Il pallone nell’occhio: quattro calci con Luciano De Crescenzo

Un estratto dell'intervista a Luciano De Crescenzo proveniente da “Il pallone nell’occhio”, libro del 1978 a cura di Rino Icardi e Giacomo Santini.

Articolo di Carlo Martinelli04/01/2022

L’inattualità deve essere coerente anche nelle letture, anche nella biblioteca di casa. Così, quale ineffabile piacere è l’approdo, sugli scaffali di cui sopra, di un libro del 1978, Rusconi editore. “Il pallone nell’occhio” si rifà palesemente – stessa grafica, stesso editore, stessa impostazione – alle fortunate interviste di Roberto Gervaso, all’epoca best seller con “Il dito nell’occhio”. Non a caso, la prima intervista è proprio con Gervaso medesimo. A firmare le 56 interviste che compongono l’appagante lettura sono Rino Icardi e Giacomo Santini, al tempo colleghi giornalisti in Rai. Romano il primo, trentino il secondo. Il vostro cronista inattuale, pensando alla giovane coraggiosa testata che lo ospita, non poteva non soffermarsi sul botta e risposta con l’indimenticabile Luciano De Crescenzo. Lo si incontra a pagina 126. E dai “Quattro calci con Luciano De Crescenzo” non potevamo esimerci dal pescare alcuni passaggi. Buona lettura.

Chi è il Bellavista del calcio?
Manlio Scopigno, allenatore e filosofo. Non tanto per i messaggi lasciati, ma per il suo distacco dalla cosa terrena. E dal pallone.

Il calcio ti piace?
Del calcio non sono un fissato.

Che cos’è la “napolitanità” del calcio?
Aria fritta. Il calcio è una cosa sola a Napoli come a Torino. Però la malignità fa proseliti. Ricordo di aver visto un Napoli – Milan con un milanese mio amico. Era terrorizzato. Finì che pagò da bere a tutti per la meravigliosa ospitalità sulle gradinate del San Paolo.

Perché il calcio è il più bel gioco del mondo?
Perché è come un libro giallo con un gran finale. E poi, ha una variabilità di risultati e di temi davvero notevole.

Il calcio è anche una specie di filosofia?
Senz’altro. Dice Bellavista del mio libro: “Se volete salvare un figlio dalla droga, fatene un comunista o un tifoso di calcio”. Sono, in effetti, due ideologie che assomigliano molto alla fede.

Il tifo che cos’è?
Un dovere.

Come vivi a Roma, lontano dalla tua Napoli?
Napoli è un’idea, non una città. E le idee ti seguono ovunque. E poi l’abbonamento alle partite del Napoli è sempre un legame sacro. Perché, a Napoli, il calcio è uno spunto per lo spirito.

PS: il libro di Rino Icardi (indimenticabili le sue telecronache ippiche) e Giacomo Santini (passato dalle radiocronache ciclistiche alla politica sempre con eleganza) lo si è pescato in un mercatino di libri usati. Lo rende vieppiù prezioso la doppia dedica degli autori che compare nella prima pagina interna. Anche Bellavista l’avrebbe comprato subito, quel libro.