel 1846, dopo che, con la propria consorte, Aleksandra  Fёdorovna, aveva soggiornato alcuni mesi nella splendida città partenopea, dove la zarina beneficiò di ottimi risultati grazie al clima temperato e conseguì giovamenti efficaci in relazione al suo debole stato di salute.

Da fonti documentali risalenti al 1912, apprendiamo che i primi appassionati della palla a spicchi giocavano presso l’istituto dei Padri Salesiani, al Vomero. Nel secondo Dopoguerra, le sfide agli americani, i primi “fenomeni” USA sbarcati dalle navi ed ingaggiati al volo negli Anni ’50

Nel 1951, nacque l’Associazione Polisportiva Partenope, che l’anno successivo fu riconosciuta Ente Morale dal secondo Presidente della Repubblica Italiana, l’economista Luigi Einaudi, succeduto al giurista napoletano Enrico De Nicola.

In seno alla suddetta società, così come ancora ai giorni nostri, si praticavano diverse discipline sportive: nel 1957 fu fondata la Sezione Cestistica, con i colori sociali azzurro, bianco e giallo. Nella sua ultrasessantennale storia, la Partenope Napoli Basket ha disputato numerose stagioni nella Serie A nazionale, conseguendo un secondo posto nel Campionato 1967/68 ed un terzo posto nel Campionato 1968/69.

Ma i due successi più famosi sono legati alla vittoria della Coppa Italia nel 1968 ed a quella della Coppa UEFA nel 1970.

In quella squadra giocava una delle glorie della pallacanestro napoletana, Manfredo Fucile, classe 1949, che possiamo a pieno titolo considerare il simbolo di quella Fides Partenope Napoli nata dalla programmazione e dalla lungimiranza del “Cumenda” Giovanni Borghi, industriale lombardo del settore elettrodomestici, sponsor della Ignis Varese che intravvide nella Fides Partenope una sorta di filiazione della squadra del Varesotto.

A soli vent’anni, Fucile giocava e vinceva al fianco di campioni come Carlos D’Aquila, Jim Williams, Sauro Bufalini, Remo Maggetti, Antonio Errico, Giovanni Gavagnin. Fucile era uno “scugnizzo” cresciuto sull’asfalto di Barra, nel Rione Cavour, assecondando la passione del padre, Filiberto, per la palla a spicchi.

La Coppa Italia del 1968 fu vinta contro la Eldorado Bologna, mentre la Coppa UEFA del 1970 contro i francesi del Vichy, un vero e proprio trionfo in un Palasport “Mario Argento” stracolmo di tifosi che facevano un tifo infernale, anche in virtù dello “scippo” di Atene dell’anno precedente, avvenuto tra sassi, violenze e minacce. La Fides Napoli affrontava, in Coppa delle Coppe, i temibili greci del Panathinaikos: andata a Napoli, 98 a 61 per i partenopei allenati da coach Tonino Zorzi, con “Il Fenicottero” Joe Franklin autore di 36 punti. Il ritorno, che doveva essere poco più che una formalità, fu contrassegnato da violente intimidazioni: nell’Atene dei Colonnelli i giocatori napoletani furono offesi e provocati in ogni modo, al punto da decidere di abbandonare la partita all’intervallo. Napoli perse due a zero a tavolino e quella partita terribile viene ricordata come una delle pagine più brutte di tutto lo sport internazionale.

L’ultima apparizione tra i professionisti è ormai datata e risale alla Stagione 1997/98, in Serie A2: la Partenope Napoli Basket si piazzò al dodicesimo posto davanti alla A.P.L. Serapide Pozzuoli che retrocesse in B1.

Per problemi finanziari, tuttavia, questo piazzamento non servì a nulla facendo sparire la Partenope e facendo risalire nel campionato di A2 del 1998-99, tramite ripescaggio, Pozzuoli.

Dopo il fallimento del progetto di rilancio nel 1998, la Partenope Napoli Basket ha continuato la sola attività giovanile, conseguendo – tuttavia – altri allori.

Negli anni 2016 e 2018, la Under 15 e la Under 18 della Polisportiva Partenope Basket hanno vinto i Tornei regionali Elite, con giocatori come Luca Sabellico, Antonio Dodaro, Andrea Canale, Antonio Rinaldi (tutti ancora in attività) sotto la guida tecnica dei coach Giamberini e Tramontano.

Nel 2019, sotto l’egida del Napoli Basket, quella stesssa squadra della Partenope vinse il Torneo Regionale Under 20 sempre allenata dal coach Tramontano, con in squadra i giocatori di cui sopra ad eccezione di Dodaro.

Nel 2024, la Polisportiva Partenope Basket ha vinto il Torneo Regionale Elite con la squadra Under 14, allenata dal coach Esposito.