Derby campano ad un Napoli dalle due punte
Il Napoli sfida la Salernitana col doppio attaccante: Di Lorenzo, infatti, affianca Mertens nelle manovre offensive sul lato destro.

Quello del Napoli contro la Salernitana non è il classico 4-2-3-1. Dall’urlo di Spalletti ai danni di Lozano, che gli chiedeva di giocare più largo, e quindi all’esterno dell’area di rigore, Di Lorenzo si è posizionato al centro del campo per la maggior parte delle manovre offensive.
Il terzino azzurro, infatti, non faceva coppia col messicano sul lato destro offensivo. Lozano era accompagnato principalmente da Fabian Ruiz: i due palleggiavano e cercavano l’assist vincente. In area di rigore, al fianco di Mertens, vi era proprio Di Lorenzo.
Tale schema si è proposto anche sul lato sinistro, con però altri interpreti. Mario Rui, infatti, ha giocato nel suo classico ruolo del terzino sinistro. A fare coppia con lui, però, non era Elmas. Il macedone si accentrava, in fase offensiva, per fare spazio a Mertens e/o Zielinski sul lato sinistro. A nessuno di questi è stato affidato una posizione precisa, eccezion fatta per Lobotka, filtro della squadra.
È un Napoli tuttofare, e non solo grazie alla duttilità di Fabian. Mertens, come sottolineato, è su tutte le zone del campo. In 5 occasioni è sul lato sinistro del campo; in 4 sul lato destro. In altre 6 occasioni, poi, è al centro dell’area di rigore. Nel suo ruolo da falso nueve, e quindi senza una punta che gli ostacoli la giocata, la profondità e la libertà d’espressione, il belga dà il meglio di sé. Si diverte e fa divertire. Nel ruolo del trequartista, infatti, è un leone in gabbia.
Con il rigore (generoso) concesso al Napoli al minuto 51, poi, e la conseguente espulsione di Veseli, la partita posiziona su binari a senza unico.
In campo anche Osimhen. Il nigeriano ha fame e vuole segnare a tutti i costi, tant’è che sbraita contro Politano per un passaggio non ricevuto. Se il Napoli attacca ma col piede sul freno, quindi senza impegno, dato il risultato fermo sul 4 a 1, il nigeriano è sempre con le braccia larghe per lamentarsi delle manovre offensive non sfruttate alla meglio. L’unico sorriso del numero 9 è un ghigno amaro ad un fallo fischiatogli contro.
